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Prometeia: il mondo rallenta, ma per l’Italia nuova opportunità

02/10/2019

Prometeia: il mondo rallenta, ma per l’Italia nuova opportunità

Il cambio di Governo, dopo l’uscita di scena dell’esecutivo sostenuto da Lega e M5s, ha avuto finora effetti positivi per l’Italia. Il nostro Paese, nonostante il netto deterioramento del quadro internazionale, soprattutto per le ricadute della guerra commerciale tra Usa e Cina, ha beneficiato della riduzione del rischio sovrano. Si tratta di una nuova occasione per riportare il debito pubblico su un sentiero decrescente e riavviare le riforme strutturali. L’analisi è di Prometeia, che sintetizza spiegando che “nel progressivo mutamento di prospettive globali si è inserito il cambio d’impostazione del nuovo Governo, maggiormente in linea con le autorità europee”. Questo, prosegue il rapporto, “ha portato a un abbassamento dello spread BTp-Bund che, andandosi a sommare alla riduzione dei tassi internazionali, ha drasticamente ridimensionato l’onere per il debito pubblico e, potenzialmente, anche per famiglie e imprese”. 

Si riduce lo spread, costo del debito meno caro

In termini numerici, grazie a una valutazione più favorevole del rischio Paese e agli effetti di una politica monetaria più accomodante (ricordiamo che la Bce ha nel frattempo ridotto ulteriormente il costo del denaro), il rendimento dei BTp decennali si è attestato sui 68 punti base nella media del triennio 2020-2022, scontando uno spread medio rispetto al decennale tedesco di 118 punti base. Di conseguenza, il peso degli interessi passivi sul bilancio potrà diminuire così - tra il 2018 e il 2022 - di oltre mezzo punto percentuale di Pil. Gli analisti ritengono che, pur con margini di manovra fiscale che rimangono esigui, “per l’economia italiana si potrebbe aprire una fase favorevole per ridurre gradualmente, nei prossimi anni, debito (progressivo rientro a partire dall’anno prossimo fino al 131,2% del Pil al 2022) e deficit”. 

Rivista al rialzo crescita Pil del 2020

Ipotizzando di compensare totalmente le clausole di salvaguardia, Prometeia “prevede per il 2020 un disavanzo al 2,1%, con una manovra da 14 miliardi netti, saldo tra 18 miliardi di misure restrittive e 4 di misure espansive, tese a favorire prevalentemente le famiglie a basso reddito (all’andata a regime del reddito di cittadinanza si sommerà la riduzione del cuneo ad esse destinato)”. Inoltre, sostengono sempre a Prometeia, da una riduzione lineare di deduzioni e detrazioni fiscali – più facilmente praticabile a breve termine – “si potrebbero recuperare circa 8 miliardi di euro”. Questo scenario ha permesso agli analisti di rivedere in lieve rialzo, a +0,1 punti percentuali, la crescita del Pil del nostro Paese per il 2020. 

Recessione evitata grazie alle politiche monetarie accomodanti

L'orizzonte internazionale disegnato da Prometeia mette in conto "un forte rallentamento dell'economia mondiale", con gravi ripercussioni sui settori industriale e manifatturiero (come lascia intuire il calo degli scambi globali accusato nel scondo trimeste di quest'anno, il primo dal 2009). Non ci sarà comunque la temuta recessione poichè le politiche super-espansive delle Banche centrali incomiceranno ad avere i loro effetti. Per la Fed, per altro, si attendono altri due tagli dei tassi tra la fine di quest'anno e l'inizio del prossimo. Nel frattempo, come auspicato dal Presidente uscente della Bce, Mario Draghi, i Governi che hanno spazio fiscale dovrebbero agire (usando la leva della politica di bilancio) per rafforzare il ruolo accomodante della politica monetaria.

A cura di: Fernando Mancini
Parole chiave: governo, debito, spread, pil, italia
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