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Bond in moneta forte: in Asia c'è tanto

07/03/2017

In una fase in cui c'è una fortissima riscoperta degli investimenti nei paesi emergenti, l'attenzione si è molto spostata anche sul mercato obbligazionario, soprattutto quello in valuta pesante, che dà ampie garanzie nei confronti di monete che qualche volta sono instabili. L'area privilegiata resta l'Asia, che dimostra una stabilità maggiore, rispetto ad altre zone emergenti magari più redditizie, ma certamente più rischiose.

Attualmente con un'attenta gestione dei bond di quest'area molti money manager riescono a ricavare, acquistando obbligazioni corporate o governative, il 4-4,5% annuo, ottenuto prevalentemente con lo stacco delle cedole.

E al di là dei rendimenti, certamente interessanti, ci sono diversi elementi che favoriscono l'investimento in questa area. Innanzitutto sono presenti gruppi di grandi dimensioni: in alcuni casi una singola società rappresenta il 10% del mercato corporate domestico e sostanzialmente solo le grandi aziende in Asia hanno la possibilità di affacciarsi sul mercato dei bond in valuta pesante. L'universo investibile è fatto da circa 400 nomi, molti dei quali hanno emissioni investment grade, che ovviamente danno garanzie di solidità che non è facile trovare neppure sui mercati più consolidati.

Il grande problema nell'investire su obbligazioni emesse da aziende è costituito dai default, ma per quanto riguarda l'Asia questi sembrano piuttosto rari anche nell'area high yield (fra l'1,5% e il 2%) e i recovery ratio in compenso sono più elevati rispetto al mondo sviluppato. Vi è stato il caso di un default di un gruppo immobiliare cinese dove gli obbligazionisti sono riusciti a recuperare l'80%.

Un altro elemento positivo è rappresentato dal fatto che la volatilità di questa asset class è diminuita perché c'è una forte base domestica (circa l'80% del totale della capitalizzazione): vi è quindi un minore rischio di fuga di capitali.

La crescita economica, anche se c'è stata senz'altro una decelerazione rispetto agli strepitosi numeri degli anni scorsi, rimane buona e in alcuni casi si può contare su una politica monetaria ancora in via di allentamento, il che ovviamente è un fattore positivo per l'obbligazionario.

Un ulteriore elemento a favore di questo investimento è dato dal fatto che gli investitori asiatici sono più conservatori di quelli americani ed europei e stanno cominciando ad apprezzare particolarmente l'investimento obbligazionario, tanto che i flussi di capitali verso questa asset class sono stati di recente decisamente positivi. Certo questo fatto ha portato a un elemento negativo: l'incremento della massa di debiti. Infatti l'indebitamento totale, escluso il settore finanziario, nelle economie classificate come emergenti era pari al 127% del Pil locale nel 2007, ma questa percentuale a fine 2015 arrivava al 179%. Essendo ovviamente aumentato in maniera considerevole anche il Pil delle diverse nazioni, si può avere un'idea di quanto sia cresciuta la pressione debitoria.

Un altro fattore che può essere considerato pericoloso per l'intera asset class è l'incremento dei tassi avviato dalla Fed e la crescita dell'inflazione in molte economie occidentali. Questi fenomeni rischiano di fare salire in maniera decisa i tassi dei bond delle economie più avanzate. In tal caso gli emergenti, perché non si verifichi una fuga di capitali, potrebbero essere costretti ad alzare a loro volta gli interessi. Tutto ciò, però, a sua volta determinerebbe due controindicazioni: da una parte i bond già sul mercato vedrebbero un ribasso delle quotazioni, dall'altra la necessità di fornire agli obbligazionisti ritorni più alti in valuta forte potrebbe rialzare il tassi di default.

Come si vede le obbligazioni asiatiche in moneta pesante rappresentano oggi un'opportunità estremamente interessante per gli investitori, sempre più alla ricerca di tassi decenti, specie oggi che l'inflazione sembra fare nuovamente capolino. Ovviamente gestire direttamente un portafoglio di questo genere non è alla portata di qualsiasi risparmiatore, ma il mercato offre una notevole quantità di prodotti gestiti specializzati in questa area e spesso con track record piuttosto lunghi. A quel punto scegliere il gestore più adatto alle proprie esigenze diventa sicuramente più facile.

A cura di: Alessandro Secciani
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