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Mercati emergenti, la prossima frontiera digitale

Gibuti, Indonesia, Malesia e anche India e Australia sono indicate dagli esperti come le prossime frontiere digitali che, grazie alla prospettata costruzione di nuovi mega hub, presentano interessanti opportunità di investimento.

07/09/2021
I mercati emergenti, secondo Schroders, saranno la prossima frontiera digitale

Le infrastrutture digitali presentano interessanti opportunità di investimento ma, dopo avere constatato che nel mondo la pandemia ha accelerato l’adozione di trend come l’e-commerce, i video on demand o l’entertainment online, gli esperti cercano di capire dove i mercati potranno offrire i migliori margini nel prossimo futuro. Per individuare la prossima frontiera digitale è utile esaminare diversi fattori: le attese sulla crescita del Pil di un’area e la produzione di servizi digitali sottostanti sono, in particolare, un forte indicatore di un possibile successo. Il Pil stesso, afferma Ben Forster, equity analyst, global real estate di Schroders, è guidato da fattori come l’aumento della popolazione, il profilo in termini di età e i livelli di produttività.

Le potenzialità della Repubblica di Gibuti

Per convertire ciò in Pil digitale sono necessari investimenti, ad esempio in infrastrutture digitali moderne connesse ai futuri partner commerciali. È il caso di un'infrastruttura che spedisce terabit di dati alla velocità della luce lungo i cavi sottomarini, là dove questi cavi toccano terra Forster individua opportunità. Un esempio concreto è il data center di Mombasa, gestito dall’azienda africana di tecnologie infrastrutturali iColo, che connette l’Africa all’Europa attraverso 15mila km di cavi sottomarini, che terminano nel campus di Marsiglia del fornitore europeo di data center Interxion (entrambe le aziende sono legate a Digital Realty). I cavi si fermano a Djibouti City, dove le superpotenze sono in lotta per guadagnare influenza strategica. Da rilevare che la Repubblica di Gibuti (vicina allo strategico Canale di Suez) ha l’ambizione di diventare la ‘Singapore africana’, anche se circondata da Paesi relativamente instabili.

Singapore ‘saturo’, Indonesia e Malesia pronte ad approfittarne

Un altro mega-hub della connettività, Singapore, è così saturo di infrastrutture digitali che il Governo ha adottato una moratoria sullo sviluppo di nuovi data center a causa del consumo di energia di questo settore. Una mossa di cui potrebbero approfittare Indonesia e Malesia che beneficiano di una significativa crescita della popolazione, di un’accelerazione della penetrazione di internet e della connessione con nuovi cavi sottomarini. Senza contare che nel 2019 la popolazione dell’Indonesia era circa 50 volte quella di Singapore, ma ospitava appena un ottavo della capacità di data center. La capitale Jakarta sembra in una buona posizione per trarre vantaggio da questa situazione, con aziende locali già attive nel raccogliere finanziamenti per lo sviluppo. Analogamente, Pechino ‘guarda’ alla Malesia. Il gestore cinese di data center GDS ha annunciato lo sviluppo di un grande campus a Johor Bahru, in Malesia, ad appena 25km a Nord di Singapore.

India e Australia della partita dei mega-hub

Della partita, secondo l’analisi di Forster, c’è anche l’India che vanta un grande potenziale grazie a una forza lavoro numerosa, giovane e molto portata all’IT. Meno della metà degli 1,4 miliardi di indiani è attualmente connessa a internet, ma di per sé si tratta di più del doppio dell’intera popolazione degli Stati Uniti. Chennai, sulla costa orientale del Subcontinente, secondo l’esperto di Schroders, può diventare un hub della connettività da tenere d’occhio, come già Mumbai. Nei mercati sviluppati, Perth nell’Australia occidentale sta diventando un importante hub della connettività grazie ai nuovi collegamenti sottomarini con Singapore, Sydney, Jakarta e l’Oman. I giganti high tech Usa già operano, in consorzio, su questi fronti.

Le big-tech già investono nel settore

Esplorando il settore dei cavi sottomarini, secondo l’analisi, si vede come i capitali di queste aziende tech d’Oltreoceano siano alla base degli sviluppi più importanti. Ad esempio, a Djibouti l’installazione di ulteriori cavi, compresi quelli di 2Africa, è finanziata da un consorzio che comprende Facebook, Vodafone e China Mobile. Queste aziende cercano di assicurarsi le vie di spedizione digitale necessarie per spostare rapidamente i dati in direzione degli streamer video, delle imprese multinazionali e dei produttori di giochi online a livello globale. Arrivando sulle spiagge, questi cavi avranno bisogno di data center, torri cellulari e fibra terrestre per raggiungere i clienti finali.

A cura di: Fernando Mancini

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