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Produzione: già superati i livelli pre pandemia

La performance del settore industriale dell’Italia è la migliore dell’Ue, con il fatturato che nei primi cinque mesi ha già superato del 5,3 per cento quanto registrato nel corrispondente periodo del 2019, prima quindi della pandemia. A tirare la volata le province di Milano, Monza Brianza e Lodi.

19/08/2021
La produzione industriale italiana nella prima parte del 2021 ha già superato i livelli pre-Covid

L’economia italiana pigia sull’acceleratore: il contributo del settore manifatturiero e di quello industriale hanno già superato i livelli registrati prima della pandemia. La nostra industria manifatturiera, secondo l’analisi di Prometeia, è riuscita a intercettare le opportunità offerte dalla ripresa economica sia interna e sia internazionale, dove le economie mature hanno recuperato il testimone da quelle emergenti, accelerando nel percorso di ripresa, in termini di fatturato, già intrapreso nella seconda metà dello scorso anno. Nei primi cinque mesi del 2021, la crescita del giro d’affari è stata del 31% tendenziale, a valori correnti (risentendo del confronto con i punti di minimo toccati in marzo e aprile dello scorso anno, durante il lockdown) e del 5,3% rispetto ai livelli pre-Covid del gennaio-maggio 2019.

Prometeia, ripresa più rapida degli altri Paesi Ue

La dinamica ha ricevuto un sostegno parziale anche dal fronte dei prezzi, +1,9% sempre nei primi cinque mesi dell’anno in corso, che riflettono i rincari diffusi sui mercati delle materie prime, particolarmente intensi per alcuni settori. Anche l’indice della produzione industriale, secondo Prometeia, ha colmato buona parte delle perdite accusate durante la fase più acuta della crisi sanitaria del 2020, mettendo in mostra un progresso del 24% di crescita tendenziale nel periodo gennaio-maggio e accorciando il ritardo a -2,6% rispetto ai livelli produttivi del 2019. La performance del settore industriale dell’Italia, per altro, appare nettamente migliore di quella registrata finora dai nostri diretti partner europei: dalla Germania (-8% rispetto al gennaio-maggio 2019) alla Francia (-7,4%), alla Spagna (-5,1%).

La locomotiva delle province di Milano-Monza-Brianza-Lodi

In questo contesto spicca il ruolo della regione più industriale del Paese, la Lombardia, e in particolare delle province che da sempre fanno da locomotiva ad alcuni settore portanti della nostra economia, Milano-Monza-Brianza-Lodi. In queste tre province, secondo i dati della Camera di commercio locale, la produzione industriale nel secondo trimestre di quest’anno ha superato i livelli pre-crisi. Tutti gli indici sono in positivo - produzione, fatturato e ordini – il che lascia intuire il proseguimento della fase di espansione sul lungo termine. Nel secondo trimestre è stato recuperato in larga misura il gap emerso durante l’emergenza pandemica nel primo e in parte nel secondo trimestre 2020. Rispetto al 2019, infatti, a Milano la produzione è cresciuta del 7,7% per produzione e il fatturato del 12,8%, a Monza Brianza +6,2% e +13,3% e a Lodi +8,3% e +9,5% rispettivamente.

La spinta dalla domanda sia interna sia dall’esport

In un anno la crescita tendenziale dell’industria è stata a Milano del 30,2% per la produzione e del 37,5% per il giro d’affari, a Monza Brianza del 28,9% e del 40,1% e a Lodi del 14% e del 25,6% rispettivamente. Da sottolineare il contributo positivo arrivato sia dalla domanda interna, sia dalle esportazioni. Per quanto riguarda la manifattura milanese, la crescita del suo fatturato (+37,5% annuo) è stata trainata dalla componente interna (+40,2%) e da quella estera (+32,5%). Per Monza e Brianza bene le commesse acquisite dai mercati, trainate più da quelle dall’estero (+20,6% in un trimestre destagionalizzato), rispetto a quelle interne (+2,6%). Il giro d’affari registrato nel secondo trimestre dll’industria della provincia di Lodi (+25,6%) è stato generato più dalla componente interna (+27,9%) di quella estera (+21,5%).

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave:

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