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Cavalcare gli utili dei colossi del petrolio

09/05/2019

Cavalcare gli utili dei colossi del petrolioI colossi petroliferi quotati sui principali listini internazionali -British Petroleum, Total, Exxon Mobil, Equinor (ex Statoil), Repsol e Chevron- continuano ad approfittare del rialzo delle quotazioni del barile.

A beneficiare di questi risultati sono state anche le quotazioni di Borsa di questi titoli che, nella maggior parte dei casi, sono presenti nei portafogli dei fondi comuni azionari focalizzati sul settore energy. Nel corso del 2018 i loro utili hanno raggiunto quota 90.046 milioni di dollari statunitensi, in crescita del 46,6% rispetto all’anno precedente. Il petrolio di tipo Brent -quello di riferimento per il mercato europeo- viaggia intorno ai 70 usd al barile. Quello di tipo West Texas -di riferimento per il mercato energetico statunitense- si muove attualmente intorno ai 62 usd al barile. A marzo il presidente Usa Donald Trump ha chiesto ai paesi del cartello Opec di modulare i tagli alla produzione in modo tale da supportare il prezzo dell’oro nero.

In siffatto scenario di riferimento, le grandi società petrolifere hanno incrementato i rispettivi utili. La britannica British Petroleum ha triplicato il suo utile netto portandolo a 9.383 milioni di usd nel 2018. Il colosso britannico ha così dato seguito agli ottimi risultati conseguiti nel 2017 (utile a 3.468 mln d di euro, venti volte i 172 mln di usd conseguiti nel 2016).

L’anglo-olandese Royal Dutch Shell ha chiuso il 2018 con un increemnto degli utili dell’80% a quota 23.352 mln di usd, dopo aver portato a termine un programma di disinvestimenti e in scia al continuo rialzo delle quotazioni del greggio. Nonostante ciò, l’accelerazione degli utili nel 2018 è stata inferiore a quella registrata nel 2017 (anno in cui ha triplicato il risultato archiviato nel 2016).

La norvegese Equinor -ex Statoil- ha visto lievitare i suoi utili netti del 64% nel 2018, fino a quota 7.538 dollari, grazie all’aumento dei volumi prodotti e ai benefici dell’incremento delle quotazioni di petrolio e gas. Equinor, controllata dallo stato norvegese, dopo aver accumulato un biennio caratterizzato da perdite, ha conseguito nel 2017 un utile netto di 4.598 mln di usd.

La francese Total ha ottenuto utili per 11.446 mln di usd, in crescita del 33% in scia a un aumento della produzione da record (la produzione si è portata sui 2,7 mln di barili giornalieri, in aumento dell’8% in dodici mesi). Total aveva già conseguito ottimi risultati nel 2017 con utili in crescita del 39% a 8.631 mln di dollari.

Risultati molto positivi sono stati conseguiti anche dalle principali società petrolifere nordamericane. La corsa degli utili non si è fermata a dispetto della scadenza dei vantaggi fiscali di cui hanno beneficiato nel 2017. Exxon Mobil, la più grande società Usa, ha concluso il 2018 con un utile netto di 20.840 mln di usd, il 5,7% in più rispetto al 2017 (esercizio fiscale in cui è riuscita a far lievitare il suo utile del 151% grazie alla riforma fiscale).

Dal canto suo, Chevron, la seconda società petrolifera Usa, ha archiviato il 2018 con un utile netto in crescita del 61% a quota 14.824 mln di dollari. Nel 2017, Chevron è riuscita a riportare un dato di bilancio positivo solo grazie ai vantaggi offerti alle società Usa dalla riforma fiscale. Nel 2016 il colosso aveva chiuso l’anno in territorio negativo con perdite complessive per 431 mln di usd.

A cura di: Rocki Gialanella
Parole chiave: brent, west texas, petrolio, barile
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