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Cash is king

19/09/2016

Stando ai risultati dell’ultima inchiesta mensile realizzata da Bank of America Merrill Lynch su un ampio panel di gestori localizzati in tutte le principali aree del pianeta, la percentuale di money managers convinta che un fenomeno di sopravalutazione stia attualmente interessando sia gli asset azionari sia quelli obbligazionari si posiziona sui massimi storici.

Due sono le ragioni che stanno dietro tale comportamento: la loro visione pessimista sull’andamento dei mercati azionari nel breve termine;  la preferenza per strumenti di gestione della liquidità a discapito di obbligazioni investment grade (titoli di stato e obbligazioni societarie) i cui rendimenti sono ormai prossimi allo zero o, in alcuni casi, si trovano in territorio negativo.

Anche se la tendenza generale tra i gestori spinge nella direzione di aumentare la percentuale di liquidità all’interno dei portafogli, in Europa è evidente anche l’utilizzo di una parte della liquidità accumulata per ricoprire i settori rimasti sotto pesati negli ultimi mesi: banche e commodities. Sono proprio questi ultimi settori –sommati a materiali di base e petroliferi- quelli che hanno registrato il più consistente incremento delle posizioni, mentre le operazioni di alleggerimento hanno riguardato in modo particolare l’automotive e l’healthcare.

I risultati dell’inchiesta mostrano anche l’avvio di una rotazione dei portafogli d’investimento che parte dai comparti considerati ‘difensivi’ e si sposta verso quelli ‘ciclici’ (legati all’andamento della congiuntura). I risultati confermano la preponderanza di portafogli che mantengono una posizione overweight nei confronti di titoli tecnologici, farmaceutici, industriali e di beni di consumo. Al contrario, la maggior parte dei portafogli presenta una sottoponderazione rispetto ai rispettivi benchmark di riferimento che fotografano l’andamento dei settori utilities e assicurazioni.

Gli investitori istituzionali stimano che un rialzo del costo del denaro negli Stati Uniti comporterebbe un’accelerazione della fase negativa tanto per i titoli di rischio (azioni dei paesi sviluppati e di quelli emergenti) che per quelli di debito. Nonostante ciò, molti gestori, attratti dai rendimenti e dall’inversione del trend negativo che ne ha permeato l’andamento negli ultimi anni, hanno continuato ad aumentare con gradualità le rispettive esposizioni nei confronti dei mercati azionari e obbligazionari dei paesi emergenti.

Secondo la maggior parte degli esperti interpellati, nei prossimi mesi le negoziazioni si concentreranno sui titoli azionari di alta qualità, i corporate bond statunitensi ed europei dotati di un livello di affidabilità creditizia investment grade e il debito dei paesi emergenti.

Nonostante la prudenza dimostrata dall’accumulazione di liquidità, il numero di esperti che mantiene una view ottimista sulle sorti dell’economia mondiale per i prossimi dodici mesi è al livello più alto degli ultimi nove mesi. I money manager credono che le banche centrali di Europa e Giappone continueranno a mantenere i tassi su livelli molto bassi nei prossimi anni ma, allo stesso tempo, ipotizzano un aumento dei rendimenti dei titoli decennali.

Per quanto riguarda i listini azionari europei, le preferenze vanno alle Borse di Francoforte e Madrid. Al contrario, una posizione underweight è mantenuta sui listini di Londra, Parigi e Milano.

A cura di: Rocki Gialanella
Parole chiave: asset, gestori, fondi, azioni
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