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Italia: la nostra economia è quella che corre di più in Europa

Il Pil italiano è atteso crescere quest’anno a un tasso vicino, se non addirittura sopra, al 6 per cento. Lo stimano gli esperti di Prometeia, che indicano nella campagna di vaccinazione, nella rinnovata fiducia di famiglie e imprese e nel buono stato dei conti pubblici i principali propulsori.

29/09/2021
Previsioni per il Pil italiano di Ocse e Prometeia

L’economia dell’Eurozona corre, ma quella italiana corre di più, al punto che l’Ocse ha provveduto a rivedere in netto rialzo le stime del Pil del nostro Paese per il 2021, al 5,9% dal 4,5% indicato nell’outlook dello scorso maggio. Pur avendo corretto in lieve calo le previsioni per il prossimo anno (a +4,1% da +4,4%), come conseguenza dello ‘sprint’ atteso quest’anno, l’Ocse vede il ritmo di crescita della nostra congiuntura più che doppio rispetto a quello che mette in conto per il nostro principale partner europeo, la Germania(il cui Pil di quest’anno è stato per altro rivisto in calo, a +2,9% dal +3,3% di maggio).

Il Pil potrebbe crescere più del 6%

Per l’ultima parte del 2021 la performance di tutta l’Eurozona sarà positiva. La Presidente della Bce, Christine Lagarde, prevede una crescita da permettere alla produzione dell’area di superare il livello pre-crisi pandemica entro fine anno. A fare da locomotiva, questa volta, sarà proprio l’Italia. Dopo il brillante risultato del Pil italiano nel secondo trimestre (+2,7% congiunturale a fronte dell’1,2% atteso) e la buona performance degli indicatori congiunturali visti in estate, l’ipotesi che il nostro Paese possa crescere a un tasso vicino o più del 6% e per una volta superare i principali partner europei sta infatti diventando realtà.

I vaccini e la rinnovata fiducia di famiglie e imprese

Lo stimano gli analisti di Prometeia, che individuano i motivi per essere così ottimisti e, anche, i banchi di prova cui la nostra economia dovrà confrontarsi nel breve. Al primo posto ci sono gli effetti della campagna di vaccinazione: in Italia circa il 66% della popolazione ha ricevuto due dosi, in linea con gli altri Paesi europei (65% Francia, 63% Germania, 77% in Spagna), mentre gli Usa (54%) e molti Paesi asiatici sono più indietro. Il fatto che la spesa delle famiglie italiane sia salita del 5% nel secondo trimestre segnala – oltre all’efficacia delle politiche fiscali – il rinnovato clima di fiducia di famiglie e imprese.

Export a gonfie vele, conti migliori del previsto

Un altro fattore positivo è la buona tenuta dell’export e della nostra manifattura, a dimostrazione della sua grande capacità di adattamento. Nel secondo trimestre l’Italia è stato infatti l’unico tra i grandi Paesi europei ad avere superato i livelli pre-crisi di export di merci, con incrementi diffusi verso le principali aree di destinazione, Regno Unito a parte. Anche la nostra produzione industriale ha registrato un’espansione vivace nella prima parte del 2021, anche se in prospettiva emergono alcune incertezze (in particolare legate al mondo dell’auto). Altro elemento incoraggiante è l’andamento migliore del previsto dei conti pubblici. Il Documento di Economia e Finanza stimava per il 2021 un disavanzo all’11,8% e un debito al 159,8%. Prometeia ora prevede un disavanzo al 9,7% (oltre due punti percentuali di Pil in meno) e un debito al 155,6% (oltre 4 punti in meno).

Le incognite: inflazione, costruzioni e attuazione PNRR

L’orizzonte di breve periodo non è comunque immune da alcuni scogli che l’economia italiana dovrà superare per proseguire la marcia. L’andamento dell’inflazione e i rincari attesi delle bollette energetiche (pur considerati sempre transitori) sono un’incognita non di poco conto. Gli esperti prevedono che il paniere di consumo delle famiglie subisca un aumento quest’anno dell’1,8% (gli aumenti delle tariffe energetiche dovrebbero contribuire per 0,6 punti percentuali), per poi rallentare già nel 2022. Il secondo banco di prova è nel settore costruzioni, uno dei principali motori degli ultimi mesi: gli esperti si chiedono se la sua crescita sia sostenibile o meno (nel secondo trimestre ha superato di oltre il 10% i valori pre-crisi). La proroga degli incentivi, i bassi tassi d’interesse e l’avvio del PNRR permettono di essere ottimisti. Prometeia stima che gli investimenti in costruzioni crescano di quasi il 22% quest’anno e dell’8% nel 2022. L’ultima incognita risiede nella capacità di attuare il PNRR senza compromettere la nostra credibilità a livello europeo.

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave:

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