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Banca d’Italia: aumentano i prestiti in maggio

20/07/2020

Banca d’Italia: aumentano i prestiti in maggio

Prendono progressivamente vigore i prestiti concessi ai privati e alle società, dopo la frenata riconducibile all’emergenza sanitaria e all’indomani delle iniziative del Governo a favore del mercato del credito. A maggio, secondo il recente bollettino ‘Banche e moneta’ rilasciato da Banca d’Italia, i prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, sono cresciuti dell’1,5 per cento sui dodici mesi, in accelerazione rispetto all’1,4 registrato sia nel mese di aprile sia in marzo.

+1,3% i prestiti alle famiglie

Nello stesso periodo il ritmo dei prestiti è aumentato sia per quanto riguarda quelli concessi alle famiglie, cresciuti in maggio dell’1,3 per cento sui dodici mesi (+1,1% in aprile), sia per quello che concerne quelli alle società non finanziarie sono aumentati dell’1,9 per cento (+1,7 nel mese precedente e +1,5% in marzo). Questa dinamica è, molto probabilmente, collegata al rasserenamento del quadro economico, dopo la gelata del lockdown, che sta spingendo i cittadini a guardare con minore apprensione al futuro. Da ricordare che lo scorso mese (giugno) Banca d’Italia aveva ‘bacchettato’ le banche per il loro ritardo nell’erogazione dei prestiti alle imprese, richiamo i cui effetti positivi dovrebbero farsi sentire nei mesi seguenti.

Cresciuti i depositi, mentre sono calate ancora le sofferenze

Tornando al bollettino ‘Banche e moneta’, i depositi del settore privato sono cresciuti del 7,5 per cento sui dodici mesi (contro il +6,8 di aprile e il +5,7% di marzo). Contestualmente la raccolta obbligazionaria è diminuita ulteriormente, del 5 per cento sullo stesso periodo dell’anno precedente (come in aprile). Ancora in diminuzione le sofferenze, diminuite in maggio dell’11,6 per cento sui dodici mesi (in aprile la riduzione era stata dell’11,4 per cento e dell’11,1% in marzo). Questa variazione, avverte Via Nazionale, può risentire dell’effetto di operazioni di cartolarizzazione.

Minimo storico per i tassi per l’acquisto di abitazioni

In maggio i tassi di interesse sui prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, comprensivi delle spese accessorie, sono tornati a scendere e si sono collocati all’1,67 per cento (rispetto all’1,74% di aprile), ovvero al livello più basso in assoluto dal gennaio 2003, vale a dire da quando Banca d’Italia ha iniziato questa rilevazione. Sempre in maggio i tassi di interesse applicati sulle nuove erogazioni di credito al consumo sono saliti al 7,32 per cento (6,61 nel mese precedente), ancora sotto il livello di marzo (7,69%) ma prossimi al 7,95% visto a febbraio.

Più cari i prestiti concessi alle società

Dal report di Banca d’Italia emerge che i tassi di interesse applicati sui nuovi prestiti concessi alle società non finanziarie sono stati pari all’1,21 per cento (1,06 in aprile), quelli per importi fino a 1 milione di euro sono stati pari all’1,60 per cento, mentre i tassi sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia si sono collocati allo 0,93 per cento. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,35 per cento (0,36 in aprile).

+15,3% quest’anno i titoli di Stato nei portafogli delle banche

Infine, per quanto riguarda i titoli in portafoglio emessi da residenti in Italia (diversi da azioni e partecipazioni), le banche italiane in aprile possedevano titoli di Stato italiani per un ammontare di 434.092 miliardi di euro, in aumento del 3,5% rispetto ai 419,262 miliardi del mese precedente (dato corretto). Da inizio anno questo ammontare è salito del 15,3 per cento. Si conferma che buona parte di questo portafoglio, secondo le tabelle pubblicate da Banca d’Italia allegate al bollettino ‘Banche e moneta’, è rappresentato dai Btp: a maggio saliti del 2,6% a 309,02 miliardi dai 301,266 miliardi del mese precedente (con un balzo dell’11,1% dalla fine dello scorso dicembre). Al secondo posto della classifica ci sono i Cct (66,08 miliardi contro 64,78 miliardi del mese precedente) e poi i Bot (20,59 miliardi contro 20,86 miliardi e i Ctz (16,36 miliardi contro 14,38 miliardi).

A cura di: Fernando Mancini
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