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Mercati: la sostenibilità farà la differenza nel post Covid

L’emergenza sanitaria, con l’esplosione di fenomeni come l’ecommerce e la digitalizzazione, hanno costretto molte aziende a cambiare i loro business plan, riorientandoli verso le tematiche ESG. La sostenibilità, secondo gli analisti di T. Rowe Price, farà la differenza nell’economia post Covid.

25/08/2021
La sostenibilità farà la differenza tra le imprese nel post-Covid

Le crisi, grandi o piccole che siano, provocano cambiamenti. La pandemia non è stata da meno, determinando una sorprendente accelerazione di molte tendenze. Il distanziamento sociale e la chiusura dei negozi hanno – per esempio - anticipato di diversi anni la diffusione dell’e-commerce, della comunicazione digitale, il fenomeno del telelavoro. Tuttavia, anche se i Governi hanno utilizzato stimoli fiscali e monetari senza precedenti per creare e proteggere l’occupazione, hanno faticato nel riuscire ad allentare le pressioni sociali. Anzi, come rileva Scott Berg, gestore del fondo Global Growth Equity Fund di T. Rowe Price, una delle conseguenze del Covid-19 è stato proprio l’intensificarsi del dibattito su come affrontare la disuguaglianza, sociale ed economica. Discorso che ha portato a rendere prioritario il tema della sostenibilità nelle strategie di lungo periodo.

Le big dell’high tech già in sintonia con il tema ESG

L’attenzione si è subito spostata sui principali attori che in questi mesi hanno cavalcato l’onda. Infatti, proprio come la crisi finanziaria del 2008 è stata una resa dei conti per il settore finanziario, allo stesso modo l’attuale crisi sanitaria lo è stata per il settore tecnologico. Le grandi società come Apple, Amazon e Netflix non sono estranee alle problematiche relative ai fattori ESG. I loro modelli di business hanno guidato e beneficiato degli enormi cambiamenti sociali nel modo in cui comunichiamo, acquistiamo e guardiamo la tv. Anche se questi cambiamenti sociali hanno determinato una crescita dei fatturati, hanno anche creato rischi operativi. In questo contesto però, molte società high tech hanno fatto passi concreti per affrontare il loro approccio verso le questioni ESG nell’etica e nella gestione del capitale umano. Allo stesso modo, sin dall’inizio della pandemia, anche le società più piccole hanno visto la differenza che possono fare in tempi di crisi. Le piattaforme di e-commerce svolgono un ruolo centrale nell’aiutare le piccole società a passare dall’offline all’online. Nel settore sanitario, altro esempio, ci sono aziende di nicchia che si occupano di biotecnologie e si trovano in prima fila nella lotta contro il Covid, grazie alla loro capacità di creare test accurati, effettuare ricerche sierologiche e supporto ai vaccini.

Fattori ESG fondamentali per trovare buone società growth

Mai nella storia è stata posta una simile attenzione collettiva riguardo a un problema e, la speranza, osserva Berg, è che la società possa emergere da questo periodo con un maggiore senso di condivisione degli obiettivi. Il mondo sta osservando i risultati di questo cambiamento. Le società hanno iniziato a confrontarsi sulle questioni ESG, delineando piani dettagliati. L’integrazione dei fattori ESG, secondo il gestore di T. Rowe Price, è fondamentale per trovare delle buone società growth. Un contesto economico mutevole sostenuto dalla tecnologia ha portato a uno stravolgimento significativo nelle società di tutto il mondo ed è diventato evidente che una qualche forma di interazione tra società, aziende, investitori e Governi è fondamentale per garantire la stabilità economica e il progresso. Per questo, sottolinea ancora Berg, la pandemia ha anticipato la diffusione delle tendenze legate alla sostenibilità di molti anni, rendendo fondamentale la comprensione di questa maggiore attenzione, e rimodellerà il panorama degli investimenti.

I settori che vantano il migliore potenziale

E le problematiche ESG sono una parte permanente di questo nuovo sistema: le società dovranno quindi pensare attentamente al loro effetto sulle industrie, sulle persone e infine sul pianeta. Le società che comprendono queste connessioni sono spesso quelle innovatrici che si posizionano in modo da poter beneficiare di una crescita reale e futura. Il gestore, che ritiene questa disruption positiva, individua aree di investimento con un potenziale di sostenibilità di lungo termine: quella dei materiali (ad esempio il packaging sostenibile o lo stoccaggio di carbonio), le utility orientate alle rinnovabili, l’healthcare (dove il Covid ha spinto la telemedicina) e la tecnologia (dove molte società agiscono da steward della sostenibilità).

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave:

economia sostenibile mercati finanziari economia
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