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Schroders: outlook positivo per l’azionario europeo

29/12/2020

Schroders: outlook positivo per l’azionario europeo

Le prospettive per l’economia europea sono positive, tra sostenibilità e innovazione. Le imprese, dopo avere subito in primavera lo shock della pandemia, sono riuscite a superare le difficoltà e sono in buona salute. I loro profitti nel terzo trimestre sono stati molto solidi, sui massimi negli ultimi dieci anni. Ciò dimostra, secondo Martin Skanberg, gestore del Schroder Isf Euro equity, che dopo la prima fase dell’emergenza sanitaria si è manifestata una domanda prima soppressa e che le aziende sono state in grado di controllare i costi. Ciò fa sì che le società si trovino in una buona posizione per una solida ripresa degli utili nel 2021, via via che gli effetti del virus verranno meno.

Tra stimoli fiscali, Bce super-accomodante e Green Deal

A loro favore ci sono altri due fattori, non trascurabili per gli investitori: i notevoli stimoli fiscali messi in campo dai vari Governi europei (e anche negli Stati Uniti), che continueranno a supportare l’azionario, e anche le misure adottate dalla BCE, la cui politica monetaria super-accomodante accompagnerà l’economia dell’Eurozona per diversi anni. Ultimo elemento di sostegno, ma non per questo meno importante, è l’enfasi che è stata posta nell’area dal programma che prevede una ripresa ‘green’: è un’idea incoraggiante e che dovrebbe supportare diversi comparti legati alla sostenibilità, come ad esempio, accenna Skamberg, possono essere i titoli collegati al settore dell’energia rinnovabile.

Atteso il risveglio dei ciclici

In generale, secondo l’esperto, via via che l’impatto della pandemia si affievolisce e l’economia si riprende, i segmenti del mercato più sensibili al ciclo economico, come quello dei materiali, performeranno bene. Ciò potrebbe riguardare anche le azioni che beneficeranno della riapertura delle aree dell’economia più colpite dal Covid, come le aziende di ingegneria nel settore dell’aviazione. Altre aree invece potrebbero continuare ad affrontare notevoli sfide. Il settore energetico è sotto pressione a causa dei prezzi del petrolio bassi, di dividendi inferiori e dell’importanza dei fattori ambientali per gli investitori. Questi venti contrari potrebbero continuare a prevalere anche nel 2021.

L’innovazione non è solo ‘made in Usa’

Il 2021 potrebbe segnare un cambio di percezione sul fatto che l’innovazione ha sede soprattutto negli Stati Uniti e qui in Europa non c’è nulla di particolarmente nuovo. Una visione del tutto sbagliata. Ben sette dei Paesi più innovativi al mondo sono infatti nel vecchio continente: il World Intellectual Property Organization’s 2020 Global Innovation Index, tra l’altro, vede la Svizzera e Svezia ai primi due posti, con gli Usa solo in terza posizione. Negli ultimi anni l’innovazione è stata però spesso associata alle large tech Usa, che hanno avuto un ruolo rilevante nella trasformazione dei modo in cui comunichiamo, facciamo acquisti, fruiamo di notizie e svago, realizzando enormi guadagni.

Sotto i riflettori l’high tech europeo

Spesso ci si chiede quali siano gli equivalenti europei di tali giganti tech. Tuttavia l’innovazione si può spingere oltre le tecnologie consumer. I veicoli elettrici, ad esempio, giocano un ruolo importante nella transizione verso un’infrastruttura dei trasporti più sostenibile. Tali veicoli ‘vestono’ semiconduttori specializzati che solo un numero esiguo di aziende è in grado di produrre: molte di queste sono europee. Schroders vede opportunità anche nei materiali, data e processing, sanità e ingegneria. Le aziende europee che operano in questi segmenti potrebbero non essere note, ma molte di esse sono leader nei loro specifici ambiti. Inoltre l’Europa è già molto avanti sulla sostenibilità, sia a livello governativo sia aziendale, e gli investimenti del Next Generation EU rappresentano un ulteriore vento favorevole.

A cura di: Fernando Mancini
Parole chiave: schroders, sostenibilità, bce, green
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