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Il mondo e i mercati hanno sete di acqua

04/04/2017

Si fa sempre un gran parlare del petrolio e dei suoi derivati, ma l’acqua e l’ossigeno sono, senza ombra di dubbio, le commodities più importanti per garantire la vita sul pianeta che ci ospita.

Siamo abituati a leggere che è necessario diversificare i nostri investimenti in diversi assets e che una componente chiave per la costruzione di un portafoglio equilibrato che guardi al lungo termine sono le commodities. La differenza tra l’ossigeno e l’acqua  è che quest’ultima è un bene scarso con una domanda crescente che non sembra essere destinata a subire decelerazioni nel futuro. 

Il 22 marzo si celebra la giornata mondiale dell’acqua promossa dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), che nel 2017 ha proposto il tema ‘Perché sprecare l’acqua?’ per rivendicare l’importanza di questo elemento chiave per lo sviluppo dell’essere umano a tutti i livelli: salute, economia, ambiente.

Nei mercati finanziari, si potrebbe tranquillamente affermare che da tempo non viene sprecata neanche una goccia del prezioso liquido. O, almeno, sembra proprio che si sia recepito che si tratta di un bene scarso con una domanda in continua crescita. Per questa ragione, anche se si tratta di una risorsa sulla quale non è possibile effettuate speculazioni dirette –non sono quotati future sull’acqua-, l’investimento in questo elemento mediante i veicoli già esistenti ha rappresentato una garanzia che ha consentito di battere i principali indici azionari mondiali.

Quali sono questi veicoli? Da un lato, le imprese che si dedicano al trattamento, alla depurazione o alla somministrazione d’acqua, anche se, in generale, si tratta di società poco conosciute, di dimensioni piuttosto ridotte e quotate in distinti listini e divise. Per altro verso troviamo i fondi comuni d’investimento e gli Exchange traded funds che focalizzano l’attenzione su questi titoli o che replicano gli indici deputati a farlo (lo S&P Global Water Index e il World Water Index).

L’indice S&P Global Water Index è composto dalle 50 principali società del pianeta legate al business dell’acqua. Creato nel 2001, accumula una rivalutazione complessiva del 220%.

L’indice World Water è composto dalle 20 principali società focalizzate sul trattamento delle acque e sulle infrastrutture legate a questo elemento. Il peso di ciascuna società dipende dal suo livello di capitalizzazione, tuttavia, in nessun caso potrà superare il 10% dell’indice.

I dati mostrano che l’investimento in questi prodotti ha rappresentato un’ottima alternativa all’investimento in veicoli focalizzati sui principali indici azionari. L’indice S&P Global Water registra una rivalutazione del 150% negli ultimi otto anni e il World Water Index ha accumulato un +210%. L’Etf che replica questi indici e che gode della migliore valutazione è il Lyxor World Water Ucits Etf D-Eur che sale del 235% in otto anni, una performance superiore anche a quella realizzata dall’indice Standard and Poor’s 500 (+210% nello stesso arco di tempo).

Un altro veicolo d’investimento che consente di agganciarsi alla chance del settore è il fondo Pictet Water I Eur, che detiene le sue principali posizioni di portafoglio nei titoli di American Water Works, Veolia Environnement, Danaher, Thermo Fisher e Waste Connections.

Le performance annue del settore mostrano un andamento ciclico, con buoni risultati nel periodo gennaio-maggio e risultati meno brillanti nella fase giugno-novembre. La correlazione dei due indici ‘water’ con lo Standard and Poor’s 500 è piuttosto elevata.

A livello di singole società distribuite per aree geografiche, escludendo le società nipponiche e le utilities dei paesi emergenti, Thermo Fisher, Danaher, Masco e la francese Veolia sono tra le più gettonate dagli analisti.

A cura di: Rocki Gialanella
Parole chiave: acqua, etf, indici, commodities
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