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Passaggio di testimone alla guida della Fed

06/11/2017

Con la mancata conferma della Yellen e il cambio alla guida della Banca Centrale Usa, Trump intende lasciare un’impronta basata sul mantenimento dei tassi ai minimi per continuare –fino a quando sia possibile- la politica monetaria ultraespansiva

Trump vede in questa nomina una vittoria personale, capace di offrirgli un valido supporto al suo obiettivo: mantenere su buoni livelli i margini dell’economia statunitense fino a quando non si arriverà in prossimità della scadenza naturale del suo mandato presidenziale.

Con la scelta di Powell a nuovo governatore della Federal Reserve, Donald Trump ha interrotto la lunga tradizione Usa improntata al rinnovo del mandato alla guida della Fed. L’ultima volta che un governatore è stato sostituito dopo i primi quattro anni è stato nel 1979. Powell riceverà un’economia Usa che cresce ad un ritmo sostenuto (circa il 2%), ancora inferiore al potenziale previo alla crisi finanziaria. Il mercato del lavoro sta continuando a rafforzarsi e la situazione occupazione si avvia a grandi passi verso il pieno impiego. Nonostante ciò, l’inflazione, i salari e la produttività non crescono con la solidità attesa.

Powell, 64 anni, è stato sottosegretario al tesoro durante l’amministrazione di George W. Bush ed è stato nominato da Obama a membro del board della Fed.

Powell è un repubblicano con radici profonde all’interno del gruppo dei conservatori Usa e dell’industria finanziaria (è stato socio del The Carlyle Group), tuttavia, in questi ultimi anni ha sempre appoggiato in maniera convinta sia la politica monetaria voluta dalla Yellen sia la regolamentazione del mercato finanziario post-crisi. Per questo motivo, gli analisti si aspettano che il mandato di Powell sia permeato –almeno nella sua fase iniziale- dalla continuità con le politiche impostate dalla Yellen.

A Janet Yellen  è toccato il compito non facile di tenere sotto controllo gli effetti della pioggia di usd ‘lanciati nell’economia Usa dal suo predecessore Ben bernake, soprannominato anche ‘Helicopter Ben.  Janet Yellen può dirsi soddisfatta. Il mancato rinnovo del suo mandato è da ascrivere esclusivamente a ragioni politiche. La presidente ha definito la ritirata degli stimoli previsti dal programma di Quantitative easing, ha dato inizio al rialzo del costo del denaro (li lascerà all’1,5% nel 2017) e al processo di normalizzazione del costo del denaro, ha cominciato a ridurre le mostruose dimensioni raggiunte dal bilancio della Banca centrale. Il tutto senza produrre pericolosi scossoni sui listini azionari e obbligazionari.

Ciò farà sì che una grande quantità di liquidità immessa tramite il Qe resterà nel sistema per molti anni a venire: in altre parole, l’ondata di stimolo monetario non recederà ancora per qualche anno e il processo sarà così lento che i suoi effetti non si sentiranno per un pò. La situazione attuale sarà conservata per più tempo del previsto, continuando a comprimere la volatilità di mercato e macroeconomica, finché il Qe non sarà ridotto abbastanza da permettere alle forze naturali di mercato di tornare in gioco.

Molti osservatori sono convinti che il cambio rispetto alla Yellen si noterà in particolare nella gestione del cross della divisa Usa. Powell potrebbe cercare un deprezzamento del biglietto verde per supportare le esportazioni e le politiche di Trump. In altre parole, il neo governatore potrebbe arroccarsi su posizioni attendiste in materia di tassi d’interesse, aspettando che siano altri governatori a fare le prime mosse. Secondo questa view, gli Stati Uniti acquisterebbero maggiore competitività nello scacchiere internazionale e Wall Street beneficerebbe di un trend ascendente ancora per qualche anno.

A cura di: Rocki Gialanella
Parole chiave: fed, tassi, trump, yellen
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