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Usa: Powell, i tassi rimarranno bassi ancora a lungo

L’inflazione e il tasso di occupazione negli Stati Uniti rimangono distanti dai target della Fed e questo, ha assicurato il Presidente, Jerome Powell, permette una politica monetaria accomodante ancora a lungo.

08/03/2021

L’economia statunitense si sta riprendendo, ma non è così brillante da mettere già in moto la Banca centrale per calmierare i rischi di un suo surriscaldamento. Anzi, il Presidente, Jerome Powell, ha ancora una volta sottolineato che la Federal Reserve cercherà in tutti i modi di evitare un inasprimento troppo rapido delle condizioni finanziarie. Tra i suoi obiettivi, infatti, c’è quello di fornire alla congiuntura una base di ripresa più solida, attraverso il continuo stimolo della domanda. In altre parole, ha affermato davanti alla commissione Bancaria del Senato dedicata al Monetary Policy Report (il rapporto semestrale sull'economia d’Oltreoceano), l'outlook economico Usa è ancora molto incerto e le pressioni inflazionistiche non rappresentano una minaccia.

L’inflazione rimane distante dal target del 2%

Dopo i forti ribassi della scorsa primavera, i prezzi hanno avuto parzialmente un rimbalzo nel resto dell'anno. Però, ha affermato il banchiere, per alcuni settori molto colpiti dalla pandemia, i prezzi rimangono ancora particolarmente deboli. Nel complesso, su base annua, l'inflazione Usa rimane sotto il 2%, l’obiettivo di lungo periodo. Da ricordare che a seguito di un cambio di strategia della FED - nel 2020 - che ha modificato l'approccio verso l'inflazione, quest'ultima potrà superare il 2% per un periodo di tempo, senza che siano adottate strette monetarie. Questo significa, ha sottolineato Powell, che non ci sarà alcun rialzo dei tassi solo in risposta alle tensioni che potrebbero arrivare dal mercato del lavoro (uno dei principali indicatori seguiti dalla Fed).

Prezzi e mercato del lavoro non sono una minaccia

Il Presidente della Fed ha allungato lo sguardo: attualmente, ha spiegato, l'inflazione e l'occupazione restano molto al di sotto degli obiettivi e per questo, ha aggiunto, “è probabile che l'attuale politica monetaria accomodante resterà in vigore a lungo”. Anche se non bisogna sottostimare le minacce, gli sviluppi puntano a un outlook migliore nel resto dell'anno. Dopo lo scoppio della pandemia, la Fed, per aiutare l’economia, ha portato i tassi allo 0-0,25% e ha avviato un programma di acquisto da 120 miliardi di dollari al mese di titoli. Questo programma, ha assicurato, durerà finché non ci saranno sostanziali progressi nel mercato del lavoro e l'inflazione non si avvicinerà al target del 2%: oggi, ha affermato, “siamo molto lontani dai nostri obiettivi”.

L’economia accelererà nel secondo semestre

L’economia statunitense sta comunque svoltando e, stima Powell, potrebbe riprendersi più velocemente del previsto: nonostante questo, ha assicurato che il lavoro della Fed a sostegno della ripresa non è ancora finito. Secondo il banchiere centrale l'economia Usa potrebbe andare molto bene soprattutto nella seconda metà dell'anno, grazie all’avanzamento del programma di vaccinazione contro il Covid-19. Ha previsto che il Pil Usa quest’anno potrebbe crescere anche attorno al 6%. E per evitare ‘sorprese’ ai mercati ha aggiunto che l’Istituto continuerà a comunicare chiaramente la propria valutazione sui dati, in merito dei progressi che fanno vero gli obiettivi, ben prima di qualsiasi cambiamento nel ritmo degli acquisti di titoli.

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave:

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