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Fondi: nuovo record del patrimonio gestito in luglio

Le gestioni collettive si confermano la locomotiva del risparmio gestito, che ha chiuso luglio con una raccolta netta di quasi 7 miliardi di euro e un nuovo record del patrimonio, salito a 2,545 miliardi. Più prudenti gli investitori, che puntano su bilanciati e bond a scapito dei fondi azionari.

27/09/2021
Mano femminile che mette una moneta in un borsellino rosso
Andamento del risparmio gestito in luglio

La corsa dell’industria del risparmio gestito continua ad essere sostenuta, trainata in particolare dai fondi d’investimento. In luglio il patrimonio delle masse complessive – grazie all’effetto combinato tra raccolta e attività di gestione - ha aggiornato il massimo storico, spostandolo a 2.545,2 miliardi di euro dai 2.520 miliardi segnati a fine giugno. Grazie ai flussi per circa 7 miliardi di euro diretti sui fondi, la raccolta netta del mese ammonta a 6,4 miliardi, in deciso aumento dai 5,2 miliardi di giugno, che portano a +57,7 miliardi quanto consolidato nei primi sette mesi dell’anno.

L’effetto locomotiva delle gestioni collettive

Dalla mappa mensile di Assogestioni emerge che in luglio il 51,1% (era il 51,2% in giugno) è investito nelle gestioni collettive e la restante quota è impiegata nelle gestioni di portafoglio. Nel mese il ruolo della locomotiva è stato interpretato dai fondi aperti, con tutte le relative macrocategorie che hanno registrato afflussi netti. Tuttavia, a differenza di quanto visto negli ultimi mesi, luglio ha visto una minore passione dei risparmiatori per i fondi azionari. La loro attenzione è andata soprattutto a vantaggio dei fondi bilanciati, che hanno registrato flussi netti per 2,17 miliardi(1,96 miliardi nel mese precedente) per un saldo da gennaio pari a 14,22 miliardi, di quelli obbligazionari, che hanno registrato sottoscrizioni nette per 1,87 miliardi (1,23 miliardi in giugno) per un totale da inizio anno di 7,67 miliardi e dei fondi monetari, che hanno segnato una brusca inversione di rotta con flussi netti per 1,7 miliardi dopo uscite per 1,21 miliardi accusate nel mese precedente (+2,12 miliardi il saldo da inizio anno).

Investitori più prudenti, meno fondi azionari

Anche i flessibili hanno archiviato luglio con un segno positivo, +388 milioni contro i -67 milioni di giugno, che non cambia di molto la performance negativa che la categoria ha maturato da gennaio (-3,28 miliardi). Mese positivo, ma sottotono rispetto a quanto ci aveva abituato, anche per i fondi azionari, che chiudono con flussi netti per 498 milioni contro i 2,2 miliardi di giugno, per un saldo da gennaio che sale comunque fino a sotto la soglia dei 22 miliardi (21,96 miliardi).

Gestioni di portafoglio in frenata

Luglio dimesso anche per le gestioni di portafoglio, che chiudono con deflussi complessivi per 811 milioni (+481 milioni in giugno) per un saldo da gennaio che ammonta a +12,26 miliardi). Ancora bene nel mese la categoria retail, +973 milioni (+869 milioni) per un totale nei primi sette mesi di 6,27 miliardi, mentre la categoria soffre soprattutto le massicce uscite nette dai mandati istituzionali: -1,78 miliardi di euro dopo -388 milioni in giugno, per un totale da inizio anno pari a +5,99 miliardi. Per quanto riguarda la denominazione, la raccolta netta riferita ai fondi di diritto estero è quasi raddoppiata, a 6,13 miliardi dai 3,32 miliardi di giugno, per un totale da inizio anno che supera così i 40 miliardi di euro. Nettamente più lento il ritmo dei flussi che si sono diretti verso i fondi di diritto italiano che a luglio hanno registrato una raccolta netta di 502 milioni (+771 milioni nel mese precedente), per un totale da gennaio di +2 miliardi.

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave:

fondi di investimento raccolta netta patrimonio
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