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Caro energia: oltre 5 milioni di italiani in povertà energetica
La crisi aggrava la situazione, rendendo più difficile pagare le spese energetiche. Famiglie vulnerabili, anziani e piccoli imprenditori sono i più colpiti: si registrano rinunce ai consumi essenziali, debiti e difficoltà economiche crescenti, con impatto di miliardi di euro sui bilanci familiari.
In Italia la povertà energetica non è più un fenomeno marginale: oggi - secondo l’Ufficio studi della CGIA - riguarda circa 5,3 milioni di persone, pari a 2,4 milioni di famiglie che faticano a sostenere le spese per i servizi base, come il riscaldamento e la luce. Non si tratta solo di numeri: dietro queste cifre – basate su rilevazioni Istat e OIPE (l’Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica) - ci sono infatti famiglie che devono scegliere tra accendere il riscaldamento o risparmiare per altre necessità essenziali. Si parla di povertà energetica quando il costo dell’energia diventa troppo alto rispetto al reddito disponibile o quando non si riesce ad accedere ai servizi fondamentali come l’illuminazione, il riscaldamento e l’uso degli elettrodomestici.
Il problema è nazionale, il Sud il più colpito
Le situazioni più critiche vengono segnalate nel Mezzogiorno. In Puglia, ad esempio, quasi una famiglia su cinque si ritrova in condizioni di povertà energetica, ovvero oltre 300 mila nuclei coinvolti. Seguono Calabria e Molise, dove il fenomeno interessa circa il 17% delle famiglie. Dalla crisi non sono immuni nemmeno le regioni del Centro-Nord, anche se queste mostrano dati meno gravi. Il problema, infatti, è diffuso in tutto il Paese e, secondo gli esperti, rischia di peggiorare. Anche perché i prezzi continuano a salire a causa della crisi mondiale. Negli ultimi mesi i costi di gas ed energia elettrica sono tornati a salire. Il prezzo del gas ha raggiunto in media 53 euro per megawattora, mentre l’energia elettrica ha toccato i 143 euro per megawattora.
Gli effetti della guerra in Medio Oriente
Queste accelerazioni riflettono anche le tensioni geopolitiche, in particolare quelle legate alla crisi in Medio Oriente. Se il conflitto che sta coinvolgendo più Paesi nell’area (tra cui Iran, Libano e Israele) dovesse durare a lungo, gli effetti potrebbero essere ancora più pesanti, soprattutto per le famiglie più fragili. Già nel 2025, rispetto all’anno precedente, si è registrato un incremento del 6,3% per le quotazioni del gas e del 6,7% per quelle dell’elettricità. Un trend che, sottolineano alla CGIA, rende sempre più difficile far quadrare i conti. Tra i più colpiti ci sono, oltre alle famiglie, anche gli artigiani e i piccoli commercianti. Circa il 70% di loro lavora da solo, senza dipendenti, e si trova a fronteggiare una doppia spesa.
Da un lato, come cittadini, devono pagare bollette più alte a casa e, dall’altro, come imprenditori, sostengono costi ancora maggiori per mantenere aperta l’attività. Illuminare un negozio, riscaldare un laboratorio o raffrescare un ambiente non è infatti mai una scelta per chi fa impresa, ma una necessità. Il risultato è una pressione economica crescente che riduce i margini di guadagno e spesso costringe a rinviare investimenti o a limitare i consumi.
Come si manifesta la povertà energetica
La povertà energetica ha forme diverse. In certi casi, le famiglie spendono una quota troppo alta del proprio reddito per pagare le bollette, spesso perché vivono in case poco efficienti dal punto energetico. In altri casi, c’è il sottoconsumo: per risparmiare, si rinuncia a riscaldare adeguatamente la casa in inverno o a rinfrescarla in estate. Una situazione meno visibile, ma grave. Ci sono inoltre segnali come il ritardo nei pagamenti, l’accumulo di debiti o il rischio di distacco delle forniture. Le categorie più vulnerabili sono gli anziani soli, le famiglie numerose e chi ha redditi instabili. In generale, i rincari previsti per quest’anno comporteranno un aggravio di oltre 5 miliardi sui bilanci delle famiglie, che salgono a 6,6 miliardi se confrontati con il 2024.
In termini assoluti, le regioni più colpite sono Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, dove i rialzi raggiungono cifre molto elevate.