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I bitcoin visti dai pessimisti

17/01/2018

I bitcoin visti dai pessimisti

Nel bene e nel male si continua a parlare di bitcoin e criptovalute in generale. Nessuno può negare che, al di là della volatilità selvaggia cui ci hanno abituato e dell'innegabile bolla in corso, questo indubbiamente innovativo esperimento finanziario rappresenta qualcosa che merita rispetto e analisi attente. E soprattutto è giusto vedere se si tratta di un fenomeno passeggero o di qualcosa che resisterà allo scoppio della bolla in corso.

Spesso infatti sull'argomento si sentono pareri opposti, talmente polarizzati da avere poco a che fare con la realtà. A questo punto diventa interessante evidenziare i punti negativi e positivi di questi strumenti, partendo in questa prima parte dal primo gruppo.

Consumi elettrici. Cominciamo da quello che è forse l'aspetto più banale e che più ha colpito l'immaginario negli ultimi mesi, ovvero i costi energetici del processo di creazione e scambio delle cripto. Prendiamo, ad esempio, il caso dei bitcoin: scalpore hanno fatto vari report, peraltro contestati, secondo cui il network della regina delle cripto, se fosse una nazione, sarebbe già nei primi 60 consumatori al mondo di energia elettrica. Inoltre si stima che ai ritmi attuali di incremento (fra il 25% e il 30% al mese) i bitcoin arriverebbero a consumare tutta la produzione elettrica sul pianeta entro il 2022.

Alti costi di produzione. Senza entrare nei dettagli, la maniera in cui è organizzata l'infrastruttura blockchain della regina delle cripto è senz'altro dispendiosa, con la complessità dei problemi di risoluzione dei pacchetti crittati che diventa sempre più elevata, nonostante l'ascesa esponenziale della capacità delle macchine per il  mining. Alcuni analisti ritengono che attualmente, fra acquisto di una macchina della serie Antminer, da ammortizzare in non più di due anni, e le spese energetiche il costo di creazione di un singolo bitcoin sia sopra i 4 mila dollari.

Se questi costi dovessero aumentare in maniera lineare, il che presuppone peraltro che la complessità dei problemi continui a crescere (cosa da non dare per scontata), entro fine anno si potrebbe arrivare sopra 8 mila e per la fine del 2019 intorno a 19 mila dollari. In pratica creare una cripto di successo e con una base di transazioni significativa è un processo estremamente costoso.

Scarsa efficienza della blockchain. Questa questione si accompagna al fatto che la tanto celebrata blockchain finora si è rivelata un sistema piuttosto farraginoso di gestire lo scambio dei dati: attualmente il network dei bitcoin è in grado di gestire circa sette transazioni al secondo, mentre quello di Visa arriva a circa 60 mila. Ripple, un’alra delle più importanti criptovalute, dall'altra parte non pare, nella sua forma attuale, un concorrente serio per il circuito Swift. È vero che le stesse identiche cose si dicevano nel 1995 per quanto riguarda l'e-commerce, dall'altra parte però la strada da fare è tanta e probabilmente molte cose dovranno cambiare.

Non sorprende ad esempio che alcune delle cripto più innovative, come iota, si stiano allontanando da paradigmi tecnici blockchain per quanto riguarda la gestione delle micro-transazioni, una strada di cui si sta cominciando a discutere anche per i bitcoin.

Legislazione. Last, but not least vi è la questione legislativa: attualmente siamo in un limbo, ma nel futuro prossimo non è incredibile pensare che la longa manus dei governi restringerà gli spazi di libertà non poco, quanto meno per recuperare tasse. Anche in questo caso si possono trovare alcuni paralleli con l'internet pionieristica di metà anni novanta.

Eccessivo affollamento. Attualmente le criptovalute in circolazione sono circa 1.200, con diversissimi livelli di trasparenza e di liquidità. Sicuramente almeno il 90% (a essere molto benevoli) di queste divise è destinato a sparire.

Conclusione. Avere fatto queste considerazioni tutte in negativo non vuole dire che le cripto siano una delle tante truffe/manie della storia della finanza destinate a sparire fra perdite ingenti e recriminazioni. In un prossimo articolo tenteremo di individuare i molti punti di forza di questi strumenti.

A cura di: Boris Secciani
Parole chiave: bitcoin, criptovalute, blockchain, bolla
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