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Investimenti: con il Covid gli italiani diventati più audaci

Gli italiani, per recuperare sui rendimenti che si sono appiattivi durante la pandemia, sono più attratti dagli asset rischiosi. Nella generazione silver prevale ancora la cautela, mentre i giovani guardano alle criptovalute. Un occhio anche su settori innovativi, come biotech ed energia pulita.

20/01/2022
pc con schermata investment
Analisi sul comportamento degli investitori italiani, più propensi al rischio

Gli italiani sono diventati più audaci nel programmare i loro investimenti: le incertezze legate alla pandemia li spingono, infatti, a cercare in modo più mirato – anche se in misura più contenuta rispetto alla propensione che emerge a livello mondiale - asset più rischiosi, ovvero quelli che riconoscono (almeno sulla carta) maggiori rendimenti. È la foto scattata dalla tradizionale ricerca annuale Schroders Global Investor Study. Dall’indagine, che ha coinvolto oltre 23mila persone in 33 Paesi emerge che il 28% degli investitori italiani (37% a livello globale) è oggi più disposto ad aumentare l’allocazione verso investimenti ad alto rischio, mentre la percentuale sale al 43%, avvicinandosi al dato globale (44%) per la fascia d’età compresa tra i 18 e i 37 anni.

I più prudenti nella generazione ‘silver’

Lo studio cerca di dare una risposta del perché gli investitori italiani, tipicamente contraddistinti da molta prudenza, sono diventanti meno avversi al rischio. L’analisi, a questo proposito, rivela che molte persone sono indotte ad assumere maggiori rischi per compensare l’incertezza dovuta al Covid-19 e come risposta alle ripercussioni previste per l’aumento dell’inflazione. Un fenomeno che ha interessato soprattutto gli investitori più giovani. A spingere in questo senso sono anche le aspettative di rendimento dichiarate nelle risposte contenute nello studio: quasi la metà (42%) tra i 18 e i 37 anni e oltre un terzo (35%) di quelli nella fascia 38-50 anni si aspettano rendimenti superiori al 10%, con una discrepanza significativa, ma comprensibile, rispetto al gruppo over 71 anni, la cui quota si ferma al 28%.

Il 40% propende per asset più rischiosi

La ricerca di Schorders sulle attese degli intervistati in merito al ROI (Return on Investment), ovvero la redditività del capitale investito, nei prossimi cinque anni segnala che le vecchie generazioni si attendono rendimenti più modesti, dato che di norma con l’avanzare dell’età si rivede il profilo di rischio al ribasso. Nel dettaglio, a fronte di uno scenario in cui i tassi di interesse sono a zero o negativi, il 40% degli italiani tra 18 e 37 anni (57% il dato globale) ha ammesso che farebbe investimenti a rischio più elevato per cercare di intercettare rendimenti, mentre solo il 22% (17% a livello globale) sarebbe probabilmente più propenso a spendere e meno propenso a risparmiare. Il rapporto si capovolge quando si parla di over 71: il 40% degli italiani (identica la percentuale globale) si sentirebbe probabilmente più incline a spendere, piuttosto che risparmiare in questo scenario.

Avanza l’opzione criptovalute, ma anche biotech ed energia

L’attenzione per il ‘rischio’ degli investitori italiani diventa più evidente con un altro dato: il 21% ha infatti dichiarato che investirebbe in criptovalute, un’opzione che scaturisce dal fatto che oggi i rendimenti di molti asset sono bassi, se non praticamente a zero. Questa percentuale sale al 34% tra i rispondenti con 18-37 anni, mentre si ferma al 19% e al 21% rispettivamente per le fasce di età 38-50 e over 50. Proprio per intercettare rendimenti più elevati, secondo lo studio, molte persone stanno investendo in asset che prima ritenevano troppo rischiosi. Il podio delle tipologie di nuovi investimenti effettuati per la prima volta nell’ultimo anno dagli italiani sono settori nuovi ed emergenti: i titoli azionari biotech e farmaceutici al primo posto (23%), il secondo spetta ai fondi esposti ai veicoli elettrici (21%) e il terzo ai nomi di internet e tecnologici (20%). Molto vicine, al quarto posto, le criptovalute (16%).

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave:

schroders investitori covid investimenti
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