Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti. Per conoscere la nostra policy e/o negare il consenso all'utilizzo dei cookie di terze parti clicca qui.
Continuando la navigazione o cliccando sul tasto "OK" ne autorizzi l'uso.
Scopri gratuitamente il nostro servizio

COMPILA IL MODULO PER ESSERE RICHIAMATO

Se sei interessato al nostro servizio lasciaci i tuoi dati. Un nostro operatore ti contatterà per fornirti gratuitamente e senza impegno tutte le informazioni relative a FondiOnline.it

DATI DI CONTATTO

* Nota: i campi indicati con l'asterisco sono obbligatori

INFORMAZIONI ADDIZIONALI

PRIVACY E CONDIZIONI DI UTILIZZO

Radar Swg: il virus non fa più paura, ma si temono nuovi focolai

15/07/2020

Radar Swg: il virus non fa più paura, ma si temono nuovi focolai

La nuova normalità nell’era post-Covid si sta sviluppando con un sentiment contradditorio per gli italiani: la loro preoccupazione per il virus è tornata ai minimi livelli, mentre è cresciuta la percentuale di chi ritiene probabile subire il contagio. Stando ai numeri emersi dal nuovo Radar Swg (condotto nella settimana 29 giugno-5 luglio), la quota di chi si definisce molto preoccupato per il coronavirus nel periodo di riferimento è scesa al 19% (dal 57% di marzo) e in sintonia si è mossa la quota di chi ritiene probabile contrarre il virus personalmente (al 44% dal 54%).

In apprensione per l’economia e il lavoro

Al contrario, tra i concittadini ha guadagnato terreno l’ipotesi di lockdown imposti a livello locale, a causa di possibili nuovi focolai. In autunno il 32% ritiene che ci sarà una seconda ondata dell’epidemia, mentre il 23% la esclude, “ma dovremo cambiare in maniera definitiva alcune delle nostre abitudini” perché il virus non sarà debellato del tutto. Tutto questo continua ad alimentare una visione negativa dell’economia e delle prospettive per il futuro: sale infatti al 60% (dal 58% della settimana precedente) chi ritiene che la congiuntura non riuscirà a riprendersi per molto tempo. Una situazione che si rispecchia anche nel fatto che quasi la metà dei lavoratori (47%, erano al 49% un mese fa) continua a ritenere possibili licenziamenti nella propria azienda.

Voglia di normalità, ma ancora diffidenza per i luoghi affollati

Tuttavia la vita è ripresa in una dimensione di sempre maggiore normalità: indicativo il balzo registrato dalla percentuale di chi esce fuori la sera a cena (al 62% dal 42% di metà giugno) o di chi si permette di entrare in un bar per un caffè o un aperitivo (al 62% dal 57%). Segnali di voglia di normalità anche da chi va a fare acquisti in negozi tradizionali (al 69% dal 65%) o da chi si concede un giorno di mare (al 34% dal 30%). In questi casi le disposizioni di sicurezza sembrano essere sempre più assimilate, tanto che si riduce progressivamente la quota di chi valuta la nuova normalità diversa da quella passata. C’è invece ancora grande diffidenza nel prendere i mezzi pubblici (al 32% dal 30%) o assistere a uno spettacolo al chiuso (al 29% dal 28%).

Le azioni del Governo dovrebbero essere più efficaci

Gli interventi del Governo che i cittadini ritengono prioritari vertono tutti sul lato economico: per il 76% è necessario rilanciare l’economia e sostenere (62%) quelle imprese che hanno più sofferto nell’ultimo periodo a causa della pandemia. Il 60% sostiene che c’è bisogno di sostenere le fasce più deboli della popolazione, per il 58% la priorità è anche la riforma fiscale e per il 44% la riforma del sistema giudiziario. Le misure economiche fin qui attuate hanno riscontrato invece un tiepido entusiasmo e coinvolgono o potrebbero interessare solo una parziale platea di cittadini.

Il 29% ha eroso i propri guadagni

La maggioranza accoglie con positività le recenti modifiche fiscali e i bonus introdotti dal Governo, visti però come interventi poco lungimiranti e non strutturali, che portano benefici più nel breve termine che in ottica futura. In questo scenario circa il 29% della popolazione ha eroso i propri risparmi per far fronte alla situazione economica degli ultimi quattro mesi. A farne maggiormente le spese sono stati i ceti più deboli e i dipendenti privati. Contestualmente, la capacità di risparmio delle famiglie italiane durante questo periodo è derivata da una contrazione delle uscite superiore a quella delle entrate.

L’App Immuni non decolla

L’ultimo Radar Swg ha messo sotto i riflettori l’App Immuni, il cui utilizzo non decolla: dall’indagine emerge che sono pochi i cittadini che l’hanno già scaricata o che hanno intenzione di farlo. La maggioranza infatti non la scarica (la quota è salita al 56% dal 51% di giugno), la ritiene inefficace (44%) e esprime ancora timore per la tutela della propria privacy (29%). Tra le ulteriori cause di mancato utilizzo emergono anche le difficoltà nel tenere sempre acceso il bluetooth/gps (21%) e la paura di finire in una nuova quarantena o isolamento per errore (19%). Viceversa chi utilizza già la App si ritiene comunque soddisfatto e la considera come utile e efficace (69%) nel contenimento del contagio.

A cura di: Fernando Mancini
Parole chiave: coronavirus, swg, radar
Come valuti questa notizia?
Radar Swg: il virus non fa più paura, ma si temono nuovi focolai Valutazione: 0/5
(basata su 0 voti)
Qualsiasi decisione di investimento che venga presa in relazione all'utilizzo di informazioni ed analisi presenti sul sito è di esclusiva responsabilità dell'investitore, che deve considerare i contenuti del sito come strumenti di informazione. Le informazioni, i dati e le opinioni fornite all’interno della sezione “news” di questo sito si basano su fonti ritenute affidabili ed in buona fede; in nessun caso, tuttavia, si potrà ritenere che Innofin SIM abbia rilasciato attestazioni o garanzie, esplicite o implicite, in merito alla loro attendibilità, completezza o correttezza. Lo scopo dei dati e delle informazioni divulgate attraverso la sezione “news” del sito è prettamente informativo; esse non rappresentano, in alcun modo, una sollecitazione all'investimento in strumenti finanziari.
« Notizia precedente
Mercati: BlueBay, attenzione alle false albe
Notizia successiva »
Banca d’Italia: meno reddito per più di metà degli italiani
ARTICOLI CORRELATI
BlueBay: sui mercati malessere da seconda ondata pubblicato il 2 ottobre 2020
Federconsumatori: come cambia la nostra vita col Covid pubblicato il 6 ottobre 2020
TCW: il Covid ha dato luce all’economia del 2030 pubblicato il 19 ottobre 2020
BlueBay: mercati tranquilli, aspettando l’autunno pubblicato il 3 settembre 2020
Covid19: metà degli italiani disposta a vaccinarsi subito pubblicato il 17 settembre 2020