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Schroders: perché tutti pazzi per l’idrogeno

L’utilizzo dell’idrogeno subirà una crescita esponenziale in pochi anni, in sintonia con la svolta ambientale che si registra in tutto il mondo. La sua produzione, oggi poco conveniente e inquinante, diventerà sempre più a buon mercato e CO2 free.

01/03/2021

C’è un settore dell’economia e della finanza che, lo scorso anno e nonostante la pandemia da coronavirus, ha attirato l’attenzione degli investitori, grandi e piccoli: quello dell’idrogeno. Quasi tutti i titoli legati a questo elemento, il più semplice e il più abbondante dell’universo, hanno infatti puntato con decisione al rialzo. Simon Webber, gestore del fondo ISF Climate Change Equity di Schroders, ha cercato di spiegare i motivi di questo entusiasmo rispondendo ad alcuni quesiti che possono aiutare i risparmiatori a capire dove può portare la svolta ecologista presa dai mercati. L’energia rinnovabile può decarbonizzare l’economia, e lo farà ad esempio nel settore automotive, ma queste tecnologie non saranno così disponibili per l’aviazione, la navigazione, i veicoli commerciali, la produzione di acciaio o di fertilizzanti.

La grande richiesta dei settori economici ‘pesanti’

Al momento, in tutti questi settori ‘pesanti’, sembra infatti che sarà necessario l'idrogeno, o almeno che questo sarà una delle soluzioni più praticabili rispetto alle tecnologie esistenti. L'idrogeno può essere bruciato in un motore a combustione o in una caldaia per il trasporto e il riscaldamento, usato per alimentare una cella a combustibile per il trasporto o il riscaldamento o usato come agente di riduzione del ferro per fare acciaio. Può anche essere utilizzato come agente di stoccaggio dell'energia usando l'energia solare in eccesso in estate per produrre idrogeno, che può poi essere immagazzinato e riconvertito in elettricità per l'uso in inverno. Tutti questi processi hanno emissioni di CO2 nulle o molto più basse delle alternative attuali e lasciano prevedere un ampio utilizzo dell’idrogeno.

La domanda stimata in aumento di 7-10 volte in pochi anni

L'idrogeno è già usato in alcuni processi industriali su larga scala, come la raffinazione del petrolio e la produzione di ammoniaca e fertilizzanti azotati. Tuttavia, se l'idrogeno sprigionerà il suo potenziale in questi nuovi mercati finali (del riscaldamento, dell'industria, del trasporto e dello stoccaggio di energia), i volumi di produzione e consumo di idrogeno potrebbero aumentare di 7-10 volte rispetto ai livelli attuali in pochi anni. Questa previsione (dell’Hydrogen Council) contempla il fatto che oggi il 95% della produzione di idrogeno sia eccezionalmente inquinante (deriva da energia fossile), tuttavia in futuro potrà essere prodotto senza CO2 con l’elettrolisi dell'acqua. Se per produrre l'elettricità viene usata dell'energia rinnovabile, l'idrogeno può essenzialmente essere prodotto senza CO2.

Produrre idrogeno ‘verde’ diventerà molto meno costoso

L'idrogeno rinnovabile è attualmente molto più costoso rispetto a quello derivato da combustibili fossili. Tuttavia, questo dovrebbe cambiare: entro il 2030 l'idrogeno rinnovabile dovrebbe diventare il metodo di produzione più economico. La situazione di oggi, secondo l’esperto di Schorders, è molto simile a quella in cui si trovavano i veicoli elettrici (EV) e la stessa energia rinnovabile 5-10 anni fa. Nel tempo, stima Webber, i costi dell'idrogeno derivato da fonti rinnovabili scenderanno drasticamente, spinti dalle economie di scala e dai costi sempre più bassi delle energie rinnovabili, e questo rende abbastanza probabile che l'idrogeno verde sovrasti l'idrogeno derivato dai fossili tra 10 anni. Dato che l'idrogeno verde è solo l'1% del mercato dell'idrogeno oggi, il potenziale è enorme.

L’Ue all’avanguardia con la politica verde

Le prospettive di utilizzo dell’idrogeno sono aumentate anche grazie agli impegni assunti dal fronte politico. L'Unione Europea è la più avanzata nella pianificazione di una transizione verso un'economia a zero emissioni, e ha riconosciuto la necessità di sviluppare una forte industria dell'idrogeno per consentire la decarbonizzazione nell'industria, nei trasporti e nel riscaldamento. A luglio, Bruxelles ha annunciato la propria al riguardo, puntando ad almeno 40GW di elettrolizzatori di idrogeno rinnovabile e alla produzione di 10 mega-tonnellate di idrogeno rinnovabile entro il 2030. L'analisi stima che serviranno 24-42 miliardi di euro di investimenti di capitale per la capacità degli elettrolizzatori fino al 2030.

Le opportunità di investimento nel settore

Le conseguenze di questa transizione sugli investimenti saranno enormi: ci saranno opportunità per le aziende energetiche e le società di ingegneria industriale per costruire e gestire tutti i nuovi impianti di idrogeno verde. Tuttavia, secondo Webber, forse la più semplice opportunità di business e di investimento sarà la crescita che avverrà per le aziende che potranno catturare il mercato delle attrezzature per tutti i nuovi elettrolizzatori che saranno distribuiti. Le vendite delle relative attrezzature sono un mercato davvero minuscolo oggi, con solo circa 250 milioni di dollari di ricavi. Arrivare al quantitativo di idrogeno verde necessario per decarbonizzare tutte queste industrie a livello globale richiederebbe un mercato annuale di elettrolizzatori più vicino a 25 miliardi negli anni di picco della costruzione.

A cura di: Fernando Mancini

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