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Cambiamento Clima: macrotema per il prossimo decennio

Gli eventi meteorologici estremi, attesi in aumento, avranno un impatto economico negativo, ampio e aumenterà nel tempo con il riscaldamento globale. Lo sostengono gli esperti, secondo cui il cambiamento climatico sarà il macrotema da seguire per il prossimo decennio.

30/11/2021
analisi grafici
Cambiamento climatico

Le stagioni non sono più le stesse: una frase fatta ma, stando a quello che accade ai nostri giorni, è purtroppo incompiuta. La situazione climatica è infatti destinata a peggiorare ancora di più, con eventi estremi che saranno più frequenti. Uno scenario cui gli investitori dovrebbero prendere già in considerazione, perché è diventato chiaro che il cambiamento climatico in corso diventerà nel prossimo decennio un fattore cruciale, considerato che il riscaldamento globale dovrebbe essere mantenuto sotto i 2 gradi rispetto alla media preindustriale. Gli scienziati, per altro, hanno avvertito che questo target è quanto mai essenziale per evitare il punto di non ritorno del cambiamento climatico, che può portare a gravi stress ambientali e socioeconomici.

Un pianeta sempre più caldo

La frequenza di eventi meteo estremi aumenta, e anche se le emissioni di gas serra fossero ridotte a zero da subito, David Riley, chief investment strategist di BlueBay AM, sostiene che le economie dovranno comunque adattarsi ai cambiamenti climatici già in corso, compreso un aumento del livello del mare. Bisognerà fare i conti con il fatto che - con l’aumento delle temperature, il Nord America centrale e orientale diventerà molto più caldo, l’area del Mediterraneo e l’Africa meridionale diventeranno soggetti a siccità e il Canada orientale, l’Europa settentrionale e l’Asia orientale sperimenteranno piogge più intense nonché inondazioni. Gli eventi estremi agiscono come shock negativi per l’economia, creando perdite di produzione e danneggiando le infrastrutture.

Le difficoltà per stimare i rischi

Più questi sono frequenti, maggiore è la volatilità macroeconomica che policymaker e investitori devono affrontare. Ma cercare di calcolare i rischi che comporta il cambiamento climatico è difficile a causa dell’incertezza sulla sua dimensione potenziale, la tipologia, i tempi e la distribuzione geografica dei cambiamenti. Allo stesso modo, bisogna ammetterlo, rimangono avvolte nell’incertezza anche le ipotesi relative al ritmo e all’efficacia delle misure per mitigare il cambiamento climatico e la transizione guidata dagli investimenti verso un’economia a basse emissioni di carbonio. A sottolineare quanto sia difficile questo calcolo, ricorda Riley, è stata la stessa Bce che ha descritto questi tentativi di stima come “intrinsecamente eroici”.

L’impatto sulla produzione sarà grave

È comunque assodato, secondo l’esperto, che questi eventi avranno un impatto economico negativo, ampio e aumenterà nel tempo con il riscaldamento globale. Secondo le previsioni più pessimistiche del Fondo Monetario Internazionale, il cambiamento climatico non mitigato implicherebbe una riduzione della produzione globale di quasi il 30% rispetto allo scenario base entro la fine del secolo. Tuttavia, i problemi saranno gravi e percepibili anche nel medio termine: il gruppo assicurativo Swiss Re, infatti, ha stimato un calo della produzione globale tra il 2% e il 9% entro il 2050, a seconda dell’entità del riscaldamento. In Medio Oriente e in Africa, secondo questa analisi il calo potrebbe essere maggiore, quasi del 15% nel peggiore dei casi.

Il Sud e i Paesi più poveri messi peggio

A determinare questa contrazione contribuiranno soprattutto la diminuzione della produttività causata dai danni fisici, dai minori investimenti, dalla riduzione delle rese agricole e dal deterioramento della salute dei lavoratori. Le aree più minacciate – il Sud e i Paesi più poveri – secondo Riley dovranno affrontare cambiamenti climatici più gravi, pur avendo meno capacità di adattamento. Una condizione da cui scaturirà un altro ordine di problema: la migrazione di massa da queste regioni, che avrà implicazioni economiche e sociali di ampia portata.

Alla ricerca della crescita sostenibile

C’è comunque un lato positivo, se si agisce per ridurre a zero le emissioni di gas serra, insieme agli investimenti pubblici e privati nelle infrastrutture green e nelle nuove industrie e tecnologie a bassa emissione di carbonio, gli effetti economici negativi del cambiamento climatico e della decarbonizzazione potrebbero essere più che compensati, generando una crescita sostenibile. Proprio per questo il riscaldamento globale e gli sforzi per mitigare il cambiamento climatico saranno un macrotema globale chiave per i prossimi dieci anni. In questo periodo si capirà se ci sarà sufficiente volontà politica e pubblica per limitare il riscaldamento globale al di sotto dei 2 gradi e se, per davvero, l’accelerazione dell’economia sostenibile.

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave:

emergenza climatica cambiamento climatico eventi estremi
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