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BlueBay: l’attenzione resta sulle politiche fiscali Usa

La politica fiscale USA continua a rappresentare un rischio al rialzo per i rendimenti obbligazionari ed è, secondo gli analisti di BlueBay, comunque importante per la ripresa economica globale. La posizione della Bce resta al momento accomodante.

12/04/2021

L’ultima settimana per i mercati è stata dominata dal collasso dell’hedge fund Arghegos, con le conseguenze che ha comportato per alcune società finanziarie. Anche se questo caso è relativamente isolato, gli investitori si interrogano sui rischi di un effetto contagio più ampio. Per Mark Dowding, Cio di BlueBay, la vicenda è più che altro una tempesta in un bicchier d’acqua, mentre sul tavolo ci sono sempre le discussioni sulle politiche fiscali Usa, che restano il tema più significativo in termini di ripercussioni economiche nel medio termine. Su questo fronte, infatti, sembra che l’Amministrazione voglia ricorrere al processo di ‘budget reconciliation’ per portare avanti il progetto di legge sulla spesa in infrastrutture: in questo modo, non ci sarebbe bisogno di un supporto bipartisan anche da parte dei Repubblicani al Senato.

Stimoli per la green economy e le famiglie povere

Per quanto riguarda in particolare le infrastrutture, l’analista si aspetta un pacchetto da 3mila miliardi di dollari, che sarà in parte finanziato con una maggiore tassazione. Queste iniziative dovrebbero contribuire a stimolare gli investimenti nella green economy e, allo stesso tempo, realizzare un certo livello di ridistribuzione dei redditi per supportare le famiglie Usa meno abbienti e più svantaggiate. La possibilità di far approvare tali idee potrebbe dipendere dal supporto dei senatori democratici e ci saranno probabilmente molte discussioni, dibattiti e compromessi nei prossimi mesi. Tuttavia, la direzione complessiva sembra essere relativamente chiara e in questo contesto la narrazione di un ‘nuovo paradigma fiscale’ rimane valida, con le autorità democratiche che seguono apertamente un’agenda pro-crescita.

Rischio rialzo dei rendimenti obbligazionari

Ma perché è importante seguire come si svilupperà il discorso tasse negli Stati Uniti? Perché, spiega Dowding, le politiche fiscali USA continuano a rappresentare un rischio al rialzo per i rendimenti obbligazionari nel medio termine. In effetti, a parità di condizioni, è ragionevole aspettarsi politiche monetarie meno accomodanti sulla scia di misure fiscali più espansive. Inoltre, mentre ci affacciamo al secondo trimestre 2021, questo dibattito sta proseguendo sullo sfondo di un’economia Usa in rapido rafforzamento, con un tasso di crescita che potrebbe raggiungere la doppia cifra nei prossimi tre mesi. Le riaperture dovrebbero portare a una solida ripresa del mercato del lavoro, mentre la domanda repressa dovrebbe stimolare l’attività nelle prossime settimane, grazie alla liquidità accumulata dai consumatori.

La Bce ancora contro un aumento dei rendimenti

In Europa, la risposta sul fronte delle politiche fiscali è stata finora più attenuata e i ritardi nella ratificazione del programma di supporto fiscale dell’Ue potrebbe significare che un flusso significativo di fondi non arriverà prima di fine anno. La campagna vaccinale continua a essere sotto i riflettori. In questo senso non dovrebbe sorprendere se i dati economici della regione fossero deludenti, nonostante il boom atteso negli USA. Ciò significa che la Bce, stima Dowding, potrebbe continuare a spingere contro l’aumento dei rendimenti, anche se sembra che gli indicatori dell’inflazione si stiano normalizzando. Con lo spread tra Treasury e Bund a 10 anni che si trova ora su quota 200pb, i portafogli sembrano favorire il dollaro USA, nonostante i rischi relativi a un deficit più ampio per le partite correnti.

A cura di: Fernando Mancini

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