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Economia: per imprese italiane migliora ma pesano costi energetici

Le aziende prevedono aumenti dei prezzi di vendita per compensare parte dei maggiori costi. I piani di investimento sono in espansione e le aspettative sull’occupazione restano positive. Credito e liquidità sono sostanzialmente stabili, così come le attese d’inflazione: al 2,6-2,7 per cento.

28/10/2026
banca d'italia
Le previsioni di Banca d'Italia su imprese, economia e inflazione

Il clima economico per le imprese italiane mostra segnali di miglioramento, grazie all’export e agli investimenti, ma le incertezze internazionali (soprattutto per il quadro geopolitico e la crisi che interessa il mercato delle commodity) continuano a pesare sulle prospettive. È quanto emerge dall’indagine condotta da Banca d’Italia - tra il 25 agosto e il 18 settembre - tra le aziende dell’industria e dei servizi (con almeno 50 dipendenti) del nostro Paese. In sintesi, nel terzo trimestre, il saldo tra le imprese che giudicano migliorata la situazione economica generale e quelle che la considerano peggiorata è salito a -39 punti percentuali dai -49 della precedente rilevazione. Nonostante il recupero, le valutazioni restano comunque più negative rispetto al periodo precedente allo scoppio della guerra in Medio Oriente.

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Domanda sostenuta dall’estero

La domanda complessiva di beni e servizi - secondo la ricerca di Banca d’Italia - si mantiene positiva, anche se nell’industria si registra un peggioramento. I servizi e il settore costruzioni mostrano invece una sostanziale stabilità. A sostenere le vendite è soprattutto la componente estera, mentre quella interna appare più debole. Le aspettative degli imprenditori per il quarto trimestre restano favorevoli: il saldo tra quelli che prevedono un aumento della domanda e quelli che ne attendono un calo si attesta a 17 punti percentuali. Anche le prospettive per le esportazioni sono positive, con un saldo di 14 punti. Più incerte invece le previsioni sulle condizioni operative, che rimangono sfavorevoli. Tra i principali fattori di rischio vengono indicati l’instabilità economica e politica e l’andamento del prezzo del petrolio.

Energia e materie prime sotto pressione

Il conflitto in Medio Oriente e la chiusura dello stretto di Hormuz hanno avuto effetti limitati sulla domanda, mentre hanno inciso maggiormente sui costi di produzione. Oltre quattro imprese su cinque segnalano rialzi dei costi energetici. Per affrontare i quali, secondo lo studio condotto da Via Nazionale, alcune aziende hanno adottato strategie specifiche: l’industria ha puntato soprattutto sulla maggiore autoproduzione di energia elettrica, mente nel settore dei servizi si è fatto ricorso al cambiamento dei fornitori e alla rinegoziazione dei contratti. Circa il 45% delle imprese interessate invece non ha introdotto misure particolari. L’aumento dei costi continua a riflettersi sui prezzi di vendita. Le aziende prevedono ulteriori rincari nei prossimi dodici mesi, soprattutto per effetto delle materie prime.

Circa il 16% delle imprese ha già trasferito o intende trasferire ai clienti una parte significativa o quasi totale degli aumenti legati al conflitto, mentre il 57% lo farà in misura moderata.

Investimenti in crescita e occupazione positiva

I programmi di investimento per il 2026, nonostante le difficoltà, restano espansivi. Il saldo tra imprese che prevedono di aumentare gli investimenti e quelle che intendono ridurli è salito a circa 13 punti dai 9 del trimestre precedente. Le prospettive sono più favorevoli nei servizi e nelle costruzioni, mentre l’industria procede con più cautela. Le condizioni per investire d’altronde sono ancora giudicate sfavorevoli, soprattutto dalle imprese più piccole. Nel mentre l’accesso al credito rimane sostanzialmente stabile e la maggior parte delle aziende considera adeguata la propria liquidità. Anche le attese sull’occupazione rimangono positive, sebbene con un ritmo di crescita moderato. Sul fronte dei prezzi, infine, le attese di inflazione restano stabili: al 2,7% nei prossimi sei mesi e al 2,6% nei prossimi dodici mesi.

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave:

economia imprese banca d'italia
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