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Arte e investimenti: il Novecento diventa ‘stabilizzatore’ di portafoglio
Artisti come Degas e Magritte, insieme ai protagonisti dell’arte moderna, attirano la domanda grazie a riconoscibilità, qualità e presenza nelle principali collezioni. L’arte, più che semplice rifugio, viene considerata uno strumento per diversificare il portafoglio e ridurne la volatilità.
Il mercato dell’arte sembra attraversare una nuova fase di espansione. Le recenti aste di New York mostrano una crescente concentrazione della domanda sulle opere degli artisti più affermati del XX secolo, mentre il segmento degli artisti più giovani segna una contrazione dopo la corsa degli anni scorsi. In una sola settimana, Sotheby’s e Christie’s hanno realizzato vendite per oltre 2,3 miliardi di dollari. Un risultato che rappresenta un forte recupero rispetto all’anno precedente: +77% per Sotheby’s e +109% per Christie’s. A crescere, però, non è stato tanto il numero delle opere vendute, rimasto sostanzialmente stabile, quanto il loro valore medio: per transazione ha toccato 1,4 milioni di dollari da Sotheby’s e 2,5 milioni da Christie’s.
Meno rischio, più attenzione alla storia
Il mercato dell’arte – secondo Matis (piattaforma che opera negli investimenti e nella valorizzazione in opere d’arte) - appare quindi sempre più diviso in due. Da una parte gli artisti emergenti, penalizzati dalla fine delle spinte speculative degli ultimi anni. Dall’altra gli artisti storicizzati, cioè quelli già riconosciuti dalla storia dell’arte e dalle istituzioni culturali, verso i quali si concentra una quota crescente di capitali. Il cambiamento riflette anche il nuovo contesto economico internazionale. Con il costo del denaro più elevato e una maggiore attenzione al rischio, gli investitori sembrano privilegiare opere con un valore storico consolidato. In alcuni casi, gli acquirenti sono disposti a superare anche le stime massime delle case d’asta.
A Sotheby’s questa dinamica ha riguardato il 41% dei lotti. In cambio, però, il mercato chiede opere di qualità riconosciuta e con una storia consolidata. A sostenere la domanda contribuisce anche il trasferimento di ricchezza tra generazioni e aree geografiche. Anche gli investitori più giovani mostrano interesse per i grandi maestri del Novecento. Nello stesso tempo, nuovi musei e distretti culturali in Medio Oriente e Asia alimentano la richiesta di opere iconiche per le proprie collezioni.
Impressionismo e Novecento al centro dell’attenzione
In questo scenario, secondo l’analisi, l’arte impressionista e i grandi maestri del Novecento rappresentano una delle aree più interessanti del mercato. Le ultime aste hanno evidenziato un interesse crescente per opere con un’età compresa tra i 70 e oltre i 120 anni, un periodo che va dall’Impressionismo all’arte del dopoguerra. Artisti come Edgar Degas e René Magritte rappresentano, secondo Matis, esempi di opere capaci di unire riconoscibilità, qualità e profondità del mercato. Le loro opere fanno parte da tempo della storia dell’arte e sono presenti nelle principali collezioni e istituzioni museali. Questi artisti possono inoltre rappresentare un punto di collegamento tra collezionisti di arte classica, moderna e contemporanea.
L’arte come diversificazione
Per gli investitori, l’inserimento dell’arte in un portafoglio diversificato può avere l’obiettivo di ridurre la volatilità complessiva. Le opere d’arte, infatti, seguono dinamiche diverse rispetto ai mercati finanziari tradizionali. Tensioni geopolitiche, oscillazioni valutarie e crisi commerciali possono avere effetti differenti sul mercato dell’arte, che opera su scala globale e può contare su diversi bacini internazionali di domanda. I record da centinaia di milioni di dollari attirano l’attenzione dei media, ma la fascia considerata più interessante per una strategia di investimento si colloca, secondo l’analisi di Matis, tra 1 e 5 milioni di dollari. È in questo segmento che si concentra una vasta platea di collezionisti e acquirenti, con una maggiore profondità del mercato. L’arte, quindi, sembra essere considerata sempre meno soltanto come un bene rifugio e sempre più come uno strumento di diversificazione di lungo periodo.
La strategia di Matis
La strategia di investimento di Matis si concentra sulla rotazione di opere esclusivamente di artisti storicizzati. Secondo i dati della società, dal 2023 sono state co-finanziate 90 opere tramite le sue offerte di investimento e più di 30 sono state cedute successivamente. La durata media degli investimenti è stata di circa 10 mesi, con un rendimento netto medio superiore al 15% per gli investitori, secondo i dati aggiornati al 19 maggio 2026. I risultati delle recenti aste, secondo Matis, confermano l'interesse crescente di investitori privati e istituzionali verso le opere degli artisti più affermati.
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