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Inflazione: salari giù e prezzi su, a rischio il potere d’acquisto
La fiducia delle famiglie e delle imprese italiane è in calo, influenzata dal rincaro dell’energia e dalle incertezze geopolitiche, con rischi per la crescita economica e l’attenzione della Bce sui tassi. I costi di energia e trasporti continuano a pesare e potrebbero mantenere alta l’inflazione.
Negli ultimi anni il potere d’acquisto delle famiglie italiane si è progressivamente indebolito. Secondo i dati diffusi dall’Istat, e citati in un’analisi da Federconsumatori, tra il 2021 e il 2025 le retribuzioni contrattuali sono scese del 7,8%, mentre i prezzi dei beni di consumo sono aumentati del 24%. Un divario che pesa sempre di più sui bilanci delle famiglie, soprattutto in un contesto segnato da una grave crisi energetica e dalle crescenti tensioni internazionali. L’aumento dei costi, comunque, non riguarda solo il settore dell’energia, ma si riflette anche sui prodotti di largo consumo e sui servizi, spesso senza riduzioni significative nemmeno quando le materie prime tornano a scendere.
Cambiano i consumi: più rinunce e ricerca del risparmio
L’effetto più evidente è il cambiamento nelle abitudini di spesa. Sempre più famiglie, infatti, sono costrette a ridurre i consumi, anche in ambiti essenziali come è l’alimentazione. In particolare, secondo Federconsumatori, si registra un calo significativo negli acquisti di carne e di pesce (-16,9%), mentre oltre la metà degli italiani (52,5%) cerca offerte o prodotti scontati: con una vera caccia alle offerte o ai prodotti prossimi alla scadenza. Cresce del 12,2% anche il ricorso ai discount, segno di una maggiore attenzione al prezzo. Allo stesso tempo, i rincari continuano: nel 2026 i prezzi di un paniere essenziale sono aumentati in media del 5%, con un impatto annuo di oltre 300 euro per famiglia.
Fiducia in calo e rischi per l’economia
Il peggioramento delle condizioni economiche si riflette anche sulla fiducia. Così, durante lo scorso mese, l’indice di fiducia dei consumatori è sceso ai livelli più bassi degli ultimi tre anni, ed è calato anche quello delle imprese. Secondo l’Istat, il pessimismo riguarda soprattutto la situazione economica generale. Una tendenza che rispecchia l’incertezza legata al caro energia e alle tensioni geopolitiche. Contestualmente la Bce mantiene un approccio prudente sui tassi perché, come osserva Fabio Femiani, responsabile per l’Italia di Idealista/mutui, un eventuale aumento dei tassi potrebbe aggravare ulteriormente la situazione, mentre l’inflazione rischia di restare elevata ancora a lungo.
Energia e inflazione: una pressione destinata a durare
Secondo Banca d’Italia, la situazione finanziaria di famiglie e imprese resta stabile, grazie a un basso livello di indebitamento. Tuttavia, i rischi non mancano. L’aumento dei prezzi dell’energia e dei trasporti, insieme a condizioni finanziarie meno favorevoli, potrebbe infatti continuare a comprimere il potere d’acquisto e influenzare negativamente la fiducia. In tale contesto anche shock piccoli – come nuovi rincari energetici – possono avere effetti rilevanti sull’economia reale. Nel frattempo, le famiglie sono già costrette a fare i conti e rivedono i programmi del tempo libero. In occasione del ponte del 1.mo maggio, solo il 12,4% di italiani ha programmato una partenza, in calo del 3,8% sull’anno scorso.
Come aiutare il potere d’acquisto
A pesare nelle loro scelte sono, in particolare, i rincari subiti dai trasporti: voli e treni risultano più costosi, spingendo molte famiglie a cercare soluzioni più economiche. Tra queste, soggiorni da amici e parenti, attività all’aria aperta e mete vicine. La maggior parte resta infatti nel Paese, scegliendo destinazioni accessibili e puntando su esperienze a basso costo. Di fronte a questo scenario, Federconsumatori chiede misure per sostenere il potere d’acquisto. Tra le principali proposte: la proroga del taglio delle accise sui carburanti, una riduzione dell’Iva sui beni essenziali e un rafforzamento del bonus energia. Chiede anche misure contro le speculazioni e una riforma fiscale più equa.