SEI UN CONSULENTE FINANZIARIO AUTONOMO? 
Scopri i vantaggi del nostro servizio
Chiama gratis 800 92 92 95 CONTATTACI

Compila il modulo per essere richiamato

Se sei interessato al nostro servizio lasciaci i tuoi dati. Un nostro operatore ti contatterà per fornirti gratuitamente e senza impegno tutte le informazioni relative a FondiOnline.it

Dati di contatto

Errore nella compilazione del campo
Errore nella compilazione del campo
Errore nella compilazione del campo
Errore nella compilazione del campo

Informazioni addizionali

Errore nella compilazione del campo
* Nota: i campi indicati con l'asterisco sono obbligatori

Privacy e condizioni di utilizzo

Borsa: sempre meno Ipo, quali conseguenze per gli investitori?

L'interesse verso il private equity è cresciuto notevolmente, poiché offre finanziamenti in fasi avanzate di sviluppo e crea un approccio pratico per creare valore. Ciò si rispecchia nel numero sempre più basso di società che si quotano in Borsa. Nuovi strumenti dedicati agli investitori retail.

01/09/2023
Palazzo Mezzanotte, ingresso sede della Borsa di Milano
Analisi sul crollo delle Ipotesi e aumento dei delisting

Tra le imprese, in tutto il mondo, c’è sempre meno voglia di quotarsi. Anzi, tra quelle quotate c’è quasi la corsa al delisting. Nell’ultimo decennio, rileva Duncan Lamont, CFA, head of strategic research di Schroders, c’è stata una tendenza sempre marcata ad abbandonare i listini. Può essere un esempio la piazza di Londra, dove nel 1996 erano quotate oltre 2.700 società, mentre a fine del 2022 erano scese a 1.100, con un calo del 60%. Una prospettiva addirittura ancora più allarmante emerge se si considera un periodo più ampio: dagli anni '60 il numero di quotate nel Regno Unito è crollato di quasi il 75%. Questo fenomeno non è comunque circoscritto a una specifica nazione, ma è un trend globale legato a vari fattori.

Poche nuove quotazioni e molti delisting

A livello storico bisogna fare i conti con la crisi finanziaria che ha colpito diversi Paesi europei, come la Germania, che dal 2007 ha perso oltre il 40% delle sue società quotate. Da questo fenomeno non sono rimasti immuni gli Usa, spesso considerati un modello di stabilità economica, che dal 1996 hanno accusato un calo del 40% delle quotate (sono in minima parte compensato dal boom di offerte pubbliche iniziali che ha caratterizzato il 2021). Comunque, secondo Lamont, la principale causa di questo fenomeno risiede in due fattori concomitanti: la scarsa affluenza di nuove aziende sul mercato azionario e il costante flusso di società che lasciano il mercato, soprattutto a seguito di acquisizioni.

Trova il fondo in cui investire Cerca i fondi

Il processo di quotazione è più lento e oneroso

Negli Stati Uniti, ad esempio, il numero medio di nuove quotate tra il 1980 e il 1999 era di oltre 300 l’anno, ma da allora si è ridotto a soli 129 casi. Nel Regno Unito, il numero di nuove Ipo è sceso dopo la crisi globale e non ha più registrato una ripresa significativa. Lo sbarco in Borsa, nel frattempo, è diventato un processo più lento per le aziende, che aspettano di essere più mature prima di quotarsi. Oltreoceano, l'età media di una società al momento dell'Ipo è salita dagli 8 anni nei vent’anni precedenti al 1999 a 11 anni. Il risultato è che la Borsa offre oggi un'esposizione sempre più limitata di aziende, con meno del 15% delle società Usa con ricavi superiori a 100 milioni di dollari.

La concorrenza del private equity

È un fenomeno che priva i normali risparmiatori dell'opportunità di investire direttamente in molte aziende. Il cambiamento, dice Lamont, è legato soprattutto a due ragioni. In primo luogo, le aziende sono scoraggiate dai crescenti costi e dalle difficoltà legate alla quotazione. Ad esempio, la lunghezza delle relazioni annuali delle aziende britanniche è aumentata del 46% negli ultimi 5 anni, richiedendo molto tempo e denaro. Inoltre, un'alternativa alla Borsa più favorevole per le aziende è il private equity, che da un settore da 500-600 miliardi di dollari dei primi anni 2000 è cresciuto a oltre 7.500 miliardi nel 2022. Il private equity è in grado di finanziare aziende in fasi avanzate del loro sviluppo, offrendo anche un approccio più pratico per creare valore.

I nuovi strumenti dedicati agli investitori retail

Questa transizione verso il private equity presenta però un problema per gli investitori retail, considerato che la Borsa offre loro un'opportunità più economica e accessibile per partecipare alla crescita aziendale. Gli investitori retail rischiano quindi di rimanere esclusi da una parte significativa dell'economia globale, poiché molte di queste aziende operative in settori in forte crescita evitano di quotarsi in Borsa. Al fine di fornire agli investitori retail un'opzione di accesso più ampia, le autorità di regolamentazione e gli asset manager hanno creato nuovi veicoli di investimento come gli ELTIF (European Long-term Investment Fund) e gli LTAF (Long-term Asset Fund).

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave:

ipo borsa schroders investitori
Qualsiasi decisione di investimento che venga presa in relazione all'utilizzo di informazioni ed analisi presenti sul sito è di esclusiva responsabilità dell'investitore, che deve considerare i contenuti del sito come strumenti di informazione. Le informazioni, i dati e le opinioni fornite all’interno della sezione “news” di questo sito si basano su fonti ritenute affidabili ed in buona fede; in nessun caso, tuttavia, si potrà ritenere che Innofin SIM abbia rilasciato attestazioni o garanzie, esplicite o implicite, in merito alla loro attendibilità, completezza o correttezza. Lo scopo dei dati e delle informazioni divulgate attraverso la sezione “news” del sito è prettamente informativo; esse non rappresentano, in alcun modo, una sollecitazione all'investimento in strumenti finanziari.

Articoli correlati