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Vacanze: sempre più care, soggiorno ridotto per risparmiare
Rincari soprattutto per carburanti, oltre il 10 per cento in più, pedaggi, tariffe autostradali e servizi turistici. Anche stabilimenti balneari, ristoranti e consumazioni nelle aree di servizio registrano aumenti superiori all’inflazione. L’inflazione e i costi energetici frenano le vacanze.
Per le famiglie italiane l'estate 2026 sarà all'insegna della prudenza. Tra rincari energetici, dei carburanti e prezzi più elevati per alberghi e servizi, solo il 44% degli italiani potrà permettersi una vacanza. È quanto stima l'Osservatorio Nazionale di Federconsumatori, secondo cui oltre la metà dei vacanzieri sceglierà soggiorni brevi, della durata compresa tra tre e cinque giorni, spesso appoggiandosi ad amici e parenti per contenere le spese. Il trend più evidente riguarda la scelta della meta: più dell'84% che partiranno rimarrà entro i confini nazionali. A pesare sono soprattutto i costi dei voli internazionali, aumentati sensibilmente dopo l'esplosione della crisi in M.O., che hanno avuto ripercussioni sui prezzi del petrolio e sui trasporti.
La vacanza al mare resta la preferita
Secondo la ricerca, una settimana di vacanza per una famiglia composta da due adulti e due figli continua a rappresentare una spesa importante. Per una località balneare il costo medio raggiunge i 6.733,90 euro, in aumento del 3% rispetto al 2025. Un soggiorno in montagna richiede invece 4.914,60 euro, con un incremento del 2,8%, mentre per una crociera il conto sale del 4,7% annuo a 6.616,36 euro. La vacanza al mare resta comunque la formula preferita dagli italiani, ma anche una delle più costose. Il peso maggiore sul budget di una famiglia continua a essere rappresentato dall'alloggio. Per sette notti in albergo, con due camere doppie in mezza pensione, una famiglia spende mediamente 4.267 euro, circa 115 euro in più (+2.77%) rispetto al 2025.
Attenzione ai rincari nelle aree di servizio
Anche il viaggio incide di più. Tra benzina, pedaggi e soste in autostrada, il costo per raggiungere e tornare dalla località di vacanza supera i 422 euro. Il rincaro più pesante riguarda il carburante, che segna aumenti superiori al 10%. Non di meno, anche le spese nelle aree di servizio aumentano: tra panini, bibite, gelati e caffè, questo tipo di ristoro rincara del 5,4% rispetto allo scorso anno. Chi sceglie il mare deve anche annotare che anche i costi degli stabilimenti balneari hanno subito un rincaro. Per una settimana con ombrellone e due lettini servono quasi 289 euro, ai quali si aggiungono le consumazioni al bar. Tra escursioni, attività ricreative, una cena al ristorante e qualche momento di svago, la spesa finale supera facilmente i 6.700 euro.
Montagna più economica, ma non immune ai rincari
Per chi sceglie il fresco delle montagne, la vacanza resta più conveniente rispetto al mare, ma anche in questo caso i prezzi continuano a salire. Il costo complessivo di una settimana per quattro persone sfiora i 5mila euro. L'albergo rappresenta la voce principale di spesa, con oltre 3.225 euro per sette notti. Escursioni, passeggiate a cavallo, noleggio di attrezzature da trekking e consumazioni nei rifugi o nei bar aggiungono circa mille euro al conto finale. Anche qui incide il trasporto, mentre i prezzi nelle aree di servizio continuano a crescere più dell'inflazione. L'aumento più marcato riguarda le crociere, il cui costo medio cresce del 4,7%. A pesare non è soltanto il biglietto (del 6%), ma soprattutto gli extra acquistati a bordo.
Carburanti e inflazione frenano le partenze
L'indagine di Federconsumatori evidenzia come i rincari siano legati soprattutto all'aumento dei costi energetici e alle crisi internazionali che continuano a influenzare il prezzo del greggio. In media, una vacanza estiva costa il 3,5% in più rispetto al 2025. Per molte famiglie, quindi, la soluzione sarà ridurre la durata del soggiorno, scegliere mete più vicine e limitare le spese accessorie. Una strategia che conferma come, anche nell'estate 2026, la vacanza resti un desiderio diffuso, ma sempre più difficile da realizzare senza fare i conti con il budget.
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