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Inflazione, la migliore alleata della Svizzera

13/07/2017

SvizzeraUna ricerca del Credit Suisse Research Institute, intitolata "Switzerland: A Financial market History", realizzata in collaborazione con la London Business School e la Cambridge Judge Business School, ha provato ad esaminare le origini del successo economico del paese transalpino, e la conclusione è che uno dei fattori chiave di questo successo è da individuarsi nel tasso di inflazione storicamente basso.

I mercati amano la stabilità. Non importa quanto noioso possa sembrare, ma questo mantra evidenzia un dato di fatto inconfutabile. I mercati prosperano in un contesto stabile e prevedibile, e basta un singolo evento avverso o il minimo segno di turbolenza perché finiscano sull'ottovolante. Da questo punto di vista, la Svizzera rappresenta un caso emblematico. Secondo il report infatti, il paese elvetico è storicamente il quarto mercato meno volatile al mondo per l'equity, e il secondo mercato meno volatile per i bond.

Questa grande stabilità si riflette nei risultati finanziari. Il mercato azionario svizzero trae origine dalle borse di Ginevra (nata nel 1850), Zurigo (nata nel 1873) e Basilea (1876), è oggi il settimo maggiore mercato azionario mondiale (dopo Stati Uniti, Giappone, Regno Unito, Francia, Germania e Canada), e ne rappresenta quasi il 3% del valore totale globale. Pur essendo una nazione piccola, con solo lo 0,1% della popolazione mondiale e un'estensione territoriale che è meno dello 0,01% delle terre emerse, occupa una posizione di tutto rispetto nel contesto finanziario internazionale.

A partire dal 1900, lungo i 117 anni che sono stati esaminati, il mercato azionario svizzero ha generato ritorni reali annualizzati del 4,4%, al di sopra della media europea. Nello stesso lasso di tempo, il mercato obbligazionario elvetico ha dimostrato di essere uno dei meglio performanti al mondo, con ritorni reali annualizzati del 2,3%. Questo significa che un franco svizzero investito nel mercato azionario oltre un secolo fa, a dividendi reinvestiti, sarebbe cresciuto 159 volte in termini di potere d'acquisto, e se fosse stato investito in bond il suo valore si sarebbe moltiplicato per 15,1 volte. Come se non bastasse, nell'arco di questi 117 anni la Svizzera ha avuto un tasso di inflazione di appena il 2,2%, il più basso al mondo.

Per contestualizzare questo dato, basti fare un confronto con il tasso di inflazione registrato negli altri paesi del mondo nello stesso arco di tempo. Secondi in classifica dietro la Svizzera troviamo Stati Uniti e Olanda, con un tasso di inflazione annualizzato che tra il 1900 e il 2016 si è attestato al 2,9%. Questa, che a prima vista può sembrare una piccola differenza, in realtà significa che in questi 117 anni, mentre in Svizzera i prezzi sono cresciuti di 12 volte, negli Stati Uniti e in Olanda sono aumentati rispettivamente di 27 e di 28 volte.

Questo divario risulta ancora più ampio se confrontiamo la Svizzera con i paesi confinanti. Francia, Germania, Italia e Austria hanno tutte vissuto periodi caratterizzati da elevata inflazione. La Germania nel periodo tra le due guerre è il caso più estremo, con prezzi che solo nel 1923 aumentarono di 209 miliardi di volte. Dopo la Germania, l'Austria è il paese con il tasso annualizzato di inflazione più elevato, che si è attestato, tra il 1900 e il 2016, al 12,6%,  con i prezzi che nel periodo esaminato sono aumentati di 1.082.325 volte.

Un basso livello di inflazione, associato alla storica neutralità politica del paese, alla sua solida politica economica e a una valuta forte hanno contribuito a rafforzare la reputazione della Svizzera come porto sicuro. Una qualità indispensabile perché possa crescere e prosperare un settore bancario florido. Non per niente ancora oggi il nostro vicino d'Oltralpe è uno dei più importanti centri finanziari del mondo.

A cura di: Paola Sacerdote
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