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Pechino e Tokio continuano a liberarsi dei Treasury

18/11/2016

Rispetto al picco registrato nel 2014, l’ammontare di titoli di stato statunitensi in possesso della Banca Centrale cinese si è ridotto da 1.300 miliardi a 1.157 mld. In calo anche i volumi in possesso di Giappone e Arabia Saudita.

L’ammontare di Treasury bond posseduto dalla Cina si è ridimensionato ai minimi degli ultimi quattro anni. La Banca Popolare cinese continua a utilizzare le sue riserve di divisa denominate nel biglietto verde nordamericano per mantenere a galla lo yuan, che continua a subire pressioni ribassiste a causa sia del graduale rallentamento della crescita economica del gigante asiatico sia dell’intensa fuoriuscita di capitali e dell’inatteso rafforzamento del dollaro.

Le banche centrali dei singoli paesi sono solite mantenere le rispettive riserve di divisa estera investite in attività facilmente liquidabili (e i Treasury bond, titoli di stato emessi dal Tesoro Usa,  sono considerati l’asset liquido e risk free per eccellenza).

Dopo anni trascorsi ad accumulare freneticamente enormi quantità di Treasury all’interno del proprio bilancio (esercitando un’indiretta pressione ribassista sui rendimenti dei titoli di stato Usa), il principale possessore di Treasury ha ridotto la sua esposizione di ben 28 mld di usd, portando l’ammontare totale in suo possesso a 1.157 mld di usd (Fonte: Dipartimento del Tesoro Usa). Il dato è stato pubblicato mercoledì scorso e si riferisce alle operazioni concluse a settembre e fa seguito alla sensibile riduzione registrata in agosto.

Si tratta del livello più basso da settembre 2012, quando Pechino accumulava 1.153 miliardi di dollari in Treasury statunitensi. Il dato di settembre dimostra il notevole calo rispetto ai massimi registrati a novembre 2013 (quando il Tesoro Usa aveva dichiarato che i governemnt bond nelle mani della Cina ammontavano all’astronomica cifra di 1.300 mld di usd). In quel periodo, Pechino continuava ad accumulare mensilmente grandi quantità di Treasury grazie al suo suplus della bilancia delle partite correnti e ai flussi di capitali indirizzati dagli investitori internazionali verso la sua economia.

In questo periodo il portafoglio cinese di titoli di stato Usa ammonta a 1130 mld di dollari investiti per lo più in emissioni a medio e lungo termine e soltanto 22.309 milioni destinati a obbligazioni con scadenza breve e altri strumenti a brevissimo termine.

Le riserve internazionali della Cina, le più ingenti del pianeta, si sono ridimensionate fino a 3120 miliardi di usd, una contrazione rilevante dal record messo a segno a giugno 2014, quando l’ammontare complessivo ha superato i 4.000 mld di usd in riserve di divisa estera (non solo dollari).

Il portafoglio detenuto dalle autorità del Giappone, il secondo per dimensioni a livello planetario, ha accusato una caduta di 7.6 mld di dollari fino ai 1136 mld. Le riserve dell’Arabia Saudita investite in Treasury bond sono calate per l’ottavo mese consecutivo, portandosi a 89.4 mld di usd.

Le vendite nette di titoli di stato Usa effettuate da parte degli stranieri hanno raggiunto quota 76.6 mld di usd a settembre. Nello stesso mese, le vendite di titoli di rischio effettuate dagli stranieri si sono fermate a 3.21 mld di usd. Gli stranieri hanno invece comprato negli Usa 1.08 mld di titoli obbligazionari emessi dalle società Usa e 32.1 mld di obbligazioni emesse da agenzie governative.

A cura di: Rocki Gialanella
Parole chiave: cina, giappone, treasury, trump, riserve
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