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Mercati: rendimenti in salita, atmosfera bollente

I mercati stanno prezzando un possibile cambio di scenario per le politiche monetarie di Usa ed Eurozona, alla luce dei segnali di reflazione e della prospettata ripresa dell’economia. Per la Fed indicano un primo ritocco dei tassi a metà del 2023.

03/03/2021

Il crescente trend reflazionistico (inflazione controllata) ha continuato nell’ultimo periodo a spingere al rialzo i rendimenti, con i contagi indicati in calo e il graduale allentamento delle restrizioni sull’attività economica. La curva dei Treasury Usa è diventata più ripida in modalità ‘orso’ (rischio di ribasso). In questa situazione, con i rendimenti a lunga durata che hanno superato il 2%, anche quelli a breve hanno iniziato ad aumentare. L’aspetto interessante, ha osservato Mark Dowding, Cio di BlueBay, è che questo movimento sta avendo un impatto sulla propensione al rischio degli investitori anche rispetto ad altre asset class.

Atteso un segnale dalla Fed prima della fine dell’estate

Gli stimoli fiscali dovrebbero spingere la crescita Usa al 7% nel 2021, dopo un calo del -2,5% nel 2020. In questo caso il gap della produzione provocato dal Covid-19 è previsto chiudersi prima della fine dell’anno e via via che i settori, come il turismo, si normalizzeranno non dovrebbe stupire un ritorno entro dicembre della disoccupazione USA al 4%. Allo stesso tempo, l’inflazione ‘core’ (che esclude le voci più volatili, come quelle legate a energia e alimentari) possa superare il 2,5% in primavera. Quindi, secondo l’esperto, i segnali della Fed sulle politiche monetarie potrebbero iniziare a cambiare già prima della fine dell’estate.

I mercati si stanno adeguando a questo scenario

I futures prezzano un primo rialzo dei tassi Usa a metà 2023, ma non dovrebbe sorprendere se l’aumento avvenisse prima, soprattutto se il pacchetto di aiuti fiscali per il Covid sarà seguito – come molti osservatori stimano - da altre iniziative rivolte quest’anno a infrastrutture e tecnologie green. In questo senso, l’esperto di BlueBay si aspetta che gli stimoli fiscali continuino a supportare la crescita nel 2022 e nel 2023 e che l’Amministrazione Biden adotti un approccio che prevede una maggiore spesa pubblica verso l’economia nel suo complesso. Più nel dettaglio, le curve forward oggi prezzano un rendimento dei Treasury a 10 anni appena sopra l’1,5% per fine 2021, ma Dowding crede che ci sia spazio perché questo movimento possa proseguire nelle prossime settimane.

Prematuro parlare di un rialzo dei tassi anche nell’Eurozona

I rendimenti europei hanno a loro volta seguito il movimento dei Treasury Usa. In questa fase, sembrerebbe molto prematuro iniziare a parlare di tassi più alti anche nell’Eurozona, anche se con il miglioramento del contesto macroeconomico dovremmo aspettarci una qualche mossa della Bce, come un possibile taglio degli acquisti del PEPP nel 2022. Per ora l’offerta netta di governativi nell’Eurozona rimane in territorio negativo e ciò ha contribuito a far restringere gli spread. È improbabile che questa dinamica venga meno, almeno per alcuni mesi. Tuttavia, l’esperto di BlueBay crede che il quadro cambierà il prossimo anno.

La ‘luna di miele’ dei mercati con Draghi può essere breve

Nel 2022, ha sottolineato Dowding, diventerà possibile assistere anche a una maggiore volatilità politica. Al momento – ha argomentato - i mercati si trovano nella ‘luna di miele’ del Primo Ministro, Mario Draghi, e in Italia sta prevalendo l’ottimismo. Tuttavia, devono preoccupare le numerose sfide che il nuovo Governo italiano dovrà affrontare e non ci vorrà molto prima che questa speranza inizi a venire meno.

Emissioni corporate supportate dalle prospettive economiche

Discorso a parte per le emissioni delle imprese: l’outlook per il credito corporate è infatti supportato dal miglioramento delle prospettive economiche e gli investitori sensibili ai rendimenti hanno iniziato ad attivarsi, dato che i rendimenti più elevati hanno spinto ad aumentare gli acquisti. E, tornando al discorso iniziale, i crediti di minore qualità e con maggiore beta continuano a sovraperformare, con la reflazione che continua a tradursi in una compressione degli spread per le obbligazioni societarie. Al contrario, il sentiment per i mercati emergenti si è dimostrato più fragile del previsto nelle ultime settimane, penalizzati anche dalla ritrovata relativa forza del dollaro.

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave:

reflazione monetario bluebay eurozona
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