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Mercati: più cauti tra geopolitica, inflazione e prezzi elevati
I bond europei appaiono più interessanti di quelli Usa, ma la scelta della duration è cruciale perché inflazione e tassi elevati possono penalizzare i titoli a lunga scadenza. Con prezzi elevati in alcuni settori e liquidità ridotta, gli investitori dovrebbero evitare di inseguire il mercato.
Continua la fase di prudenza attraversata dai mercati finanziari: l'ottimismo, anche se non è scomparso del tutto, non è sufficiente a giustificare un'esposizione indiscriminata al rischio. È la foto che emerge dalla recente analisi di Mark Dowding, fixed income CIO di RBC BlueBay AM, secondo cui l'attuale scenario richiede infatti cautela in un mondo sempre più complesso e imprevedibile. Il principale fattore di instabilità resta la crisi in Medio Oriente. L'assenza di una chiara prospettiva di soluzione e l'incertezza sul futuro del transito nello Stretto di Hormuz mantengono elevato il rischio di una fase prolungata della crisi. Anche perché il petrolio potrebbe restare su livelli elevati abbastanza a lungo, con un impatto, difficile da definire, sulle pressioni inflative.
L’inflazione storna negli Usa e nell’Eurozona
Nel frattempo, arriva una buona nuova dagli Usa: il rallentamento dell'inflazione oltre le attese ha offerto sollievo alla Fed, ma secondo Dowding sarebbe prematuro interpretare il dato come una svolta definitiva. La volatilità delle rilevazioni mensili resta infatti molto elevata e la pressione affinché la Fed mantenga una politica restrittiva non è venuta meno. Il dato può consentire al FOMC di rinviare un intervento sui tassi, ma non modifica per forza il quadro di fondo. Nell'Eurozona un'economia più debole dovrebbe limitare i rischi inflativi, ma il fattore energia resta una variabile critica. Il caro-gas e le interruzioni nell’output ed export di GNL del Qatar sono da monitorare con attenzione, anche in vista della ricostituzione delle scorte invernali.
Sotto i riflettori l’obbligazionario
Da qui la preferenza, secondo Dowding, per i rendimenti dei bond europei rispetto a quelli statunitensi, con un aumento tattico dell'esposizione ai Bund decennali. Gli investitori dovrebbero però seguire la logica di una selezione sempre più rigorosa tra mercati e strumenti, in un contesto caratterizzato da traiettorie divergenti tra Stati Uniti, Europa, Regno Unito e Giappone. Nel Regno Unito, la prossima nomina di Shabana Mahmood a Cancelliere dello Scacchiere è vista favorevolmente dai mercati per la sua attenzione alla disciplina fiscale. Sul fronte monetario, Dowding ritiene invece che le aspettative di quasi tre rialzi dei tassi nei prossimi dodici mesi possano rivelarsi eccessive, considerata la debolezza dell'economia britannica.
Le opportunità del mercato giapponese
Nel mentre il Giappone offre un altro scenario. I rendimenti dei titoli di Stato nipponici sono diminuiti dopo l'invito del ministro delle Finanze Katayama ai fondi pensione locali ad aumentare l’impegno in titoli domestici. L’eventuale ritorno di capitali istituzionali sul mercato dei JGB potrebbe sostenere i prezzi, soprattutto dopo la lunga fase in cui molti investitori hanno rinviato le allocazioni. Nonostante il deterioramento del quadro geopolitico, la reazione delle Borse e del credito è rimasta relativamente contenuta. La volatilità si concentra soprattutto in alcuni segmenti, come semiconduttori e IA, dove i prezzi riflettono aspettative di crescita molto ambiziose. Eventuali delusioni su utili o prospettive potrebbero quindi provocare correzioni rapide.
La duration è cruciale
Nel credito, il debito emesso dagli hyperscaler (le grandi aziende tecnologiche che gestiscono le infrastrutture cloud) ha continuato a sottoperformare a causa dell'elevato volume di nuove emissioni. Per questo motivo, in RBC BlueBay AM continuano a non ritenere sufficientemente convincente una posizione lunga non coperta sugli spread del credito, preferendo proteggere l'esposizione attraverso posizioni corte in CDS. Il quadro più ampio conferma il ritorno strategico dell’obbligazionario. I rendimenti più elevati offrono oggi un potenziale di reddito maggiore, ma la duration è cruciale: un'inflazione più persistente o un nuovo aumento dei rendimenti a lunga scadenza può penalizzare i titoli più sensibili ai tassi. A questo si aggiunge il crescente fabbisogno di molti Governi.
Un margine di errore sempre più ridotto
La strategia consigliata è dunque pazienza e selettività, mentre occorre aumentare l'esposizione quando le dislocazioni offrono opportunità. Ma è importante secondo Dowding evitare di inseguire il mercato quando il rischio-rendimento è sfavorevole. Non bisogna infatti dimenticare che nei prossimi mesi la liquidità ridotta potrebbe amplificare la volatilità, così come le strategie e gli shock geopolitici. Mentre il rischio recessione resta contenuto, ha vinto la paura favorendo l'accumulo di posizioni lunghe. La priorità è quindi mantenere un'esposizione disciplinata al rischio. Diversificazione e protezione restano essenziali e, quando il premio non è sufficiente, è preferibile attendere opportunità migliori. Però, in un mondo sempre più instabile, la prudenza non significa immobilismo: la volatilità può creare opportunità, ma selezione e gestione del rischio sono decisive.