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Bitcoin sulle montagne russe

09/01/2018

Bitcoin sulle montagne russe

Benjamin Graham, uno dei più grandi investitori di tutti i tempi, definiva un investimento come “un’operazione che garantisce, previa un’analisi accurata, sicurezza del capitale ed un tasso di rendimento adeguato“. Il bitcoin non possiede nessuna di queste caratteristiche.

Mike Novogratz, uno dei gestori di hedge fund più noti a Wall Street, crede che intorno al bitcoin si sia creata ormai una specie di ‘ossessione speculativa’. La divisa digitale è la prima del suo genere ad aver trovato posto tra i future del Mercato delle opzioni di Chicago (CBOE) e, a partire dallo scorso 18 dicembre, viene negoziata sulla più grande piattaforma dedita alla negoziazione di derivati (CME). I Bitcoin si possono comprare attraverso broker specializzati che inseriscono il controvalore acquistato in portafogli virtuali, detti wallet, ai quali attingere in caso di vendita o di utilizzo della moneta.

Il debutto della moneta digitale in un mercato regolamentato è stato accompagnato da un entusiasmo inatteso, anche da una leggenda della speculazione come Mike Novogratz, che ha sostenuto di voler creare un fondo da 500 mln di usd per scommettere contro la cripto divisa perché ritiene che si siano create le condizioni per poterlo fare. Intanto, nel primo giorno di negoziazioni, i nuovi future con scadenza gennaio 2018, hanno registrato un balzo in avanti superiore al 25%, portandosi a 18.000 usd. Il movimento dei future ha portato la quotazione del bitcoin a toccare nuovi record a quota 16.400 dollari. Tuttavia, è bene precisare che il tutto si è svolto in una giornata in cui i volumi negoziati hanno superato a stento i 50 mln di usd nelle prime ore di mercato, nettamente inferiori ai 3.000 mln di usd che, nello stesso frangente, hanno movimentato i future sul rame.

In tutti i casi, prima dell’ultimo tonfo delle quotazioni, la criptomoneta aveva già moltiplicato per 20,5 volte la sua quotazione nel corso del 2017 e affronta con nuovi record i tanti avvisi ai naviganti che mettono in guardia sui pericoli legati alla formazione di una bolla speculativa senza precedenti. L’ultimo avviso è arrivato dal team di Credit Suisse, che sostiene una debacle del bitcoin nel momento in cui le banche centrali daranno vita alle proprie divise ‘legali’ in formato digitale. In quel caso, le attuali cripto divise non avrebbero alcuna chance di competere.

Istituzione del calibro della Federal Reserve e della Bce stanno studiando la possibilità di dare vita alle divise digitali regolamentate dalle autorità monetarie. L’ipotesi più in voga è che le banche centrali consentano l’apertura di conti denominati in cripto divise al settore privato in maniera diretta o in collaborazione con le entità finanziarie.

Il team di Credit Suisse arriva a sostenere che una cripto divisa delle banche centrali ben gestita dovrebbe portare all’esclusione delle cripto divise private volatili come mezzo di scambio. Tuttavia, alcune caratteristiche come i limiti imposti dagli algoritmi alla produzione complessiva di cripto divise e i quasi nulli costi di ‘immagazzinamento’, potrebbero consentire ad alcune cripto divise private di continuare a sopravvivere. Sebbene non ci siano apparentemente regole per quanto ne riguarda l’emissione, l’importo globale dei Bitcoin non potrà superare i 21 milioni. La creazione di nuova moneta è quindi conosciuta a priori e non soggetta, ad esempio, alla discrezione delle Banche Centrali.

A cura di: Rocki Gialanella
Parole chiave: bitcoin, banche, valute, norme
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