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La Cina traina l'economia asiatica

04/05/2017

crescitaI dati preliminari per l’area dell'est e del sud-est asiatico pubblicati da FocusEconomics nel report FocusEconomics Consensus Forecast East & South Asia confermano che l'accelerazione nella crescita economica della regione registrata nell'ultimo trimestre dell'anno passato prosegue anche nel 2017.

L'economia cinese in particolare nei primi tre mesi ha ripreso velocità, con una crescita del 6,2%, il dato migliore da un anno e mezzo a questa parte.

La crescita del Pil cinese nel primo quarto ha sorpreso al rialzo grazie principalmente alle esportazioni e a una robusta ripresa degli investimenti e della produzione industriale. Se a prima vista potrebbe sembrare che la Cina sta continuando a mettere in pratica le vecchie ricette per stimolare la crescita, un'analisi più attenta mette in evidenza che il gigante asiatico è ormai avviato su un percorso di ribilanciamento economico.

Nel primo trimestre infatti la ripresa degli investimenti è da attribuirsi principalmente alle società private, e non alle aziende a controllo statale. Inoltre la ripresa della domanda a livello globale ha sostenuto il settore manifatturiero, mentre il settore immobiliare ha continuato a crescere a ritmo sostenuto, fornendo un buon supporto alla domanda interna, nonostante le aspettative di un rallentamento paventate da più parti.

Per quanto riguarda l'India, i dati preliminari del primo trimestre suggeriscono che l'economia ha rallentato leggermente, dopo un terzo trimestre 2016 sorprendentemente robusto, ma gli analisti prevedono per il nuovo anno fiscale un'accelerazione della crescita al 7,3% grazie alla ripresa dei consumi, favorita da una stagione dei monsoni che si prospetta favorevole.

In Corea del Sud iniziano a spirare venti di cambiamento: il prossimo 9 maggio si terranno le elezioni presidenziali, che molto probabilmente segneranno una svolta nell'assetto politico del paese mettendo fine a un decennio di governi guidati dal partito  conservatore. I due candidati favoriti hanno entrambi manifestato l'intenzione di adottare una politica più morbida nei confronti della Corea del Nord, e se da un lato un atteggiamento più pragmatico può essere un elemento positivo che favorirà la stabilizzazione della regione, dall'altro potrebbe provocare frizioni con gli Sati Uniti, che al contrario hanno assunto di recente una posizione più aggressiva nei confronti di Pyongyang.

In ambito economico tutti e due i candidati hanno lasciato intendere che metteranno in atto una politica fiscale più espansiva, mentre adotteranno politiche più dure nei confronti delle chaebol, le grandi conglomerate a conduzione familiare come Samsung, Hyundai e LG, che sono diventate il simbolo del capitalismo sud-coreano. Inoltre, priorità per entrambi sarà la creazione di posti di lavoro, per contrastare la disoccupazione, in aumento soprattutto tra i giovani.

In generale, oltre ad un aumento della domanda legato al buono stato di salute delle economie cinese e indiana, la regione del sud-est asiatico sta beneficiando dell'espansione robusta nelle maggiori economie sviluppate e del miglioramento in atto in alcuni paesi emergenti esportatori di materie prime, grazie al rialzo dei prezzi delle commodity.

Inoltre, nonostante i rialzi dei tassi negli Stati Uniti, le politiche monetarie rimangono accomodanti in molte economie chiave del globo.

Di conseguenza, il panel di analisti consultati da FocusEconomics mantiene un outlook positivo per la regione, la cui economia dovrebbe continuare a crescere al ritmo del 6% anche nel 2017, per rallentare leggermente al 5,9% nel 2018.

A cura di: Paola Sacerdote
Parole chiave: Cina, Asia, crescita, Corea
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