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Pagamenti: tra contante e digitale come cambiano le nostre abitudini
Cinque profili: oltre ai Traditionalists, il 24 per cento sono Digital-only users, il 14,6 per cento Well-connected users, il 6,6 per cento Cash lovers e il 4,6 cento Bank-tech skeptics. Gli ultimi due gruppi privilegiano il contante e mostrano minore apertura alle tecnologie finanziarie.
La digitalizzazione sta trasformando il modo di pagare, anche se in Italia questo processo appare lento alla luce del fatto che il contante continua a occupare un posto centrale. È questa la foto che emerge dall’analisi dei dati della SPACE 2024, la rilevazione della Banca centrale europea sulle abitudini di pagamento dei consumatori nell’Eurozona (ricerca che nel nostro Paese ha coinvolto 4.088 persone). Lo studio propone una classificazione innovativa dei consumatori, ottenuta combinando valutazione umana, intelligenza artificiale e algoritmi di apprendimento automatico. Il risultato è l’individuazione di cinque profili comportamentali, che mostrano come l’uso del contante e l’adozione delle tecnologie digitali non siano necessariamente due fenomeni contrapposti.
I cinque profili dei consumatori italiani
Il gruppo più numeroso è quello dei Traditionalists, che di fatto rappresenta il 50,2% del campione. Sono consumatori pienamente integrati nel sistema bancario, utilizzano sia contanti sia carte anche se fanno un uso ancora limitato dei canali online e mobile. Il loro comportamento, più che una resistenza alla tecnologia, riflette la persistenza di abitudini consolidate. Seguono i Digital-only users, pari al 24%: non utilizzano contante e ricorrono esclusivamente a strumenti digitali. Ma anche in questo caso emerge una sfumatura importante: essere cashless non significa necessariamente essere all’avanguardia sul piano tecnologico. Molti di questi consumatori continuano infatti a basarsi soprattutto sulle tradizionali carte di pagamento.
Bene i Well-connected user, all’angolo i Cash lovers
I Well-connected users, il 14,6%, rappresentano invece il segmento più aperto all’innovazione. Utilizzano un’ampia gamma di strumenti – contanti, carte, pagamenti mobili e altri sistemi digitali – e si muovono con maggiore disinvoltura tra acquisti fisici e online. Più piccoli, ma rilevanti per le politiche di inclusione finanziaria, sono i Cash lovers, il 6,6%, e i Bank-tech skeptics, il 4,6%. Le attività dei primi, secondo la ricerca, dipendono quasi esclusivamente dall’utilizzo del contante e, comunque, presentano livelli più bassi di accesso ai servizi finanziari. Sono una categoria a parte invece i secondi, i quali preferiscono usare il contante e le carte prepagate, mentre sostanzialmente evitano gli strumenti bancari e digitali più avanzati.
Le differenze, comunque, non sono soltanto tecnologiche. I gruppi più lontani dalla digitalizzazione sono caratterizzati più frequentemente da età avanzata, redditi più bassi, minore istruzione e minore partecipazione al mercato del lavoro. Al contrario, i consumatori Well-connected e Digital-only sono più presenti tra le generazioni giovani, soprattutto la Generazione Z, e tra le persone con livelli di istruzione e reddito più elevati.
La vulnerabilità finanziaria interessa tutti
Lo studio evidenzia inoltre che la vulnerabilità finanziaria non riguarda soltanto chi utilizza il contante, ma anche la platea che ha più dimestichezza con i sistemi innovativi. I consumatori più digitalizzati mostrano infatti una maggiore esposizione a prestiti e strumenti finanziari innovativi, rendendo per questo importanti anche l’educazione finanziaria, la trasparenza e la tutela del consumatore. Siu questo punto, particolarmente significativo è il risultato ottenuto attraverso l’intelligenza artificiale. Dopo una prima classificazione manuale di 840 persone, i ricercatori hanno utilizzato modelli linguistici e algoritmi di machine learning per estendere l’analisi all’intero campione. Il modello più efficace, XGBoost, ha raggiunto un’accuratezza dell’89%.
Il futuro
La conclusione della ricerca è chiara: la transizione digitale dei pagamenti italiani non consiste semplicemente nel passaggio dal contante al digitale. Esistono percorsi diversi, legati a preferenze, età, reddito, accesso ai servizi e fiducia nella tecnologia. Per questo, anche in vista di nuove soluzioni come l’euro digitale, le politiche dovranno tenere insieme innovazione e inclusione. Per alcuni utenti saranno decisive velocità e nuove funzionalità. Per altri conteranno soprattutto semplicità, costi contenuti, sicurezza, privacy e possibilità di utilizzare i servizi anche offline. E, mentre il digitale avanza, garantire l’accesso al contante resta una condizione essenziale per un sistema dei pagamenti realmente inclusivo e resiliente.
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