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Ocse: crescita italiana debole, ma è tutto il mondo che rallenta

Il Pil italiano cresce poco, dello o,5 per cento, penalizzato dalla dipendenza energetica e dalla frenata di consumi ed export. Il PNRR aiuta ma non basta a compensare la debolezza. L’Ocse invita a sostegni mirati contro il caro energia, riforme strutturali e accelerazione delle rinnovabili.

11/06/2026
bandiera italiana su monete
Report dell'Ocse sull'economia italiana e quella mondiale

L’economia dell’Italia sta sperimentando una crescita modesta in un contesto globale sempre più fragile, influenzato dal conflitto in Medio Oriente e dall’aumento dei prezzi dell’energia. È proprio il settore energetico, assieme agli effetti della guerra, che sta soprattutto ridisegnando le prospettive economiche globali. Le nuove stime presentate dall’Ocse mostrano due possibili scenari: uno con interruzioni temporanee degli shock energetici e uno più grave, con un impatto prolungato fino al 2027. La differenza tra i due casi riguarda soprattutto la durata delle tensioni e la loro ripercussione sulla crescita e, in particolare, sull’inflazione.

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La zavorra del quadro geopolitico e del caro-energia

A livello internazionale, la crescita mondiale comunque rallenta ma non si ferma. L’economia globale, infatti, continua a essere sostenuta da alcuni fattori strutturali: dagli investimenti legati all’intelligenza artificiale alla ripresa del commercio mondiale, alle condizioni finanziarie percepite ancora favorevoli. Tuttavia, precisa il report, le tensioni geopolitiche e il caro energia rischiano di frenare lo slancio. Nel caso di uno scenario di interruzione temporanea, le economie avanzate registrerebbero una crescita più lenta seguita da una ripresa graduale. Negli Stati Uniti il Pil scenderebbe al 2% nel 2026 e all’1,8% nel 2027.

Effetti più pesanti con un’interruzione prolungata

In Canada si passerebbe all’1,2% prima di risalire all’1,7% e il Messico mostrerebbe un miglioramento fino all’1,9% entro il 2027. Nel Regno Unito la crescita aumenterebbe lievemente, dallo 0,9% all’1,1%. Anche la Cina rallenterebbe in modo graduale, restando comunque su tassi elevati rispetto ad altre economie, con una crescita del 4,5% nel 2026 e del 4,3% nel 2027. Se le interruzioni dovessero invece durare a lungo, gli effetti sarebbero più pesanti: energia più cara, difficoltà nelle supply chain e condizioni finanziarie più rigide ridurrebbero la crescita globale e l’inflazione aumenterebbe. In questo caso, l’aumento dei prezzi potrebbe arrivare fino a +0,4 pp nel 2026 e +1,3 nel 2027, creando forti difficoltà per le Banche centrali e i Governi.

I fondi PNRR compensano la frenata del nostro Paese

L’Italia risente in modo particolare di questo scenario perché, secondo l’Ocse, dipende fortemente dalle importazioni di energia fossile ed è un grande Paese esportatore. Le previsioni anticipano una crescita del nostro Pil dello 0,5% per quest’anno, frenata dall’aumento dei costi energetici che colpiscono consumi, export e investimenti. L’effetto positivo dei fondi del PNRR riesce solo in parte a compensare questa debolezza, mentre l’inflazione, spinta dai rincari energetici, riduce ulteriormente il potere d’acquisto delle famiglie. Per il 2027 si attende un miglioramento seppur lieve, con una crescita allo 0,6%, favorita da un possibile calo dei prezzi dell’energia e da una minore incertezza internazionale.

Sfruttare al meglio la transizione energetica

Tuttavia, precisa il report, il contesto generale resta fragile e dipendente dagli sviluppi geopolitici. A livello di politiche economiche, emerge la necessità di mantenere misure di sostegno contro il caro energia, ma in modo temporaneo e mirato alle famiglie e alle imprese più vulnerabili. Allo stesso tempo, l’Ocse sottolinea l’importanza di proseguire il consolidamento fiscale e le riforme strutturali per aumentare produttività e occupazione, ridurre il debito pubblico e rafforzare la resilienza del Paese. Un ruolo chiave è affidato anche alla transizione energetica: qui consiglia di accelerare gli investimenti nelle energie rinnovabili e di semplificare le procedure autorizzative che può ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e attenuare l’esposizione dell’Italia agli shock esterni, al fine di migliora la stabilità dei prezzi nel lungo periodo nel nostro Paese.

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave:

ocse crescita pnrr
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