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Giorni cruciali per il Portogallo

14/10/2016

Il prossimo 21 ottobre l’agenzia di rating Dbrs annuncerà il risultato della sua revisione del livello di affidabilità creditizia del paese, che da aprile si mantiene a BBBL con outlook stabile.

Dbrs è l’unica tra le grandi agenzie di rating a valutare ancora oggi ‘investment grade’ il debito portoghese. Fitch, Moodys’ e Standard and Poor’s hanno già portato i loro giudizi sotto tale livello. Se anche Dbrs optasse per un giudizio non investment grade, i titoli di stato lusitani non avranno nessun tipo di supporto per continuare a essere acquistati dalla Bce. I sovereign bond emessi da Lisbona potrebbero non trovare più posto nel quantitative easing di Draghi. Questo è lo scenario più probabile se si segue l’impostazione più ortodossa del piano seguito dai responsabili della politica monetaria dell’eurozona.

La possibilità che Dbrs decida di portare il rating lusitano in territorio junk trova spazio nelle quotazioni dei titoli di stato. Il rendimento annuo offerto dal decennale si è impennato la settimana scorsa fino al 3,579%.

L’altro grande problema derivante da un eventuale declassamento consiste nell’impossibilità per le banche portoghesi di presentare i sovereign bond locali come collaterale per ottenere liquidità illimitata dalla Bce.

Prima del 21 ottobre, l’appuntamento più vicino per Lisbona è fissato per questo week end, quando le autorità dovranno presentare alla Commissione Europea il piano di gestione dei conti pubblici per il 2017. Bruxelles ha aperto un procedimento contro il Portogallo per non aver rispettato l’accordo sulla riduzione del deficit nel 2016. Stando agli accordi conclusi con le autorità europee, Lisbona avrebbe dovuto ridurre il deficit pubblico al 2,5% del Pil nel corso di quest’anno. Per centrare tale obiettivo, il Governo avrebbe dovuto approvare aggiustamenti dei conti pubblici equivalenti allo 0,25% del Pil.

La presentazione dei dati alla Commissione Europea è un passaggio importante per un’economia che crescerà solo dell’1,1% nel 2016, tuttavia, secondo la maggior parte degli esperti, le incertezze che pesano sui rendimenti dei titoli di stato non si dissolveranno prima dell’appuntamento del 21 ottobre. Sono in molti a pronosticare che la Bce, anche in caso di declassamento da parte di Dbrs, continuerà ad accettare titoli di stato portoghesi per garantire la liquidità necessaria al funzionamento del sistema bancario locale.

Questo però non significa che i titoli di Lisbona continuerebbero a far parte del Qe. L’esclusione dal Qe determinerebbe un chiaro impatto sui mercati e un’impennata della volatilità in un mercato di piccole dimensioni e liquidità limitata come quello del debito pubblico portoghese.  In tutti i casi, la Bce avrà la possibilità di discutere sulle opportune misure da introdurre nel corso della riunione fissata per il 20 ottobre.

Accanto alle pressioni per le attese sul rating i sovereign bond lusitani stanno affrontando le quelle causate dalla debolezza del sistema bancario, in particolare dopo che sono diventate evidenti le difficoltà per la privatizzazione di Novo Banco e le debolezze della maggiore banca del paese (Caixa Geral de Depósitos). Il governo ha annunciato che sta lavorando alla creazione di un veicolo che consenta agli istituti di credito di liberarsi dei non performing loan senza ricorrere ad aiuti pubblici.

A cura di: Rocki Gialanella
Parole chiave: dbrs, rating, bce, banche
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