Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti. Per conoscere la nostra policy o negare il consenso al loro utilizzo clicca qui. Continuando la navigazione o chiudendo il banner ne autorizzi l'uso.
Scopri gratuitamente il nostro servizio

COMPILA IL MODULO PER ESSERE RICHIAMATO

Se sei interessato al nostro servizio lasciaci i tuoi dati. Un nostro operatore ti contatterà per fornirti gratuitamente e senza impegno tutte le informazioni relative a FondiOnline.it

DATI DI CONTATTO

* Nota: i campi indicati con l'asterisco sono obbligatori

INFORMAZIONI ADDIZIONALI

PRIVACY E CONDIZIONI DI UTILIZZO

Esame di un mondo con tanta salute

09/01/2018

Esame di un mondo con tanta saluteSe le ultime settimane di dicembre registrano un diluvio di previsioni e outlook per l'anno successivo, le prime di gennaio vedono un’altrettanto ricca cornucopia di consuntivi sull'annata appena terminata. Non tutte fra esse ovviamente sono particolarmente interessanti, ma in diversi casi ci si imbatte in alcune informazioni di notevole importanza.

È ciò che capita nel ricevere una semplice tabella di Deutsche Asset Management che scompone la performance del mercato equity mondiale nel 2017 in incremento dei profitti, dividendi e cambiamento delle valutazioni in termini di P/E, per arrivare così al total return. Questa suddivisione è stata applicata alle quattro macro-aree comunemente utilizzate quando si parla di azionario globale: Usa, Europa, Giappone ed emergenti, un insieme che copre quasi tutta la capitalizzazione del mondo, dal momento che rimangono fuori essenzialmente solo alcune nazioni di frontiera, Australia, Canada e Nuova Zelanda.

Nello specifico gli indici utilizzati sono stati l'Eurostoxx 50 per il Vecchio Continente, l’Msci Japan per il Sol Levante, l'S&P 500 per gli Stati Uniti e l’Msci Emerging Markets per i mercati delle nazioni in via di sviluppo.

Queste ultime sono state le vere star del 2017, con una crescita annuale in dollari di oltre il 37%, l'incremento maggiore dal 2009. In seconda posizione troviamo l'S&P 500 con +21,8%. A seguire il Giappone con una risalita in valuta locale del 20% circa; poi, infine, l'Europa con circa +10%. Ovviamente, a parte gli emergenti, i dati sono in valuta locale e, se dovessimo equalizzare tutto al biglietto verde, otterremmo un ranking ben diverso.

L'aspetto interessante però è la scomposizione nei vari fattori di rendimento: in questo caso scopriamo che la crescita degli utili aziendali maggiore si è avuta nel caso dell’Msci Emerging Markets, con un valore superiore al 31%. I mostruosi risultati di colossi come Alibaba, Tencent e Samsung Electronics sicuramente hanno influito, e non poco, in questo caso. Al secondo posto vi è invece il Giappone con +30%, al terzo l'Europa con circa +15%; buona ultima l'America, che per i quattro trimestri del 2017 dovrebbe mettere a segno un aumento dei risultati societari fra il 12% e il 13%. Il differenziale nei dividendi fra le varie aree non è tale da alterare significativamente il ranking.

In compenso vi è una forte differenza fra performance complessiva e sviluppo dei profitti. In pratica vi è stata un'oscillazione nelle valutazioni marcatissima in giro per il mondo. All'interno di un anno fantastico gli investitori hanno spinto al rialzo con diverse intensità rispetto ai fondamentali i vari listini. Nello specifico vediamo che l'espansione dei multipli ha contribuito alla sequela impressionante di record dell'S&P 500 per oltre il 7%. In pratica l'equity più caro del pianeta, supportato da un'economia e da un telaio di aziende sì possenti ma anche in una fase molto più avanzata del ciclo, è anche quello in cui le metriche di valutazione continuano a espandersi in maniera sempre più marcata. Gli emergenti sono poi l'altro gruppo che ha visto un aumento delle valutazioni, seppure modesto.

Il Giappone in compenso ha visto il proprio P/E restringersi di circa 12 punti percentuali, proprio mentre i colossi locali sembrano scoppiare di salute. Per quanto riguarda invece l'Eurostoxx 50, se non ci fossero stati i dividendi, la riduzione del P/E avrebbe portato a una performance complessiva intorno a +7%. Da questi semplici dati si può ricavare una serie di spunti che andremo ad analizzare le prossime volte. Certo che ancora una volta appare difficile sostenere la tesi della razionalità degli investitori, almeno in apparenza.

A cura di: Boris Secciani
Come valuti questa notizia?
Esame di un mondo con tanta salute Valutazione: 0/5
(basata su 0 voti)
Qualsiasi decisione di investimento che venga presa in relazione all'utilizzo di informazioni ed analisi presenti sul sito è di esclusiva responsabilità dell'investitore, che deve considerare i contenuti del sito come strumenti di informazione. Le informazioni, i dati e le opinioni fornite all’interno della sezione “news” di questo sito si basano su fonti ritenute affidabili ed in buona fede; in nessun caso, tuttavia, si potrà ritenere che Innofin SIM abbia rilasciato attestazioni o garanzie, esplicite o implicite, in merito alla loro attendibilità, completezza o correttezza. Lo scopo dei dati e delle informazioni divulgate attraverso la sezione “news” del sito è prettamente informativo; esse non rappresentano, in alcun modo, una sollecitazione all'investimento in strumenti finanziari.
« Notizia precedente
Cina e india, continua la trasformazione dei modelli economici
Notizia successiva »
Bitcoin sulle montagne russe
ARTICOLI CORRELATI
Aspettando il risveglio dei bond investment grade pubblicato il 17 settembre 2018
L’anno delle divergenze pubblicato il 18 settembre 2018
Il variegato universo delle divise emergenti pubblicato il 1 agosto 2018
Giappone, occhi puntati sull'incognita Abe pubblicato il 17 luglio 2018
Usa nel deserto dei tartari pubblicato il 1 settembre 2018