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Bce: attesi per quest’anno tre tagli dei tassi

La Bce procederà con cautela, condizionata dall'inflazione sottostante, dalle sue prospettive in linea col target e dalla forza della trasmissione della politica monetaria. I dati suggeriscono che i lavoratori continueranno a chiedere aumenti salariali superiori al tasso d'inflazione.

24/05/2024
sede della Banca centrale europea
Analisi sulle prospettive dei tassi d'interesse dell'Eurozona

Il vento per una politica monetaria più accomodante nell’Eurozona soffia sempre più a favore: l’inflazione sta tornando stabilmente verso il target ufficiale (2%), nonostante l’economia si confermi brillante, come il mercato del lavoro. Tale scenario di partenza, tuttavia, potrebbe cambiare il modo di procedere della Bce. Da una parte, infatti, è già ampiamente scontato a giugno il primo taglio dei tassi - come ha affermato (lo ha dato praticamente certo) il Governatore della Banca centrale d’Olanda (famoso per le posizioni da ‘falco’). Per contro, ha osservato Mark Dowding, fixed income CIO di RBC BlueBay AM, guardando sul prosieguo del possibile cammino della Bce si percepisce che la Presidente, Christine Lagarde, intenda tagliare i tassi una volta a trimestre. Inoltre, precisa, dopo una sforbiciata iniziale di 50 punti base, ulteriori tagli potrebbero dipendere dal fatto che anche la politica monetaria statunitense inizi a muoversi nella stessa direzione.

Il mercato del lavoro è un fattore frenante

A questo proposito l’attenzione di Tomasz Wieladek, chief european economist di T. Rowe Price, si è focalizzata sull'occupazione dell’Eurozona, la cui performance (cresciuta nel primo trimestre dello 0,3%) spiegherebbe un comportamento più cauto da parte della Bce. Sebbene non sia stata elaborata un’aspettativa ufficiale del consensus, è probabile che questo dato sia migliore di quanto atteso. Insomma, nonostante la forte frenata dell'economia e la contrazione di quella tedesca del 2023, l'occupazione nell'area continua a crescere fortemente mentre la disoccupazione rimane a un minimo storico. In questo contesto, in cui i lavoratori non ‘pagano’ gli effetti di una crescita più lenta, la dinamica dei salari rimarrà probabilmente molto resistente. Guardando al futuro, stima l’economista, la crescita dell'occupazione rimarrà sostenuta, tenuto conto della forte ripresa vista nei primi tre mesi e dei forti miglioramenti delle indagini sulle imprese.

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Fondamentale la ‘forward guidance’ della Bce

Ciò significa – secondo l’economista - che, dato il miglioramento delle prospettive economiche, i mercati del lavoro rimarranno solidi, mentre i lavoratori e i sindacati continueranno con tutta probabilità a chiedere aumenti salariali superiori al tasso d'inflazione. Sebbene la produttività del lavoro stia lentamente iniziando a migliorare, ciò non compenserà comunque le conseguenze inflazionistiche degli alti salari nell’Eurozona. Nel complesso, i dati più recenti del mercato del lavoro suggeriscono che la Bce procederà con cautela dopo il primo taglio di giugno. Wieladek si aspetta che l’Eurotower taglierà una volta per trimestre, per un totale di tre tagli durante il 2024, in linea con lo scenario che i mercati stanno prezzando. Non si può comunque dimenticare la ‘forward guidance’ adottata dalla Bce, basata su tre condizioni: calo dell'inflazione sottostante, prospettive di inflazione in linea col target e forza della trasmissione della sua politica.

Ampi margini per tagliare, mantenendo politica restrittiva

I margini per tagliare restano ampi, nonostante i fondamentali vadano controcorrente. Con l'attuale tasso di riferimento in territorio altamente restrittivo, secondo l’economista di T. Rowe Price, ci sono spazi per tagli fino a 100 punti base mantenendo comunque una politica restrittiva. L’economista prevede una serie di tagli complessivi tra i 100 e i 125 punti base quest'anno, con l'inizio della ‘svolta’ nella riunione di giugno. Più prudente appare Álvaro Sanmartín di Amchor IS, il quale prevede che l'economia dell'Eurozona continuerà a migliorare nei prossimi trimestri, supportata dall'aumento dei salari reali, dalla bassa disoccupazione e dalla solidità del bilancio delle famiglie. L’esperto stima che la crescita quest’anno potrebbe essere intorno o addirittura superiore all'1%. Ebbene, conclude, nonostante la BCE sia orientata a un approccio ‘dovish’, i tassi potrebbero scendere meno di quanto attualmente previsto dalla Bce stessa.

Intanto, secondo un recente sondaggio condotto dall’Eurotower, in marzo le aspettative di inflazione dei consumatori europei per i prossimi dodici mesi sono scese al 3% (dal 3,1%), ovvero al livello più basso degli ultimi 28 mesi (dicembre 2021, due mesi prima dello scoppio della guerra tra Russia e Ucraina). Per contro sono rimaste immutate per il quarto mese di seguito, al 2,5%, le opinioni circa le aspettative sui tre anni.

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave:

bce taglio tassi inflazione
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