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Il sell-off non compromette i fondamentali

07/02/2018

Il sell-off non compromette i fondamentaliLa maggior parte delle società di gestione ritiene che la crescita e i buoni fondamentali macro-economici riusciranno ad assorbire le ondate di vendite che si abbatteranno periodicamente sui listini.

Secondo Steven Andrew, gestore del fondo M&G Income Allocation, negli Stati Uniti, i recenti movimenti azionari hanno finora riportato i livelli a quelli di dicembre. Accade spesso che, dopo guadagni molto repentini si possano osservare inversioni altrettanto rapide e questo spesso può succedere senza un chiaro elemento catalizzatore.

Da tempo il gestore sostiene che le dinamiche di crescita dei tassi potrebbero generare volatilità su altri asset e questa sembra essere la causa che ha determinato almeno in apparenza i movimenti recenti. Tuttavia, il contagio ad altri mercati lascia supporre che si tratti in una certa misura di un comportamento di “risk-off” più generico. Il fatto che le obbligazioni europee abbiano corso molto quando la preoccupazione apparente è l’aumento dei tassi globali, suggerisce una certa incoerenza nella narrativa prevalente.

Dal punto di vista dei fondamentali, sostiene Andrew, poco sembra essere cambiato. L’aumento dei salari dovrebbe in ultima analisi essere un fattore positivo per l’economia statunitense: esso può rappresentare un costo aggiuntivo per le aziende, ma in generale costituisce un segnale di miglioramento dell’economia. In assenza di una dinamica indicizzata (“spirale dei prezzi salariali”), ciò dovrebbe rappresentare un vantaggio netto sul lungo periodo.

Queste considerazioni e la natura repentina dei prezzi suggeriscono che alla base di questi movimenti ci potrebbero essere fattori non legati ai fondamentali; la propensione del team di M&G sarebbe quindi quella di aumentare l’esposizione all’equity.

Andrew Milligan, Head of Global Strategy di Aberdeen Standard Investments, ha commentato il sell-off sui mercati azionari sostenendo che è importante ricordare che era solo una questione di tempo prima che si verificasse questo tipo di correzione. I mercati finanziari sono stati per troppo tempo estremamente silenziosi e questo non poteva durare per sempre.

Ora stiamo assistendo a una presa di profitto trainata da valutazioni tirate e dai timori circa l’aumento dell’inflazione che sta prendendo piede negli Stati Uniti e altrove. Ora la domanda è dove e quando cesserà la correzione di mercato, e nessuno è in grado di dare una risposta definitiva.

Alcuni investitori sono ormai sovraesposti e subiranno le conseguenze di una vendita forzata, ma alla fine –secondo Milligan-  i fondamentali torneranno a prevalere.

Gli investitori dovrebbero essere rassicurati nei prossimi giorni e settimane dalla forza dei profitti societari, dai dividendi e dai riacquisti di azioni che gli elevati livelli di liquidità aziendale consentono. L’inflazione è probabilmente destinata a salire nei prossimi mesi, ma non ad aumentare rapidamente.
Se gli investitori riusciranno ad adattarsi a questo scenario, allora potrebbe essere possibile arginare il sell-off e innescare un rimbalzo. La cosa peggiore che si possa fare adesso conclude il gestore- è reagire impulsivamente.

Per Dorval Asset Management, la combinazione di indici altamente ipercomprati e l’accelerazione della correzione dei tassi ha provocato una correzione dei mercati azionari internazionali (S&P 500 -8%, Eurostoxx 50 -9% da fine gennaio).

La crescita dei salari negli Stati Uniti del +2,9% su base annua a gennaio è in linea con le aspettative della Fed, dopo un 2017 in cui è stata inferiore alle attese. Questa variazione, normale nell’attuale fase del ciclo, determina un forte aggiustamento delle aspettative inflazionistiche e del livello dei tassi d’interesse. La materializzazione di questa revisione provoca una temporanea volatilità dei mercati.

L’analisi di mercato di Dorval Asset Management è quella di una correzione dopo una fase di ipercomprato. I mercati avevano cambiato rotta nell’ambito di un'”asimmetria negativa”, che li ha resi più vulnerabili alle “cattive sorprese”.

Il team di investimenti non ritiene che i tassi e l’ inflazione siano un problema sostenibile, tanto più che le banche centrali continuano a volere questo supplemento di inflazione.

Secondo il team, la correzione del mercato obbligazionario statunitense è già a buon punto. In un contesto di crescita globale vigorosa e visibile, l’attuale consolidamento delle borse mondiali sta ripristinando il potenziale a medio termine delle azioni.

A cura di: Rocki Gialanella
Parole chiave: borse, azioni, vendite, fondamentali
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