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Equilibrio, questo sconosciuto

01/04/2019

Equilibrio, questo sconosciuto

Il buon senso è una qualità tanto scarsa quanto necessaria, specialmente quando si opera nei mercati finanziari. A dicembre del 2018 i listini hanno perso terreno ma il mondo non ha finito di esistere.

Attualmente, dopo il recupero dei primi due mesi dell’anno, non è certo diventato una macchina perfetta. I rumors di mercato non fanno altro che allontanare l’investitore da quello che realmente conta quando decide di investire in titoli di rischio: i fondamentali delle società. L’investimento in azioni quando si ha a disposizione un orizzonte temporale molto lungo dovrebbe essere, in teoria, guidato da un approccio molto semplice.

Nel breve termine, le quotazioni azionarie oscillano in funzione del sentiment di mercato, tuttavia, nel lungo termine quello che esercita un peso decisivo sul successo di un investimento azionario sono proprio i fondamentali. Per questa ragione, se vogliamo puntare a ottenere rendimenti straordinari nel lungo termine, dovremmo focalizzarsi su modelli di business straordinari, modelli che rispettano una serie di caratteristiche (fondamentali solidi) che indicano come le probabilità di generare valore siano nettamente superiori a quelle di perdere denaro. Il processo per individuare al meglio i fondamentali è basato su: analisi qualitativa, analisi quantitativa e valutazione del titolo.

L’analisi di una società dovrebbe partire dai mattoni di base, costituiti dalla sua storia. Conoscere la storia di un’azienda è essenziale. Per conoscere al meglio il presente dobbiamo obbligatoriamente sapere quante più cose sul passato. All’interno dell’analisi di tipo qualitativo devono trovare una posizione prioritaria i vantaggi competitivi. Questo concetto, sviluppato da Michael Porter, è il più importante di tutti. La storia insegna che i business model di successo sono quelli che possono fare affidamento su vantaggi competitivi forti e sostenibili nel tempo.

Se così non fosse, The Coca Cola Company non avrebbe accumulato 130 anni a vendere lo stesso prodotto e Apple non potrebbe vendere il suo smartphone a un prezzo nettamente superiore a quello praticato dai suoi principali concorrenti. Un altro aspetto rilevante è l’analisi del settore in cui opera una società. E’ fondamentale capire quali sono i drivers di un’industria, quali i competitors e in quale fase del ciclo economico ci troviamo ad operare. A questo si aggiunga la conoscenza diretta del management della compagnia. Warren Buffett è solito affermare che il suo team non investe solo sui cavalli ma anche sull’abilità dei fantini. Una volta conosciuta la società nei dettagli, possiamo passare all’analisi dei suoi conti.

I migliori business sono quelli che riescono a ottenere margini di guadagno superiori a quelli dei competitor e a mantenerli nel lungo termine, quelli che generano flussi di cassa trasparenti e continui, quelli che ottengono ritorni elevati dagli investimenti realizzati, quelli che sono in grado di reinvestire i flussi di cassa e continuare a crescere a tassi sostenuti.

Nell’analisi complessiva di un’azienda, un posto di primaria importanza lo merita anche l’indebitamento. In generale, la presenza di un debito molto elevato non è mai un buon segnale. Al contrario, la presenza di un debito contenuto non è mai un cattivo indicatore dello stato di salute dell’azienda. In particolari settori di mercato e a certi livelli dimensionali, esistono anche società che possono tranquillamente far convivere una storia di crescita con un debito molto elevato.

A cura di: Rocki Gialanella
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