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Mercati: la Bce delude e sposta la responsabilità ai Governi

13/03/2020

Mercati: la Bce delude e sposta la responsabilità ai Governi

La risposta della Bce alle difficoltà imposte dall’influenza da coronavirus ha deluso i mercati. La Banca centrale europea, dalla quale molti aspettavano un ulteriore allentamento del credito, ha lasciato i tassi di interesse invariati. A poco è servito il suo annuncio, sulla scia di quanto già effettuato dagli altri Istituti di emissione mondiali, circa nuovi stimoli monetari per aiutare l’economia nella gestione dell’emergenza dell’epidemia. Infatti l’Eurotower si è limitata a varare nuove misure di liquidità studiate, spiega Azad Zangana, senior european economist and strategist di Schroders, “per agire da rete di protezione se il sistema finanziario dovesse affrontare delle difficoltà e anche per sostenere il finanziamento alle piccole e medie imprese”. 

Bce, rivede in calo il Pil

Questi stimoli sono offerti attraverso nuove misure di long-term refinancing operation (LTRO) e di targeted long-term refinancing operation (TLTRO3). Inoltre la Banca Centrale Europea ha anche annunciato un altro pacchetto di acquisto di asset (quantitative easing) per 120 miliardi di euro, che potrebbe essere utilizzato entro la fine dell’anno. La reazione delle Borse europee è stata, a dire poco, pesante. “Riteniamo – sostiene l’economista – che i mercati si aspettassero un taglio dei tassi di interesse che la Bce non ha messo sul tavolo”. Anzi, per paradosso gli esperti della stessa Banca, hanno ridotto le loro stime di crescita per quest’anno e per il prossimo, precisando che i numeri – perché raccolti prima che esplodesse l’epidemia da coronavirus in Europa - sono con tutta probabilità già vecchi. E più precisamente, la Bce prevede che l’economia dell’Eurozona cresca nel 2020 di appena lo 0,8% (rivisto dal precedente +1,1%), dell’1,3% nel prossimo (da +1,4%) e dell’1,4% in quello successivo (confermato). 

E Piazza Affari scrive la peggiore seduta della storia: -16,92%

La reazione dei mercati non si è fatta attendere. Quella di giovedì, 12 marzo, è stata una seduta da “profondo rosso” per tutte le principali Borse europee: Milano ha chiuso in ribasso del 16,92%, Parigi del 12,28%, Francoforte del 12,23%, Londra del 9,81% e Madrid del 13,3%. A Piazza Affari, inoltre, per l’indice Ftse Mib è stata la giornata peggiore di sempre: con cali superiori a quelli registrati dopo la Brexit (-12,48%), il crack di Lehman Brothers (-8,2%) e l'11 settembre (-7,5%). Male anche il reddito fisso: il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e corrispondente titolo tedesco è salito fino in area 270 punti base, con un rendimento che ormai è sopra la soglia del 2%. A zavorrare ulteriormente il trend dei mercati hanno contribuito il nuovo tracollo del prezzo del petrolio, la decisione del Presidente statunitense di bloccare tutti i voli dall’Europa verso gli Usa per 30 giorni e anche le prime vendite che si sono viste sull’oro (di investitori intesi a realizzare in questo mercato per coprire le perdite accusate altrove). 

Lagarde, è tempo di piani fiscali “coordinati e ambiziosi”

La delusione per la ‘mancata azione’ della Bce è stata aggravata dalle parole della sua stessa Presidente, Christine Lagarde, che ha demandato gli aiuti ai Governi. Nel dettaglio, ha affermato, che “siamo di fronte a un grosso shock all'economia e serve che tutti facciano la loro parte: ma la risposta tocca, in primo luogo e soprattutto, alle autorità fiscali”, aggiungendo che non bisogna attendersi che siano le Banche centrali a risolvere da sole il problema. “Sino ad ora – ha detto ancora Lagarde - i piani fiscali di emergenza annunciati a livello europeo sono stati pari solo a 27 miliardi o un quarto di punto di Pil europeo, per questo auspico piani fiscali coordinati e ambiziosi”. 

Schroders, le armi spuntate della Bce

La armi della Bce sono spuntate. Lo ritiene Azad Zangana, rilevando che “sebbene offrire liquidità addizionale alle banche sia una mossa ragionevole, le banche sono già colme di liquidità e, come citato dalla Presidente Lagarde, non ci sono stati segnali di stress finora nel funzionamento delle banche”. E, aggiunge, “anche l’ulteriore quantitative easing è utile, tuttavia la Bce non ha modificato i limiti sugli emittenti e il ‘capital key’, il che indica che non potrà focalizzare i 120 miliardi di euro di QE sui mercati che ne hanno più bisogno, in primis l’Italia.” A questo ultimo proposito, sottolinea, “l’abbandono del ‘capital key’ avrebbe dato più fiducia al mercato, ma allo stesso tempo avrebbe spinto la Bce sul terreno del finanziamento monetario, che è illegale in base al mandato attuale. In ultima analisi, il potere della BCE è molto limitato: è arrivato il momento in cui le politiche fiscali coordinate diventino protagoniste”.

A cura di: Fernando Mancini
Parole chiave: bce, tassi, economia, borse, mercati
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