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Usa: la Fed con Warsh cambia passo, più attenzione all’inflazione
Gli investimenti in AI possono creare pressioni sui prezzi nel breve periodo, ma nel lungo termine potrebbero aumentare produttività e crescita economica. La congiuntura prosegue a ritmo moderato, mentre famiglie e imprese sono più caute e aumentano i rischi sulle catene di approvvigionamento.
Si prospetta una fase di maggiore volatilità per i mercati, sotto le scelte della nuova guida della Fed. Il Neopresidente, Kevin Warsh, sta infatti imprimendo una svolta più attenta ai rischi inflativi e meno legata alla forward guidance, l’indicazione anticipata delle future mosse sui tassi. Tale approccio, secondo Blerina Uruci, chief US Economist di T. Rowe Price, potrebbe rendere, per esempio, più instabile il mercato obbligazionario. Con una Fed maggiormente dipendente dai dati e decisioni prese di volta in volta sulla base dell’evoluzione dell’economia, i tassi potrebbero oscillare di più che in passato. Questa impostazione dovrebbe inoltre accompagnare una revisione delle funzioni interne della Banca centrale, con gruppi di lavoro incaricati di valutare i possibili cambiamenti nella gestione della politica monetaria.
Dinamica dei prezzi sotto controllo
Warsh ha ribadito questo indirizzo anche al Forum di Sintra della Bce, sottolineando la necessità di limitare il ricorso alla forward guidance. Allo stesso tempo, il Presidente della Fed ha riconosciuto che i rischi inflativi si sono ridotti rispetto alla riunione di giugno, grazie soprattutto al calo dei prezzi del petrolio e alle aspettative di inflazione più contenute rilevate dai mercati. Anche dal recente Beige Book emerge un quadro relativamente meno preoccupante sul fronte della dinamica dei prezzi: aumentati moderatamente in nove distretti, in modo robusto in due e solo lievemente in uno. Il dato più significativo è che, rispetto al periodo precedente, la crescita dei prezzi è risultata uguale o più lenta in tutti i distretti. Un segnale che, per ora, non indica una nuova accelerazione generalizzata delle pressioni.
Cambio di regime per eliminare l’onere ingiusto dell’inflazione
Warsh, tuttavia, mantiene una posizione netta. In audizione al Congresso ha definito l’inflazione un “onere ingiusto” per famiglie e imprese e ha chiesto un vero e proprio “cambio di regime” nella politica monetaria per eliminarla. E rimanendo in argomento, il Presidente della Fed ha anche affrontato il tema dell’intelligenza artificiale. Gli investimenti legati all’AI, ha spiegato, possono contribuire a far salire i prezzi nel breve periodo, ma questo non significa necessariamente generare inflazione persistente. La differenza, ha affermato, sta nella capacità dell’offerta di reagire e di aumentare la produttività. L’IA potrebbe quindi produrre effetti destabilizzanti sul mercato del lavoro nel medio periodo, ma contestualmente contribuire nel tempo a sostenere l’occupazione e la crescita potenziale.
L’economia statunitense cresce, ma a passo lento
Il quadro delineato dal Beige Book conferma una crescita Usa ancora positiva, ma priva di grande slancio. Tra la fine di maggio e giugno l’attività economica è aumentata a un ritmo lieve o moderato: un ritmo sostanzialmente simile a quello del periodo precedente. La spesa dei consumatori è cresciuta leggermente, anche se in diversi distretti sono emersi segnali di maggiore prudenza: le famiglie hanno ridotto gli acquisti di beni non essenziali o si sono orientate verso prodotti meno costosi. Il turismo ha invece continuato a crescere, ‘dopato’ dall’arrivo dei visitatori legati ai Mondiali di calcio, mentre la manifattura ha registrato un'espansione modesta o moderata, grazie soprattutto alla domanda proveniente dai data center, dai macchinari e dal settore difesa. Intanto emergono più problemi alle supply chain.