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Idrogeno: mercato promettente con la transizione energetica

25/11/2020

Idrogeno: mercato promettente con la transizione energetica

La transizione energetica, il passaggio che dovrà fare il mondo dall’energia ricavata da fonti fossili a quella generata dalle fonti rinnovabili, non potrà prescindere dall’idrogeno. Per certo l’energia rinnovabile non solo ha il potenziale, ma alla fine avrà successo nella decarbonizzazione della produzione di energia e, grazie alle batterie, nell’automotive. Tuttavia queste tecnologie non saranno altrettanto valide per altri comparti come aviazione, navigazione, veicoli commerciali, acciaio o la produzione di fertilizzanti. In tutti questi settori, secondo Simon Webber, gestore del fondo Schroder ISF Climate Change Equity, sembra che per la decarbonizzazione sarà necessario l’idrogeno, o almeno che l’idrogeno sarà una delle soluzioni più praticabili.

I suoi molti utilizzi

L’idrogeno – l’elemento più diffuso nell’universo - si presta infatti a molteplici utilizzi per quanto riguarda l’attività dell’uomo, come ad esempio A) la combustione in un motore a combustione o in una caldaia, per i trasporti e il riscaldamento, B) l’alimentazione di una cella a combustione, sempre per i trasporti o il riscaldamento, C) la riduzione del ferro per la produzione dell'acciaio e D) l’utilizzo come agente di stoccaggio dell'energia, sfruttando l'energia solare in eccesso in estate per produrre idrogeno, che può poi essere immagazzinato e riconvertito in energia elettrica per l'uso nella stagione invernale. Tutti questi processi, sottolineano gli esperti, hanno impatto zero o emissioni di CO2 molto inferiori delle attuali alternative.

La sua produzione aumenterà di 7-10 volte

L'idrogeno viene già utilizzato in un piccolo numero di processi industriali su larga scala, come la raffinazione del petrolio, la produzione di ammoniaca e di fertilizzanti azotati. Tuttavia, stima l’esperto di Schroders, se l'idrogeno soddisferà tutto il suo potenziale in questi nuovi mercati del riscaldamento, dell'industria, dei trasporti e dello stoccaggio dell'energia, la sua produzione e il suo consumo potrebbero raggiungere un livello di 7-10 volte superiore rispetto a quello attuale. Inoltre, con il progredire della transizione energetica, emergeranno con tutta probabilità nuove opportunità per le aziende del settore e le società di ingegneria industriale, legate alla costruzione e gestione di tutti i nuovi impianti green a idrogeno.

Le potenzialità degli elettrolizzatori

Saranno necessari centinaia di gigawatt di energia rinnovabile per fornire elettricità agli elettrolizzatori, e questi nuovi volumi di energia rinnovabile non sono ancora considerati nelle previsioni di mercato dai fornitori dell'industria eolica/solare. Ma forse l’opportunità di investimento più semplice sarà rappresentata dalla crescita delle aziende che guideranno il mercato delle apparecchiature per i nuovi elettrolizzatori che verranno impiegati. Si tratta di un mercato oggi molto piccolo, con solo 250 milioni di dollari di fatturato nel 2020. Costruire la struttura necessaria affinché l’idrogeno green porti alla decarbonizzazione globale richiederebbe un mercato degli elettrolizzatori di circa 25 miliardi di dollari negli anni di picco.

Pochi player e tutti ben posizionati

In tale ottica il fatto che oggi ci siano soltanto pochi player in questo mercato lo rende un segmento molto interessante, dato che, sebbene potrebbero nascere nuove società, la tecnologia non è semplice e i player già esistenti stanno stringendo partnership e consolidando relazioni con sviluppatori e gruppi energetici. Ciò potrebbe permettere loro di innescare economie di scala e comprimere i costi. I grandi gruppi industriali come Asahi Kasei, Siemens, Thyssen e Cummins hanno già acquisito o sviluppato, sottolinea Webber, la tecnologia degli elettrolizzatori internamente e saranno player importanti. Tuttavia, ci sono anche tre aziende quotate europee che sono specializzate nella tecnologia degli elettrolizzatori: ITM Power, Nel ASA e McPhy, tutte con buone tecnologie.

A cura di: Fernando Mancini
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