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Fed, tassi fermi fino all’anno prossimo

21/03/2019

Fed, tassi fermi fino all’anno prossimoJerome Powell ha rafforzato il suo tono da colomba. Nonostante gli ultimi dati che da misti sono risultati leggermente positivi negli Stati Uniti, le aspettative di inflazione appaiono ridotte, cosa che ha costretto la mano della Fed a mantenere tassi più bassi, più a lungo.

In linea con le attese, in serata la Fed ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse, ma soprattutto ha fatto sapere che al momento non intravede segnali tali per cui da qui a fine anno possa esserci un aumento del costo del denaro rispetto ai livelli attuali. Di conseguenza, eventuali rialzi sono rimandati al 2020. La reazione da parte del mercato azionario americano è stata mista: il Nasdaq 100 ha guadagnato al close lo 0,43%, mentre l’S&P 500 ha perso lo 0,29% e il Dow Jones lo 0,55%.

La politica accomodante e volta al compromesso, vista nella riunione della FED di ieri sera, è un altro chiaro segnale che le condizioni macroeconomiche stanno rapidamente decelerando a livello globale, con gli Stati Uniti che non fanno eccezione.

L'aggiornamento del dot plot rafforza la posizione accomodante, con una previsione di nessun rialzo nel corso del 2019 e un solo aumento nel 2020. Questo è ancora leggermente al di sopra di quanto attualmente prezzato dal mercato, ma nessun partecipante al FOMC prevede un taglio dei tassi all'orizzonte. Inoltre, lo stesso FOMC ha anche annunciato che il deflusso di bilancio terminerà a settembre, in anticipo rispetto a quanto il mercato si aspettasse. Il presidente Powell ha sottolineato che le prospettive economiche rimangono favorevoli, con i principali rischi che rimangono esterni, tra cui il rallentamento globale, l'incertezza commerciale e Brexit. Allo stesso tempo, il FOMC ritiene che i dati attuali non indichino un orientamento politico in nessuna delle due direzioni, il che rafforza la necessità di essere pazienti.   

Questi cambiamenti consolidano le prospettive di una pausa prolungata nel ciclo di stretta, ma non lasciano alla Fed un ampio margine di manovra in caso i dati dovessero sorprendere al rialzo nel corso dell'anno. Date le distorsioni dei dati del primo trimestre, che condizionano i dati sull'attività verso il basso, ci vorrà più tempo prima che emerga una maggiore chiarezza sullo slancio economico.

Un fattore fondamentale della comunicazione dell'Istituto centrale statunitense è l'alto livello di trasparenza. I mercati si sentono a proprio agio con messaggi stabili e coerenti; qualsiasi messaggio contrario comporterebbe probabilmente un aumento della volatilità, di conseguenza l'investitore resta prudente.

Poiché la Banca centrale degli Stati Uniti continua a optare per un atteggiamento accomodante, alcune società di gestione ritengono che ci siano delle opportunità nel credito high yield Usa. Gli investitori potrebbero anche beneficiare dei rendimenti in calo; un ribasso legato alla decisione della Fed di lasciare i tassi invariati e/o alla potenziale scelta di tagliarli nel 2019/ 2020.

Il percorso della politica della Fed dipenderà dai dati in arrivo. Questo non è così naturale come sembra. In primo luogo, solo pochi mesi fa, la preoccupazione degli investitori era che la politica monetaria della Fed potesse essere troppo predeterminata e che avrebbe spinto i mercati azionari verso il basso. E in secondo luogo, significa che la Fed prenderà le sue decisioni praticamente contemporaneamente al mercato. Sottolineare la dipendenza dai dati è esattamente il messaggio arrivato ieri sera.

A cura di: Rocki Gialanella
Parole chiave: fed, powell, tassi, usa
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