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Titoli di stato, meglio negli Usa

14/11/2016

Oggi indubbiamente investire nei titoli di stato è abbastanza arrischiato. In un periodo in cui i tassi sono in rialzo in quasi tutto il mondo comprare bond governativi significa correre il grosso pericolo di vedere le proprie obbligazioni che crollano sui mercati. Ciò è valido per la maggior parte del debito pubblico mondiale e coinvolge sia i titoli risk free, come il Bund e il Treasury, sia quelli degli stati emergenti.

Detto ciò, molti investitori istituzionali, o per obbligo statutario, o perché hanno necessità di condurre una politica di diversificazione, continuano ad acquistare i bond emessi da un qualche governo. E a questo punto la scelta non è così semplice. In pratica dove sono le possibilità di guadagnare di più o, per essere più pessimisti, di perdere di meno?

Prima di dare una risposta occorre fare una premessa: si tratta di un investimento in un fondo comune o di un acquisto diretto a lungo termine di bond? Se si compra un prodotto gestito obbligazionario, infatti, un'eventuale caduta delle quotazioni dei governativi porterebbe ad attualizzare velocemente le perdite che si rifletterebbero sulle quotazioni dello strumento prescelto. Come negli anni scorsi la caduta dei rendimenti ha premiato i bond che già erano in portafoglio e ha prodotto spesso plusvalenze straordinarie nel reddito fisso, talora persino superiori all'azionario, il fenomeno opposto, cioè il rialzo dei tassi, provocherebbe una reazione altrettanto opposta, vale a dire perdite.

Diverso il discorso per chi acquista a lungo termine e pensa di portare a scadenza i titoli. In quel caso si tratta di stabilire se il 2% di rendimento, per fare un esempio di tassi che oggi si possono trovare sul mercato, è accettabile per un decennio. È ovviamente possibile che da qui a qualche mese ci si trovi un mercato che offre di più e chi ha il 2% dovrà aspettare 10 anni per rientrare di un investimento che si è dimostrato meno competitivo di altri.

Stabilito ciò, resta da chiarire dove investire. La maggior parte degli analisti sembra non avere dubbi: in questa fase il mercato considerato più interessante è quello statunitense, anche dopo l'avvento di Donald Trump, che i mercati inizialmente consideravano molto pericoloso. Intanto attualmente il Treasury a 10 anni offre un rendimento del 2,24% che, riferendosi a un titolo risk free, non è certamente da buttare via con i tempi che corrono. Basti pensare che il Btp della stessa durata oggi offre un tasso leggermente inferiore a quello Usa, con il 2,16%, ma ovviamente con un rischio ben diverso. E il Bund tedesco, sempre decennale, dopo un rialzo, offre lo 0,37%. Di conseguenza nella categoria del debito dei paesi sviluppati il tasso attuale dei Treasury è praticamente senza rivali.

Ma ci sono altri elementi a favore dell'investimento sui mercati Usa. Innanzitutto il dollaro sta crescendo in maniera costante, sia pure con momenti di pausa o di aggiustamento e il rapporto con l'euro è arrivato a 1,076: per avere un'idea dell'andamento basti pensare che nel marzo del 2014 era tra 1,35 e 1,40 e nel 2008 sfiorava 1,60. Si tratta in definitiva di un trend di lungo termine in corso da quasi 10 anni e per i possessori di euro il solo fatto di avere puntato sulla divisa Usa è stato un affarissimo.

Un altro elemento a favore degli investimenti nel biglietto verde è che in una situazione di rafforzamento della moneta probabilmente ingenti masse di capitali si sposteranno verso gli States, contribuendo così a mantenere bassi i tassi e a non farli salire troppo. Infine la Fed: con l'economia che sta tirando discretamente è probabilissimo che rialzi i rendimenti, ma sicuramente non con grande determinazione e con il massimo rispetto per i mercati.

Certo ci sono anche altri elementi che possono fare pensare che l'attuale tasso del 2,24% possa essere considerato tra pochi mesi o pochi anni troppo basso: il possibile ritorno dell'inflazione, che potrebbe superare il 2% e portare i bond a un rendimento reale negativo, e il rilancio di una politica governativa di investimenti, che spingerebbe lo stato federale a pompare sempre più soldi, potrebbero fare crescere gli interessi.

Ma non ci sono dubbi che se proprio si vuole investire in titoli di stato abbastanza sicuri, i Treasury sono una delle pochissime opportunità accettabili che ancora offrono i mercati.

A cura di: Alessandro Secciani
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