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Risparmio: a dicembre nuovo record del patrimonio

Nel mese di dicembre il patrimonio affidato dagli investitori ai consulenti finanziari associati in Assoreti ha aggiornato il massimo storico a 786,4 miliardi di euro, in rialzo del 17,8 per cento rispetto all’anno precedente. Nel portafoglio scende l’incidenza della liquidità e degli OICR.

02/03/2022
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Rapporto di Assoreti relativo al 2021

La rete dei consulenti finanziari abilitati alla raccolta fuori sede, durante lo scorso anno, ha continuato a macinare record su record. L’elevata professionalità degli operatori è stata infatti premiata dal significativo aumento della fiducia dei risparmiatori e, dato più oggettivo, dai nuovi massimi registrati dai flussi. È quanto emerge dalla nota diffusa dall’associazione di categoria, Assoreti, dove si sottolinea come il 2021 si sia chiuso con un nuovo primato: il patrimonio dei risparmiatori seguiti dagli associati a dicembre si è attestato a 786,4 miliardi, in rialzo del 17,8% rispetto alla fine 2020 (+14,1% al netto delle variazioni campionarie intervenute nel corso dell’anno).

Aumentano gli investimenti

Le famiglie dopo il riserbo che le ha contraddistinte nell’anno in cui è esploso il Covid-19, hanno superato al meglio le incertezze iniziali legate alle loro capacità di reddito, grazie al brillante andamento dell’economia e al successo ottenuto dalla campagna di vaccinazione (nel tenere a bada il virus). Insomma, gli italiani sono tornati a programmare il futuro, con piani che per molti versi riflettono l’esperienza che hanno maturato con la pandemia. Infatti, i flussi diretti su strumenti finanziari, gestioni patrimoniali e asset assicurativi/previdenziali hanno raggiunto i 663,6 miliardi di euro rappresentando, nell’insieme, l’84,4% del patrimonio (+0,7 punti percentuali rispetto al 2020).

La liquidità incide meno

Di questo ammontare, secondo la nota di Assoreti, 554 miliardi sono stati investiti in prodotti del risparmio gestito (pari al 70,5% del portafoglio) e 109,6 miliardi in strumenti finanziari amministrati. La componente strettamente finanziaria (OICR, gestioni individuali e titoli amministrati) è nel frattempo aumentata del 19,5% annuo (+15,1% al netto delle variazioni campionarie). Le performance dei mercati finanziari e la raccolta netta hanno contribuito alla crescita patrimoniale rispettivamente per 7,9 punti e 7,2 punti percentuali. La liquidità si è attestata a 122,8 miliardi di euro, con un’incidenza in portafoglio - scesa di 0,7 punti al 15,6% - tornata sui livelli pre-pandemia.

Il peso degli OICR scende al 32,3% del portafoglio

Questi risultati, ha detto Paolo Molesini, presidente di Assoreti, confermano l’impegno delle reti nel soddisfare i risparmiatori. Grazie alla solidità del sistema, ha sottolineato, si può guardare al 2022 con rinnovato ottimismo. Tornando ai dati, nel risparmio gestito la valorizzazione degli OICR, sottoscritti direttamente, è a 254,1 miliardi, con un’incidenza sul portafoglio del 32,3% (-0,3 punti). Le gestioni collettive aperte estere hanno raggiunto 224,4 miliardi (28,5% del patrimonio, -0,2 punti), i fondi aperti italiani 25 miliardi (3,1%, -0,3 punti) e i fondi chiusi mobiliari, balzati del 62,7% a 4,3 miliardi, hanno aumentato l’incidenza a poco più del mezzo punto percentuale (+0,2 punti).

La corsa delle unit linked e dei prodotti multiramo

Il patrimonio delle gestioni individuali si è attestato a 85,7 miliardi, pari al 10,9% del portafoglio (+0,4 punti): l’aumento dell’incidenza è riconducibile alle GPF il cui peso (con 41,6 miliardi) è salito al 5,3%, mentre le GPM (44,1 miliardi) sono rimaste stabili. Il valore del comparto assicurativo/previdenziale si è attestato a 214,2 miliardi, con un’incidenza scesa di 0,2 punti al 27,2%. Le unit linked hanno toccato 110,2 miliardi e i prodotti multiramo 38,8 miliardi, con un peso generale aumentato di 0,5 punti al 18,9%. A dicembre, il contributo complessivo delle reti al patrimonio investito in OICR aperti, risultava di 456 miliardi di euro, con un’incidenza del 36,1% sul patrimonio totale investito in fondi (patrimonio gestito pari a 1.263,3 miliardi di euro – dato provvisorio). A fine 2020 l’incidenza era del 33,9%.

Risparmio amministrato: l’azionario sempre sugli scudi

Per quanto riguarda il risparmio amministrato, la componente in titoli è salita a 109,6 miliardi, aumentando l’incidenza nel patrimonio totale di 0,6 punti rispetto all’anno precedente al 13,9%. Sempre nel 2021 ha trovato conferma la netta prevalenza della componente azionaria, con 50,9 miliardi, seguita da titoli di debito pubblici (17,6 miliardi) e da bond corporate (16,6 miliardi). Nel frattempo, nei portafogli dei risparmiatori italiani è cresciuto il peso specifico degli exchange traded product, che hanno toccato complessivamente 8,9 miliardi di euro.

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave:

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