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Energia: miniera di opportunità, il ritorno del value

Molte compagnie aumentano output, diversificano e puntano su cash flow, dividendi e buy-back. Offrono multipli prospettici inferiori a molti settori growth e flussi di cassa stabili. Oltre a oil&gas, crescono in infrastrutture, servizi, data center, fuel cell, rinnovabili e nucleare, ridisegnando il mercato energy.

03/02/2026
il globo terrestre attaccato a una presa elettrica
Analisi sulle opportunità, tra i titoli value, del settore dell'energia

Molte compagnie aumentano output, diversificano e puntano su cash flow, dividendi e buy-back. Offrono multipli prospettici inferiori a molti settori growth e flussi di cassa stabili. Oltre a oil&gas, crescono in infrastrutture, servizi, data center, fuel cell, rinnovabili e nucleare, ridisegnando il mercato energy.

Il settore energetico, dopo anni in cui l’attenzione dei mercati si è concentrata soprattutto sulla tecnologia e sull’IA, torna lentamente a far parlare di sé come uno dei terreni di caccia più interessanti per gli investitori orientati al value. Lo rileva Marta Yago, associate portfolio manager global value equity di T. Rowe Price, secondo cui l’energia rimane strutturalmente sottovalutata, nonostante rappresenti uno snodo cruciale per l’economia globale. Un dato rafforza la tesi: nel MSCI World Value il peso del settore energetico è circa il doppio rispetto a quello presente nell’MSCI World tradizionale. Un segnale che la strategia value intercetta molte più opportunità in un settore che continua a essere trascurato quando il focus degli investitori si sposta.

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Sotto i riflettori le grandi compagnie integrate

Il 2025 si è rivelato un anno complesso per i titoli energetici. Il comparto ha infatti sottoperformato l’S&P 500 e altri settori come la tecnologia, complice un contesto di prezzi del petrolio relativamente bassi e un sentiment ancora cauto verso l’oil&gas. Il greggio di riferimento Brent, per esempio, oscilla intorno ai 60 dollari al barile, un livello che limita la redditività di molte major e società di esplorazione.

Eppure, secondo gli esperti, dietro questa debolezza di breve periodo si intravedono elementi più costruttivi. Le grandi compagnie integrate stanno aumentando la produzione e, allo stesso tempo, diversificano verso elettricità e gas naturale (Lng), con l’obiettivo di rafforzare il cash flow e sostenere dividendi e programmi di buy-back.

Non si può inoltre trascurare il fatto che, oggi, molti titoli tradizionali del settore sono scambiati a valutazioni significativamente inferiori rispetto ai picchi degli ultimi anni, creando potenziali opportunità per gli investitori ‘contrarian’.

L’equilibrio tra domanda e offerta

Le difficoltà attuali legate a un aumento dell’offerta rischiano di nascondere, secondo Yago, un quadro più complesso.

Negli Usa la produttività nell’estrazione petrolifera sta raggiungendo livelli prossimi al massimo, mentre gran parte dei giacimenti facilmente accessibili è già stata sfruttata. Questo rende più costoso e meno immediato espandere ulteriormente l’output. A questo si aggiungono le tensioni geopolitiche. La capacità inutilizzata al di fuori dell’Arabia Saudita è limitata e il mercato potrebbe sovrastimare la resilienza dell’offerta globale. Di riflesso, anche shock relativamente contenuti potrebbero tradursi in ampie oscillazioni dei prezzi. Un altro elemento evidenziato da Yago riguarda il ruolo strategico dell’energia nella politica statunitense.

Gli allettanti multipli prospettici

Washington – in particolare - utilizza sempre più le risorse energetiche come leva geopolitica, creando condizioni favorevoli per le società Usa di servizi petroliferi, soprattutto quelle attive nei mercati offshore e onshore internazionali. Non solo produttori, dunque, ma anche fornitori di tecnologie e servizi potrebbero beneficiarne. L’energia resta un’opportunità value è nei prezzi: il settore ha multipli prospettici inferiori rispetto a molti comparti growth o ciclici, come l’high tech. Questo lo rende candidato naturale per gli investitori value in cerca di ‘sconti’ e di flussi di cassa stabili. Molte compagnie energetiche e utility dispongono infatti di bilanci solidi, capaci di sostenere dividendi interessanti e, in alcuni casi, in crescita.

Per chi vuole passare dalla teoria alla pratica, è possibile approfondire l’universo dei prodotti collegati al comparto attraverso l’elenco di tutti i fondi Azionari Settore Energia disponibili su FondiOnline.it, così da individuare veicoli già diversificati sul tema.

Come cambia la fisionomia del mercato dell’energia

Sullo stesso piano si collocano anche le società di infrastrutture energetiche, che offrono spesso rendimenti da dividendo superiori alla media, un aspetto molto apprezzato in fasi di incertezza.

Il mondo dell’energia sta inoltre cambiando: oggi, infatti, non è più sinonimo esclusivo di gas e petrolio. La domanda globale continua a crescere, spinta da industrializzazione, trasporti e soprattutto dall’espansione dei data center e dell’economia digitale. Alcune società legate alle nuove necessità infrastrutturali (come quelle che forniscono energia per data center o soluzioni basate su fuel cell) mostrano performance superiori, in alcuni casi persino migliori dei big high tech. Inoltre, rinnovabili e nucleare stanno tornando al centro del dibattito come pilastri di lungo periodo della transizione energetica.

In questo contesto, un altro segmento in crescente evidenza è quello dei fondi Azionari Settore Energie Alternative, che puntano su rinnovabili, tecnologie pulite e nuova infrastruttura energetica, coerenti con il ridisegno strutturale del mercato energy descritto nell’analisi.

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave:

energia value opportunità
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