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La scalata dei dividendi

20/11/2018

Secondo l’indice Janus Henderson Global Dividend, la forza costante dell’economia mondiale alimenta la redditività delle imprese in tutto il mondo. Le stime di crescita complessiva restano invariate all’8,5%, per cui i dividendi totali previsti nel 2018 salgono a 1.359 miliardi di dollari. In termini sottostanti, ciò significa che la crescita nell’anno sarà dell’8,1%, in aumento rispetto alle stime del 7,4%.

Le distribuzioni sono salite del 5,1%, segnando un record per il 3° trimestre dell’anno a 354,2 miliardi di dollari. Stati Uniti, Canada, Taiwan e India hanno registrato distribuzioni ai livelli massimi nel trimestre, mentre i dividendi in Cina hanno ricominciato a crescere dopo tre anni in calo.

Dati di sintesi
• I dividendi globali sono saliti del 5,1%, attestandosi a 354,2 miliardi di dollari: un record per il terzo trimestre dell’anno
• La crescita sottostante è stata del 9,2%, a conferma del buon risultato del 2° trimestre
• Canada, Taiwan, India e Stati Uniti hanno realizzato distribuzioni record, mentre l’Australia è rimasta indietro
• I dividendi in Cina sono saliti per la prima volta in quattro anni
• I dividendi previsti per il 2018 sono di 1.359 miliardi di dollari; la crescita sottostante è stata rivista al rialzo all’8,1%

Il rafforzamento del dollaro Usa e il calo dei dividendi straordinari hanno contenuto la crescita complessiva rispetto all’anno precedente. Su base sottostante (l’indicatore preferito da Janus Henderson per la crescita dei dividendi core) le distribuzioni sono cresciute del 9,2%, a conferma dell’ottimo risultato registrato nel 2° trimestre. Ogni regione ha riportato un aumento consistente dei dividendi sottostanti. L’indice Janus Henderson Global Dividend ha chiuso il trimestre su una cifra record di 184,4; questo significa che i dividendi globali sono saliti di oltre l’80% dal lancio nel 2009.

Le distribuzioni in termini complessivi negli Stati Uniti sono salite del 9,1% attestandosi su una cifra record di 120 miliardi di dollari. Quasi metà dell’incremento è attribuibile al dividendo straordinario di 5,3 miliardi di dollari versato da Dr Pepper Snapple quando l’azienda è stata acquisita da Keurig. La crescita sottostante negli Stati Uniti è stata del 7,3%, in linea con il rapido aumento nel 1° e nel 2° trimestre. Solo una società su 70 ha tagliato il dividendo. Hong Kong e Taiwan hanno realizzato una crescita sottostante rispettivamente del 5,9% e del 6,2%, mentre la Cina ha riportato un risultato ancora più brillante.

Durante la stagione più importante per i dividendi cinesi, le distribuzioni sono aumentate del 14,6% su base sottostante, un bel risultato dopo tre anni in calo. Metà dell’incremento complessivo nel paese dipende dall’aumento delle distribuzioni da parte delle banche. Le compagnie di assicurazione, nonostante siano un piccolo settore, rappresentano circa un terzo dell’aumento complessivo. Anche le società del settore energia hanno realizzato una crescita dei dividendi robusta.

Tra i paesi sviluppati, il fanalino di coda è l’Australia, dove i dividendi sono saliti su base sottostante dell’1,3% soltanto. Le principali banche, che distribuiscono quasi il 50% dei dividendi del paese ogni anno, non hanno registrato alcun aumento. Gli utili bancari, infatti, sono sotto pressione. Inoltre, questi istituti distribuiscono già un’ampia fetta dei profitti, per cui non c’è molto spazio per un aumento dei dividendi.

Pochissime aziende europee versano i dividendi nel 3° trimestre, ma quelle che l’hanno fatto sono cresciute molto, in linea con le performance incoraggianti del secondo trimestre che rappresenta una stagione importante per le distribuzioni. Nel Regno Unito, le distribuzioni sono salite addirittura dell’11,1%, rettificate per il calo dei dividendi straordinari, l’indebolimento della sterlina e gli effetti di calendario.

A cura di: Rocki Gialanella

Parole chiave:

dividendi trimestre indice
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