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Istat: i pesanti effetti del lockdown

15/04/2020

Istat: i pesanti effetti del lockdown“Lo scenario internazionale è dominato dall'emergenza sanitaria. Le necessarie misure di contenimento del Covid-19 stanno causando uno shock generalizzato, senza precedenti storici, che coinvolge sia l'offerta sia la domanda”. Gli effetti sull’economia italiana si preannunciano pesanti. Lo stima l'Istat nella sua tradizionale nota mensile, confermando quanto già aveva anticipato in occasione delle sue valutazioni sul dl 'Cura Italia'. In particolare spiega che l'intensità della crisi sanitaria, stando alle valutazioni delle famiglie e delle imprese, già a marzo, risulta più profonda delle precedenti sino a risalire oltre ai minimi del 2008.

Due scenari per i consumi e i redditi

La limitazione delle attività produttive fino alla fine di aprile determinerebbe, su base annua, “una riduzione dei consumi finali pari al 4,1%”, con una diminuzione del valore aggiunto generato dal sistema produttivo pari all'1,9% e in termini occupazionali, la caduta del valore aggiunto coinvolgerebbe 385 mila occupati (di cui 46 mila non regolari) per un ammontare di circa 9 miliardi di retribuzioni. L’Istat mette in conto anche uno scenario peggiore che, se “caratterizzato dall'estensione delle misure restrittive anche ai mesi di maggio e giugno, la riduzione dei consumi sarebbe del 9,9%, con una contrazione complessiva del valore aggiunto pari al 4,5%”, poco meno di 900 mila gli occupati coinvolti, di cui 103 mila non regolari, per un totale di 20,8 miliardi di retribuzioni.

Oltre un terzo delle attività fermo

L’Istat rileva che “le misure volte a limitare il contagio da Covid-19 hanno portato, nelle ultime settimane, alla progressiva chiusura, parziale o totale, di un elevato numero di attività produttive". Sulla base dei dati di contabilità nazionale riferiti al totale delle attività economiche e inclusive della componente dell'economia non osservata, "la limitazione delle attività produttive coinvolgerebbe il 34% della produzione" e “il 27,1% del valore aggiunto”. Le conseguenze sono significative, tenuto conto che “seppure limitate nel tempo e ristrette a un sottoinsieme di settori”, queste limitazioni “sono in grado di generare uno shock rilevante e diffuso sull'intero sistema produttivo”.

Gli effetti indiretti, boom dell’e-commerce

Nella nota mensile l’Istituto di statistica rileva che “il sistema produttivo subirebbe anche gli effetti indiretti legati alle relazioni intersettoriali”. In particolare, segnala il forte incremento registrato in febbraio degli acquisti di alimentari nella grande distribuzione (+9,9% tendenziale) e del commercio online (+15,3%). Sulla scia si è mossa anche la domanda presso le imprese operanti su piccole dimensioni, il cui valore delle vendite è aumentato del 3,3%. Nel dettaglio, nella grande distribuzione, a febbraio si sono avuti aumenti del 9,9% delle vendite nei supermercati, del 9,6% di quelle nei discount alimentari e dell'8,7% negli ipermercati.

Le vendite al dettaglio accelerano

Sempre nel mese di febbraio, secondo i dati ufficiali, le vendite al dettaglio sono aumentate su base mensile dello 0,8% in valore e dello 0,9% in volume. In particolare, sono cresciute sia le vendite dei beni alimentari (+1,1% in valore e +1,2% in volume), sia quelle dei beni non alimentari (+0,5% in valore e +0,6% in volume). Su base tendenziale sono stati registrati invece progressi rispettivamente del 5,7% e del 5,8%. Anche queste performance riflettono, spiega l'Istat, “quanto accaduto a livello nazionale a partire dalla fine del mese, quando la diffusione dell'epidemia di Covid-19 ha presumibilmente provocato una crescita degli acquisti in alcuni settori”.

A cura di: Fernando Mancini
Parole chiave: istat, coronavirus, crisi, consumi, occupati
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