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Il settore più felice dopo la sconfitta democratica

22/11/2016

Il potenziale arrivo alla casa Bianca di Hillary Clinton, incline a porre limiti ai prezzi dei farmaci, era stato vissuto come un incubo dalle società biotech. Con Trump sembra essere tornato il sereno.

Novembre si è trasformato in un mese molto favorevole ai titoli del settore biotecnologico statunitense. L’inattesa sconfitta della candidata democratica Hillary Clinton alle elezioni presidenziali, ha dissolto i dubbi e i timori accumulati da un’industria che accumulava quasi diciotto mesi di completa agonia sui listini azionari.

I flussi dì investimento hanno subito fiutato l’affare e, nell’arco di una sola giornata di negoziazioni, il denaro in entrata nei titoli e veicoli d’investimenti focalizzati su questo settore è stato superiore a quello registrato in qualsiasi settimana degli ultimi dodici mesi. Le prime tre settimane di novembre si sono chiuse con un rialzo medio accumulato dai titoli biotech del 13%, una variazione che consente di compensare in parte le pesanti perdite accusate a gennaio (che ora presentano un -9%).

Il recupero delle quotazioni conferma che il potenziale –e atteso- arrivo di Hillary Clinton alla Casa Bianca rappresentava uno dei maggiori pericoli per il futuro del settore. L’intenzione dichiarata della candidata democratica di voler introdurre una qualche forma di controllo sui prezzi dei medicinali ha implicato una batosta di notevoli dimensioni per un’industria che si dedica alla ricerca di molecole destinate alla cura per malattie poco conosciute e diffuse.

La minaccia Clinton si era materializzata il 21 settembre 2015 e aveva innescato quello che gli esperti del settore denominarono lo ‘scoppio di una piccola bolla speculativa di tipo settoriale’ del comparto biotecnologico. In effetti le quotazioni dei titoli del settore avevano subito una forte accelerazione nel precedente biennio.

L’esistenza di una bolla speculativa trova conferma nella lettura del ratio P/e. Nonostante la sensibile discesa dei prezzi, il ratio P/e delle compagnie biotech resta su livelli (29) quasi doppio rispetto alla media del mercato azionario (15) a stelle e strisce

La stessa differenza è riscontrabile se si osservano altre variabili utilizzate per effettuare una valutazione del mercato: valore contabile o fatturato. Il dato a favore di queste imprese è invece quello legato alla redditività del business, che risulta quasi tre volte superiore a quella degli altri business.

In questo periodo, le scelte dei money manager si concentrano su alcuni titoli ritenuti potenzialmente in grado di recuperare il terreno perso negli ultimi diciotto mesi e sovraperformare la media del comparto. Nel gruppo dei titoli preferiti troviamo Celgene (con un ratio P/e di 21) e Alexion (una delle più grandi società del settore delle biotecnologie). 

La società che presenta la quotazione più economica in termini di ratio P/e è Gilead con un ratio a quota 6, nettamente al di sotto sia del settore sia del mercato azionario Usa in generale.

A cura di: Rocki Gialanella
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