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Assoreti: primo trimestre record per la raccolta

Le famiglie italiane si affidano sempre di più alla consulenza finanziaria per gestire i propri risparmi: nel primo trimestre il patrimonio in capo ai consulenti abilitati alla raccolta fuori sede ha toccato un nuovo massimo storico.

25/05/2021

Le reti dei consulenti finanziari abilitati alla raccolta fuori sede continuano a macinare record, a testimonianza che tra gli investitori italiani sta crescendo la consapevolezza che affidarsi a un professionista nella gestione del capitale rende meglio del ‘fai da te’. L’attività realizzata dagli associati ad Assoreti nel corso dei primi tre mesi di quest’anno si è infatti concretizza in un nuovo massimo storico del patrimonio: a tutto marzo, infatti, la valorizzazione dei prodotti finanziari e dei servizi di investimento risulta pari a 693,6 miliardi di euro, in aumento del 3,9% rispetto al trimestre precedente e del 21,5% su base annuale.

Il patrimonio complessivo cresce del 25% in un anno

Nel dettaglio, secondo quanto riporta la nota dell’Associazione, l’insieme composto da strumenti finanziari, gestioni patrimoniali e prodotti assicurativi/previdenziali rappresenta l’84% del patrimonio per volume di 582,8 miliardi, in rialzo del 4,3% trimestrale e del 25,3% tendenziale. Di questo ammontare, 490,4 miliardi sono investiti in prodotti del risparmio gestito (il 70,7% del portafoglio) e 92,4 miliardi in strumenti finanziari amministrati (13,3%). Più contenuta il trend di crescita segnato dalla liquidità in portafoglio, pari a 110,8 miliardi (+2,1% su dicembre e +5,1% annuo) e con un’incidenza che scende al 16%.

Italiani sempre più fiduciosi della consulenza

Soddisfatto dell’andamento della raccolta il presidente di Assoreti, Paolo Molesini, secondo cui la performance record del patrimonio rispecchia sia la razionalità e la lungimiranza delle scelte di investimento suggerite dai consulenti ai clienti, sia la capacità delle associate di gestire tutte le variabili di un periodo complicato. Da ricordare, a tal proposito, il ‘gelo’ che ha contraddistinto i risparmiatori durante il picco dell’emergenza sanitaria e il pronto recupero della loro fiducia nel prosieguo. Gli italiani per altro, secondo Malesini, sono più consapevoli dell’importanza di una consulenza ben strutturata e di qualità.

Le gestioni collettive trascinano il risparmio gestito

Per quanto riguarda il risparmio gestito, nel primo trimestre la relativa componente di portafoglio aumenta del 24,6% rispetto all’anno precedente e del 4,3% rispetto all’ultimo quarto 2020. Il volume degli OICR sottoscritti direttamente è pari a 227,1 miliardi, +28,5% annuo e un’incidenza sul portafoglio del 32,7%. La crescita è trainata dalle gestioni collettive aperte domiciliate all’estero, con 201,3 miliardi (+30,3% annuo). Le gestioni individuali salgono del 25,9% annuo a 73,3 miliardi (al 10,6% del portafoglio): la spinta arriva sia dalle GPF (+39,3% a 35,2 miliardi) sia dalle GPM (+15,6% a 38,1 miliardi di euro).

Sempre vivace l’interesse per il comparto previdenziale

L’attenzione dei risparmiatori continua a rimanere sul comparto assicurativo/previdenziale, che a fine marzo mostra un valore di 190 miliardi di euro: +19,8% annuo, pari a un’incidenza del 27,4% del portafoglio. Le unit linked raggiungono 98,6 miliardi (+25%), i prodotti multi-ramo 30,8 miliardi (+26,6%), le polizze vita tradizionali 44,3 miliardi (+4,3%), e la componente prettamente previdenziale 16,3 miliardi (+25,8%). Il contributo complessivo delle reti al patrimonio investito in OICR aperti, attraverso la distribuzione diretta e indiretta di quote, è di 403 miliardi: pari al 34,7% (33,9% a dicembre) sul patrimonio totale investito in fondi (patrimonio gestito 1.160,8 miliardi – dato provvisorio).

Accelera la componente in titoli a scapito dei bond

Nel segmento del risparmio amministrato, secondo i dati forniti da Assoreti, la componente in titoli aumenta del 29,1% tendenziale. In questo contesto spiccano gli aumenti registrati dai titoli azionari (+57,6% su base tendenziale), dei certificate (+58,1%) e degli exchange traded product (+55%). Nello stesso periodo il controvalore espresso dai titoli obbligazionari si è ridotto del 3,1% rispetto a un anno fa.

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave:

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